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Collezione alao

Collezione ALAO

di Eleonora Manuzio · da Orchis n. 2, 2025, pp. 70–73

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Bulbophyllum frostii

Bulbophyllum frostii

Gentili soci e appassionati di orchidee, durante queste giornate primaverili la nostra serra si configura come un ambiente tropicale protetto, dove è possibile apprezzare colori, profumi e forme straordinarie nonostante le basse temperature esterne. Sebbene molti di voi non possano essere presenti fisicamente, desidero invitarvi a prendere parte a una visita virtuale tra le orchidee in fiore della collezione ALAO, durante la quale verranno condivise informazioni botaniche, curiosità e consigli utili per la coltivazione. Riongrazio Johnny Allegra pere aver messo a disposizione le sue foto.

Appena varcata la soglia ci accoglie il Bulbophyllum wendlandianum, una specie originaria dell’Indocina; i suoi fiori sono disposti a ombrella con i sepali rossi e gialli sembrano piccoli cappelli frangiati. Per quanto riguarda la fragranza, gli inglesi la definirebbero “fishy”, ovvero odore di pesce! Non proprio il profumo che ci aspetteremmo, ma è grazie a questa particolarità che questa specie attira i suoi impollinatori. La pianta ama la luce indiretta e un’umidità elevata, e la sua fioritura dura circa una settimana, ma è davvero appariscente.

Proseguendo, incontriamo una delle miniature più affascinanti, il Bulbophyllum frostii. I suoi fiori sono piccoli e lucidi e ricordano la forma di una scarpetta olandese (“Dutchman’s shoes”). Il profumo? Decisamente sgradevole, simile a carne in decomposizione, ma anche qui la natura ha i suoi motivi: serve infatti ad attirare le mosche impollinatrici. Questa specie ama zone umide e ben ventilate, e si adatta bene anche a chi ha poco spazio: ideale per le collezioni di orchidee miniatura. La fioritura dura pochi giorni, ma i fiori sono davvero spettacolari. Spostandoci verso le zone più umide e luminose della serra, troviamo il Bulbophyllum klabatense subsp. sulawesii, specie endemica dell’isola di Sulawesi in Indonesia. I suoi fiori intricati, giallo-rossi, sbocciano in successione su infiorescenze che possono raggiungere i sessanta centimetri; anche in questo caso, la fragranza non è delle più gradevoli, ma è fondamentale per attirare impollinatori specifici. Questa specie predilige un clima caldo-intermedio e un’umidità elevata, con frequenti nebulizzazioni. Bulbophyllum klabatense subsp. sulawesii è una specie rara, perché minacciata dalla progressiva perdita dell’habitat tropicale.

Bulbophyllum wendlandianum, Collezione ALAO, serre di Villa Litta, Lainate

Bulbophyllum wendlandianum, Collezione ALAO, serre di Villa Litta, Lainate

Fiorita anche la Coelogyne tomentosa, una delle orchidee più robuste e generose della serra. Le sue lunghe infiorescenze pendule possono portare fino a venti, trenta fiori di colore bianco-verdastri o giallo pallido; essi creano un effetto “collana” che incanta chiunque li osservi. Il profumo è dolce e la fioritura può durare fino a due settimane. Questa specie è perfetta anche per chi si avvicina per la prima volta alle orchidee epifite: ama la luce filtrata, un’umidità tra il 50% e l’80%, e non teme le temperature fresche. Attenzione solo ai marciumi radicali e ai parassiti. Una piccola curiosità: l’epiteto tomentosa deriva dal latino tomentum (peluria), in riferimento al labello e all’ovario pubescente.

Concludiamo la passeggiata con una delle orchidee più profumate e resistenti, la Brassavola flagellaris. Originaria del Brasile, questa pianta epifita si distingue per i suoi fiori giallo pallido con labello bianco, che emanano un intenso profumo agrumato soprattutto di notte. La Brassavola flagellaris è facile da coltivare, tollera brevi periodi di siccità e si adatta bene anche alla vita in appartamento. Non ha un vero periodo di riposo, ma gradisce una riduzione delle annaffiature in inverno.

Dietro le quinte della serra

Ogni fioritura è il risultato di cure attente: luce filtrata, umidità costante, substrati drenanti e tanta passione. Le orchidee ci insegnano la pazienza e la meraviglia della diversità: alcune profumano di limone, altre di carne, altre ancora di pesce… ma tutte, a modo loro, ci ricordano quanto la natura sia sorprendente. Coltivare orchidee, soprattutto quelle rare e tropicali, richiede attenzione e qualche accorgimento speciale. Ecco alcune regole d’oro, raccolte tra le note della nostra collezione.

  • Luce: quasi tutte le specie descritte preferiscono una luce brillante ma filtrata. Il sole diretto può bruciare le foglie, quindi meglio posizionarle dove la luce arriva in modo indiretto, magari schermandole con una tenda leggera.
  • Temperatura: le orchidee tropicali amano temperature tra i 18 °C e i 30 °C. Alcune, come la Brassavola flagellaris e la Coelogyne tomentosa, tollerano anche temperature più fresche, ma mai il gelo. È importante garantire un leggero sbalzo termico tra giorno e notte, che stimola la fioritura.
  • Umidità: l’umidità è fondamentale, infatti la maggior parte delle specie gradisce valori tra il 60% e l’80-90%. In serra si può aumentare l’umidità con nebulizzazioni frequenti e mantenendo un buon ricambio d’aria per evitare ristagni e muffe.
  • Annaffiature: le orchidee non amano i ristagni d’acqua; il substrato deve essere sempre umido ma mai fradicio. In inverno si riducono le annaffiature, mentre in primavera-estate si può aumentare la frequenza, soprattutto per le specie montate su zattera.
  • Substrato: preferiscono mix ben drenanti quali corteccia, sfagno, perlite. Alcune miniature (come il Bulbophyllum frostii) si trovano bene montate su legno o sughero.
  • Riposo vegetativo: alcune specie, come la Coelogyne tomentosa, gradiscono un periodo di riposo in inverno: meno acqua e meno fertilizzante, per simulare la stagione secca e favorire la fioritura successiva.

Coltivare orchidee è un viaggio di pazienza e osservazione: ogni pianta ha le sue esigenze, ma con qualche attenzione e tanta passione, tutti noi potremo godere di fioriture spettacolari!

Coelogyne tomentosa

Coelogyne tomentosa

Brassavola flagellaris

Brassavola flagellaris

Bulbophyllum klabatense subsp. sulawesii, Collezione ALAO, serre di Villa Litta, Lainate

Bulbophyllum klabatense subsp. sulawesii, Collezione ALAO, serre di Villa Litta, Lainate

Eleonora Manuzio
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