Epidendrum ciliare
Epidendrum ciliare ‘Varesina’, foto di Francesca Castiglione, coltivazione di Gioele Porrini, mostra Varese Orchidea 2020
Generalità
L’Epidendrum ciliare fu descritto per la prima volta da Carl Linnaeus (Linneo), medico, botanico e naturalista svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nel 1759 nel Systema naturae, per regna tria naturae, tomus II. L’epiteto specifico deriva dal termine latino ciliaris, da cilium, che significa “ciglio”, quindi “dotato di ciglia”, in riferimento al labello fortemente ciliato. Appartiene al gruppo Coilostylis, caratterizzato da piante simpodiali, cespitose, con fusti che formano pseudobulbi fusiformi, omoblastici, con infiorescenze racemose apicali e distiche, il peduncolo è ricoperto da grandi brattee, ma non brattee spatacee, ha fiori grandi a forma di stella, con sepali e petali lunghi e stretti.
Pianta simpodiale di medio-grandi dimensioni, con rizoma strisciante da cui si originano gli pseudobulbi, lunghi 10-20 cm, di forma clavata, compressi superiormente, subtereti inferiormente, con cinque o sei nodi, che portano apicalmente una o due foglie, molto raramente tre, ricoperti da guaine fogliari distiche molto embricate, compresse e fitte. Le foglie, coriacee, sono lunghe 10-30 cm e larghe 2-6 cm, di color verde lucido, ellittiche con apice ottuso, oblunghe.
La fioritura avviene dall’autunno all’inizio della primavera su di un’infiorescenza terminale, racemosa, lunga mediamente 30 cm, ricoperta alla base da guaine imbricate punteggiate di porpora, che si origina all’apice di uno pseudobulbo di nuova maturazione e porta da pochi a diversi fiori, di solito cinque o sei, che hanno dimensioni ragguardevoli, da 8 cm di diametro fino a 17 cm. I sepali e i petali sono molto lunghi, di color verde o verde-giallastro; i sepali sono lineari-lanceolati, con apice acuto, lunghi fino a 9 cm e larghi 0,5 cm; i petali hanno le stesse dimensioni o poco meno, sono molto simili ma sono falcati. Il labello è imbutiforme e profondamente trilobato, di color bianco, con lobi laterali molto allungati, lunghi 3,5 cm e larghi 0,5 cm, con il margine esterno profondamente fimbriato o lacinato; il lobo centrale è filiforme, lungo fino a 6 cm.
Epidendrum ciliare ‘Varesina’, foto di Francesca Castiglione, coltivazione di Gioele Porrini, mostra Varese Orchidea 2022
Habitat
L’Epidendrum ciliare è originario del Nuovo Continente, si trova dall’America centrale al Sud America settentrionale: dal Messico meridionale, Guatemala, Belize, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Porto Rico, Isole Sottovento, Isole sopravvento, Guyana francese, Suriname, Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia fino al Brasile. In Messico si può trovare a Campeche, Chiapas, Colima, Guerrero, Jalisco, Michoacan, Nayarit, Oaxaca, Sinaloa e Veracruz; ai Caraibi possiamo trovarlo ad Antigua, Antille Olandesi, Barbados, Dominica, Guadalupa, Isole Vergini, Martinica, St. Kitts e Nevis, St. Lucia, St. Vincent, Granadine, Trinidad e Tobago. Cresce come epifita in alto sugli alberi delle foreste montane umide e tropicali, occasionalmente anche come litofita sugli affioramenti rocciosi, dai 500 ai 1000 metri di altitudine. Data la vasta area di crescita di questa specie è difficile dare parametri specifici del clima
Epidendrum ciliare ‘Varesina’ CMC/SFO, foto di Francesca Castiglione, coltivazione di Gioele Porrini, mostra Varese Orchidea 2021
Temperatura
L’Epidendrum ciliare è un’orchidea da serra intermedia, ha bisogno di temperature elevate durante la crescita vegetativa invece, in inverno, necessita di un breve periodo di riposo, durante il quale le temperature minime possono scendere a 15 °C.
Luce
L’Epidendrum ciliare necessita di una posizione leggermente ombreggiata durante la stagione calda, non tollera il sole diretto; invece, in inverno è necessario aumentare la luminosità anche con sole diretto nelle ore meno calde. Nel caso in cui l’esemplare non fiorisca, aumentare la luce, ma evitando le scottature.
Umidità
L’Epidendrum ciliare necessita di un ambiente molto umido, dal 60 all’80%; l’umidità deve essere molto elevata soprattutto se coltivato su zattera o cestello.
Acqua
Nella stagione calda l’Epidendrum ciliare ama innaffiature frequenti e abbondanti, l’acqua in eccesso deve defluire in modo da non creare il ristagno all’interno del vaso per evitare il marciume radicale e il substrato deve asciugare bene tra un’innaffiatura e l’altra. In autunno bisogna iniziare a diradare le innaffiature, ma senza far seccare troppo il substrato, adeguandole all’abbassamento delle temperature in inverno, permettendo un leggero periodo di riposo.
Fertilizzazioni
Una concimazione classica per orchidee è più che sufficiente, con il metodo del poco ma sempre, utilizzando acqua da osmosi o piovana con aggiunta di un buon concime bilanciato con microelementi a 200-300 µS/cm, alternando qualche volta al mese con il nitrato di calcio e il solfato di magnesio. Ogni tanto è bene innaffiare abbondantemente con sola acqua da osmosi o piovana per dilavare il substrato.
Ventilazione
Dato che preferisce crescere in ambienti umidi, è necessaria una buona e costante ventilazione per evitare le malattie fungine e marciumi. Nel caso in cui, durante il periodo di riposo, la pianta venga esposta al sole diretto, è necessario aumentare la ventilazione.
Medium e rinvaso
Può essere coltivato in vaso, cestello e zattera, ma la scelta del metodo dipende soprattutto dall’umidità del nostro ambiente. Se l’umidità tende a essere bassa bisogna coltivarlo in vaso o cestello, con un substrato molto drenante e areato: dal semplice bark al lapillo vulcanico, o una miscela di più substrati. Nel caso in cui abbiamo un ambiente molto umido, è possibile coltivarlo in zattera di sughero o altre essenze di legno adatte; con il tempo può creare esemplari accestiti e molto scenografici con portamento naturale. L’Epidendrum ciliare tende ad accestire molto, nel caso in cui sia necessario il rinvaso o la divisione va effettuata nel momento in cui appaiono le nuove radici delle nuove vegetazioni.
Altro – Curiosità
L’Epidendrum ciliare è molto apprezzato per la facilità di coltivazione e per i fiori gradevolmente profumati di lunga durata, circa tre settimane. L’Epidendrum ciliare, come tutte le piante di grande diffusione, è molto tollerante e facile da coltivare, dato che in natura si adatta a molti ambienti. Ha il labello bianco e un gradevole profumo che ricorda quello dei fiori di pompelmo, soprattutto la notte, caratteristica comune alla maggior parte delle orchidee africane, ad esempio Angreacum e Aerangis, tutte impollinate da insetti notturni.
