Fare tutto da sole: quando le orchidee si auto-impollinano
di Carol Siegel, traduzione a cura di Massimo Ronchi · da Orchis n. 3, 2025, pp. 30–42
Liparis loeselii in una torbiera, foto di Robin Chittenden
Riassunto: L’articolo, tradotto da Massimo Ronchi da un contributo di Carol Siegel, analizza il fenomeno dell’autoimpollinazione nelle orchidee e il suo significato evolutivo. Pur essendo generalmente adattate a favorire l’impollinazione incrociata attraverso impollinatori animali, molte orchidee hanno sviluppato meccanismi che consentono l’autofecondazione in condizioni ambientali sfavorevoli o in presenza di pochi impollinatori. Vengono descritti diversi sistemi, tra cui la riduzione del rostello, la cleistogamia, il contatto diretto tra pollinii e stigma e l’autoimpollinazione innescata dalla pioggia. L’articolo discute vantaggi e svantaggi dell’autogamia, dai benefici in termini di sicurezza riproduttiva e colonizzazione di nuovi ambienti ai rischi di ridotta variabilità genetica e depressione da consanguineità. Numerosi esempi, da Epipogium roseum a Cyrtosia septentrionalis, mostrano come l’autoimpollinazione possa rappresentare una strategia efficace di sopravvivenza e adattamento in habitat isolati o estremi. Articolo pubblicato in «Orchid Digest», vol. 88, n° 1 (2024), pp. 30-42.
Abstract: Translated by Massimo Ronchi from an article by Carol Siegel, this contribution explores self-pollination in orchids and its evolutionary significance. Although most orchids are adapted to promote cross-pollination, many species have evolved mechanisms that allow self-fertilization when pollinators are scarce or environmental conditions are unfavorable. The article reviews different strategies, including reduced rostellum, cleistogamy, direct contact between pollinia and stigma, and rain-assisted self-pollination. It also discusses the benefits and drawbacks of autogamy, from reproductive assurance and colonization ability to reduced genetic variability. Numerous examples show how self-pollination can represent an effective survival strategy in isolated or extreme habitats. Article published in «Orchid Digest», vol. 88, n° 1 (2024), pp. 30-42.
Questo articolo, opera di Carol Siegel, è stato pubblicato su «Orchid Digest», nel 2024. Ringraziamo la redazione di «Orchid Digest» per averci concesso il permesso di tradurlo e di pubblicarne la traduzione in questa sede.
“L’impollinazione incrociata è migliore per una pianta rispetto all’autofecondazione, ma… l’autofecondazione è infinitamente meglio di nessuna impollinazione e della conseguente sterilità.” (Hermann Muller, 1883)
Fare sesso. Non è fantastico?
Come quasi tutti i mammiferi, noi umani non abbiamo altra scelta che riprodurci sessualmente, uno spermatozoo ed un ovulo. Poiché lo facciamo in questo modo, a volte dimentichiamo che ci sono molti altri sistemi, nel mondo biologico, per riprodurre la propria prole.
La maggior parte delle orchidee sono ermafrodite, hanno organi sessuali sia maschili che femminili, quindi hanno tutto il necessario per produrre semi. La struttura centrale del fiore, che è chiamata colonna, contiene l’antera maschile (una struttura a forma di cappuccio con quattro strutture a forma di sacchetto che producono il polline per l’impollinazione) e lo stigma […]
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