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Collezione ALAO

Collezione ALAO

di Eleonora Manuzio · da Orchis n. 3, 2025, pp. 68–71

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Brassocatanthe Sun Mei Gold

Brassocatanthe Sun Mei Gold

Il periodo estivo, spesso considerato secondario per la fioritura delle orchidee, si rivela invece ricco di sorprese nella serra di Lainate, dove Angela Hanciu e Tommaso Giorgetti curano, con l’aiuto di altri soci, le piante della collezione ALAO. Tra luglio e settembre si susseguono infatti fioriture spettacolari, profumate o decisamente… provocatorie, che raccontano l’eccezionale varietà di strategie evolutive del mondo orchidofilo. Ringraziamo il nostro presidente Johnny Allegra per aver scattato le foto, in modo da poter apprezzare le fioriture della collezione anche a distanza. Tra le protagoniste dell’estate spicca senza dubbio Brassocatanthe Sun Mei Gold, un ibrido intergenerico registrato nel 2007, ormai ben noto per la sua affidabilità. I fiori presentano una luminosa colorazione giallo‑arancio, impreziosita da macchie porpora sul labello, chiara eredità della sua complessa parentela che include Cattlianthe harpophylla, Brassavola nodosa e Cattleya milleri. In condizioni ottimali questa pianta può fiorire più volte l’anno, producendo fiori gradevolmente profumati e di lunga durata, pari a circa tre settimane. Ama luce abbondante ma filtrata e temperature intermedie‑calde, con esigenze colturali simili a quelle delle Cattleya. Non sorprende che sia considerata una delle orchidee più affidabili per chi desidera fioriture frequenti e spettacolari.

Completamente diverso per portamento e fascino è Bulbophyllum macraei, specie asiatica dalla distribuzione amplissima, che va dall’India orientale fino al Giappone. È una pianta epifita compatta, caratterizzata da pseudobulbi piccoli e ravvicinati che formano un fitto tappeto, rendendola particolarmente adatta alla coltivazione su zattera o in contenitori poco profondi. Bulbophyllum macraei fiorisce a fine estate, producendo infiorescenze sottili, leggermente più alte delle foglie; i fiori, con un diametro compreso tra tre e cinque centimetri, si aprono in successione. A differenza di molti Bulbophyllum, noti per aromi intensi e spesso sgradevoli, i fiori di Bulbophyllum macraei sono privi di profumo, lasciando parlare soprattutto la loro elegante struttura.

Bulbophyllum echinolabium nelle serre di Villa Litta

Bulbophyllum echinolabium, Collezione ALAO, serre di Villa Litta, Lainate

Tra le fioriture più sorprendenti della stagione estiva troviamo Bulbophyllum amplebracteatum subsp. carunculatum, originario delle foreste umide di Sulawesi. Questa orchidea epifita produce grandi fiori giallo ocra con labello rosso vinaccia, portati su lunghi steli che possono superare i quaranta centimetri, con una fioritura successiva che prolunga lo spettacolo per diverse settimane. La caratteristica più nota, e impossibile da ignorare, è il forte odore di carne in putrefazione, una strategia evolutiva finalizzata ad attirare mosche impollinatrici. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, la specie è molto apprezzata dai collezionisti per la sua imponenza e per il notevole interesse botanico. Richiede caldo costante, luce diffusa e ottima aerazione radicale; non a caso è anche genitore del celebre ibrido Bulbophyllum Wilbur Chang.

Se si parla di eccessi, Bulbophyllum echinolabium non ha rivali. È celebre per possedere il fiore più grande dell’intero genere Bulbophyllum, con sepali molto allungati che possono raggiungere i sessanta centimetri. Originaria delle isole di Sulawesi e del Borneo, la specie produce fiori dall’aspetto ipnotico e dal profumo estremamente sgradevole, spesso descritto come carne o pesce in decomposizione. Il labello, verrucoso e “spinoso”, le ha valso il nome di echinolabium e, come in molti Bulbophyllum, è mobile, oscillando alla minima vibrazione per facilitare l’impollinazione. La fioritura è sequenziale e può protrarsi per mesi, rendendo questa pianta una vera attrazione in serra.

In netto contrasto con le precedenti, Schoenorchis fragrans rappresenta la delicatezza in formato miniatura. Originaria del Sud‑est asiatico, è una piccola orchidea epifita che non supera i cinque centimetri di dimensioni vegetative, ma che in estate produce numerose infiorescenze di piccoli fiori lilla‑rosa, intensamente profumati soprattutto al mattino. Ama caldo, umidità elevata e luce abbondante; con una buona esposizione le foglie carnose possono assumere una colorazione rossastra. Si coltiva preferibilmente su zattera, in modo che le radici possano asciugare rapidamente. È una specie ricercata e non comune, molto apprezzata dagli amanti delle miniature.

Bulbophyllum amplebracteatum subsp. carunculatum

Bulbophyllum amplebracteatum subsp. carunculatum

Schoenorchis fragrans

Schoenorchis fragrans

Tra le ultime fioriture osservate, spicca Cattleya Mariechen × Cattleya Interglossa (Zeltner J 88), una pianta di grande fascino, ricevuta in dono da un socio. Questo incrocio riesce a esprimere in modo equilibrato e convincente le migliori caratteristiche dei due genitori. Cattleya Mariechen deve infatti il proprio patrimonio genetico principalmente a Cattleya esalqueana (50%), Cattleya aclandiae (37,5%, sottogenere Intermediae) e Cattleya granulosa (6,25%, sottogenere Intermediae), una combinazione che conferisce compattezza vegetativa e un’elevata qualità dei fiori. Questi raggiungono generalmente un diametro compreso tra sette e dieci centimetri e sono particolarmente apprezzati per l’intensa profumazione; inoltre, in condizioni favorevoli, la pianta è in grado di fiorire più volte nel corso dell’anno. La seconda pianta genitrice è Cattleya Interglossa, ibrido primario registrato da E. Thayer nel 1902, ottenuto dall’incrocio tra Cattleya amethystoglossa e Cattleya intermedia. La denominazione “Zeltner J 88”, come illustrato da Manuel Riva nel suo webinar dedicato all’ibridazione delle Cattleya, si riferisce con ogni probabilità a un clone o a una selezione specifica coltivata da Zeltner. Dal punto di vista morfologico, Cattleya Interglossa eredita tratti evidenti da entrambi i genitori, dando origine a piante robuste e fiori ben formati, spesso profumati. Essi, inoltre, presentano generalmente un marcato contrasto cromatico, con petali e sepali bianco‑rosati maculati di viola, retaggio di Cattleya amethystoglossa, e un labello intenso, tipico di Cattleya intermedia. La forma è quella classica da Cattleya, con un’infiorescenza che può portare da due a cinque fiori.

Bulbophyllum macraei

Bulbophyllum macraei

Cattleya Mariechen × Cattleya Interglossa

Cattleya Mariechen × Cattleya Interglossa

Eleonora Manuzio
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