Orchidee istriane
di Tiziana Martini, trascrizione a cura di Daniele Menotti Pratesi · da Orchis n. 3, 2025, pp. 62–65
Cephalanthera damasonium
Riassunto: L’articolo riprende l’intervento di Tiziana Martini durante l’evento Orchidea Privé, organizzato da ALAO il 23 febbraio 2025, dedicato alle orchidee spontanee della penisola istriana, in particolare dell’Istria Rossa e di alcuni settori carsici e costieri. Vengono descritte le caratteristiche ambientali dei siti visitati e le principali specie osservate, tra cui Orchis purpurea, Ophrys sphegodes subsp. atrata, Ophrys apifera, Limodorum abortivum, Cephalanthera damasonium, Anacamptis morio, Anacamptis papilionacea e Spiranthes spiralis. Il testo mette in luce il legame tra presenza delle orchidee, gestione tradizionale del territorio e sensibilizzazione locale verso la tutela delle piante spontanee. Ne emerge un quadro floristico vicino a quello del Carso italiano, ma con specificità ecologiche e paesaggistiche proprie.
Abstract: This article is based on a presentation given by Tiziana Martini during Orchidea Privé, an event organized by ALAO on February 23, 2025, focusing on wild orchids of the Istrian peninsula, particularly the so-called “Red Istria” and nearby karst and coastal environments. It describes the ecological setting of the surveyed areas and the main orchid species observed, including Orchis purpurea, Ophrys sphegodes subsp. atrata, Ophrys apifera, Limodorum abortivum, Cephalanthera damasonium, Anacamptis morio, Anacamptis papilionacea and Spiranthes spiralis. The text highlights the link between orchid presence, traditional land management and local awareness of plant conservation. It provides a concise floristic portrait closely related to that of the Italian Karst, yet with its own environmental character.
Le orchidee spontanee originarie della penisola istriana sono del tutto simili alle specie che si rivengono nelle aree italiane del Carso, che crescono tipicamente in zone prative. Nello specifico, le osservazioni si sono concentrate nella cosiddetta “Istria Rossa”, ovvero il territorio a sud-est della penisola compreso fra gli abitati di Albona, Traghetto e Koromačno, il cui nome deriva dal caratteristico terriccio color mattone: qui si trova un promontorio tuttora escluso dai circuiti turistici, e che ha quindi mantenuto un aspetto tipicamente rurale. La zona, racchiusa fra il canale d’Arsa e il Quarnero, è un tavoliere digradante verso il mare interessato a tratti da fenomeni di carsismo, e presenta una tipica vegetazione mediterranea.
La prima osservazione è avvenuta nei pressi di Kranjci, vicino a vigneti che costeggiano la strada. Fra le specie avvistate abbiamo Orchis purpurea – di cui si rinvengono esemplari molto diversi fra loro per quantità, dimensioni e screziatura dei fiori – e Ophrys sphegodes subsp. atrata: per tutte è difficile stimare il numero di esemplari, in quanto il terreno è incolto, ricco di erbacee, rocce e fogliame, il che rende poco visibili le rosette basali e quindi difficoltoso apprezzare l’effettiva estensione della colonia. Su questa seconda specie, in particolare, si nota la velocità con cui avviene l’impollinazione: gli insetti, attirati da fiori vistosi, li impollinano non appena sbocciati causandone l’appassimento, svariati giorni prima che inizino ad aprirsi i boccioli soprastanti più giovani. È probabile che i proprietari dei terreni siano consapevoli della presenza di orchidee, in quanto il taglio dell’erba negli appezzamenti viene effettuato solo una volta che si è conclusa la stagione riproduttiva di queste piante, e non – come ci si aspetterebbe – in occasione di interventi cadenzati durante l’intero corso di primavera ed estate. Ciò potrebbe essere anche una conseguenza del lavoro svolto, soprattutto negli anni più recenti, da associazioni impegnate nella sensibilizzazione per la salvaguardia delle piante selvatiche autoctone della Croazia.
Neotinea tridentata
Ophrys sphegodes subsp. atrata
Orchis purpurea
Più sporadica in questa zona è invece Ophrys apifera, così come specie del genere Limodorum (molto probabilmente si tratta di Limodorum abortivum). In terreni più ombrosi si rinviene anche Cephalanthera damasonium.
A Stanišovi, il terreno è più arido e sassoso rispetto a Kranjci, con precipitazioni assenti nei mesi di luglio e agosto. Qui si rinvengono esemplari di Anacamptis morio, tendenzialmente di dimensioni contenute a causa delle condizioni già citate e dell’esposizione in pieno sole; anche in questo caso, sono osservabili differenze di tonalità nei fiori di piante diverse. Sempre in questa zona si trova anche Anacamptis papilionacea, le cui osservazioni negli anni hanno potuto confermare una crescita costante che ha portato ad avere esemplari con foglie più lunghe e sviluppate, nonché steli più robusti con fiori più grandi e numerosi.
Ophrys apifera
Limodorum abortivum
Sulla penisola di Ubas, nei pressi della baia di Tunarica, esiste un bosco facente parte di una riserva naturale. Qui si può incontrare Spiranthes spiralis, o almeno ciò era possibile fino a circa il 2020: dopo quella data, gli avvistamenti non si sono più ripetuti, il che lascia supporre che le piante possano essere state asportate dall’ambiente.
Nel Carso triestino si trovano invece svariate specie dei generi Orchis (per la maggior parte Orchis mascula e Orchis militaris) e Ophrys (soprattutto Ophrys apifera e Ophrys insectifera), facilmente osservabili nei prati aperti.
Ophrys sphegodes

Vive a Trieste e ha 53 anni; diplomata come tecnico chimico, è dipendente del Comune di Trieste. Appassionata di botanica e in particolare di orchidee, è interessata principalmente alla loro propagazione per semina.