Cattleya Jeweler’s Art

Alejandro Capriles racconta come ha realizzato l’ibrido Cattleya Jeweler’s Art, quali sono le aspettative di un ibridatore e quali sono stati i suoi successi in merito al colore ottenuto con questo ibrido. Descrive il substrato da lui creato e il metodo di coltivazione.
Platystele misera

La Platystele misera è stata trovata in tutto il Perù e nelle zone andine della Colombia e dell’Ecuador. E’ un’epifita in miniatura con una robusta vegetazione eretta avvolta da 2 o 3 guaine tubolari con una singola foglia apicale, eretta, coriacea, di forma ellittico-obovata, che si riduce a forma di cuneo verso il picciolo. Fiorisce su uno stelo filamentoso con numerosi fiori si aprono in successione e possono maturare in qualsiasi momento dell’anno.
Le dimensioni dei fiori sono abbastanza piccole ma le infiorescenze ne possono avere dai 40 ai 60 ciascuna e rendono la pianta un gioiello. Nonostante le dimensioni minime, i fiori di Pls. misera sono abbelliti da petali e sepali elegantemente sagomati e da un bel labello rosa intenso, che rende davvero affascinante questa minuscola specie di orchidea.
Cattleya Ruby Love

La Cattleya Ruby Love è l’ibrido tra la Cattleya Mini Purple e la Cattleya Psyche (1902). La Cattleya Mini Purple a sua volta è l’ibrido tra la Cattleya (Laelia) pumila e la Cattleya walkeriana. La Cattleya Psyche (1902) è invece il risultato dell’incrocio Cattleya (Laelia) cinnabarina × Cattleya (Sophronitis) coccinea.
Questo ibrido è stato registrato presso l’International Orchid Register della Royal Horticultural Society il 13 agosto 1999 da T. Abe. Ibrido piuttosto introvabile, richiede un ambiente più umido rispetto alle altre Cattleya. Da coltivare in serra intermedia.
Eulophia guineensis

L’Eulophia guineensis è una specie diffusa nell’Africa centrale e nella Penisola Arabica: vive in savane, boschi aperti o anche su suoli sassosi.
Cresce bene in una serra intermedio-calda; se le piante di Eulophia sono ben tenute, le fioriture sono molto generose e si verificano tutti gli anni con una notevole precisione.
Bulbophyllum Magnifico

Il Bulbophyllum Magnifico è ottenuto dalla combinazione dello storico ibrido primario Bulbophyllum Louis Sander con la specie enorme Bulbophyllum phalaenopsis. Il Bulbophyllum Magnifico è stato registrato nell’International Orchid Register dell’RHS dalla Sig.ra R. Levy nel 1996. Coltivazione in serra intermedio-calda.
Maxillaria schunkeana

Sinonimo di Brasiliorchis schunkeana, la Maxillaria schunkeana è stata descritta da Campacci e Kautsky, e la pubblicazione è avvenuta per la prima volta in «Orquidario» nel 1993.
Piccola orchidea epifita a crescita simpodiale, con infiorescenze corte che si sviluppano dalla base degli pseudobulbi maturi e portano un singolo fiore non profumato.
Il colore varia dal rosso bordeaux al vinaccia, fino a sembrare nero. In natura fiorisce normalmente in primavera-estate, ma può fiorire più volte all’anno. Si coltiva in serra intermedia.
Trichocentrum nanum

Trichocentrum nanum presenta foglie carnose portate da piccoli pseudobulbi quasi invisibili e molto ravvicinati sul rizoma. Le foglie sono lunghe al massimo 10 cm. Le infiorescenze racemose vengono emesse nella tarda primavera e portano numerosi piccoli fiori gialli non profumati, che si aprono in rapida successione. Epifita, abbastanza adattabile in fattodi temperature.
Mormodes benelliana, una nuova specie dal Brasile

La nuova specie Mormodes benelliana è stata rinvenuta nella regione sudoccidentale dello stato di Mato Grosso, come epifita nella regione dell’ecotono tra i domini dell’Amazzonia e Cerrado. Si trova nella Reserva do Cabaçal e nei comuni di Tongará da Serra. la L’epiteto specifico onora la dottoressa Adarilda Petini Benelli, orchidologa, che ha dato un contributo significativo alla conoscenza del genere Catasetum nello stato del Mato Grosso e in tutto il Brasile.
In Brasile sono state registrate trenta specie di Mormodes, di cui sette presenti in Mato Grosso, otto con la nuova specie descritta.
Paphiopedilum henryanum

Nel 1987, due autori, Guido Braem ed Emil Lückel, hanno descritto una nuova specie di orchidea del genere Paphiopedilum. La disputa sulla validità delle descrizioni è stata risolta a favore del nome di Braem, Paphiopedilum henryanum. Sinonimi includono Paphiopedilum dollii e Paphiopedilum chaoi. La specie si trova nella zona di confine tra Vietnam e Cina, cresce su ripidi pendii e rocce esposte. Variabilità nella colorazione del fiore è stata osservata, con menzione di forme eccezionali come Paphiopedilum henryanum f. chao.
Paphiopedilum canhii I primi tentativi di riproduzione

Chu Xuan Canh ha scoperto Paphiopedilum canhii nel 2009 in Vietnam. Descritta nel 2010 da Leonid Averyanov e Olaf Gruss, la pianta è originaria di Laos e Vietnam, con difficoltà nella propagazione. La classificazione è stata disputata, collocandola nella sezione Barbata e poi associandola a Megastaminodium. Con foglie ellittiche e fiori vistosi, fiorisce da marzo ad aprile. I coltivatori cercano ibridi di piccole dimensioni con varie colorazioni. Nonostante le sfide, sono stati ottenuti ibridi come Paphiopedilum Sukhacanh e Paphiopedilum Wössner Zwergflammerl. Gli sforzi di ibridazione continuano nel 2022, con risultati promettenti.