Fiorire sulle rocce: divagazioni scientifiche sul perché scegliere un substrato inerte nella coltivazione delle orchidee

Nel webinar dell’8 novembre 2024, Simone Tumiati riflette sull’uso di substrati inerti per la coltivazione delle orchidee, proponendoli come alternativa più sostenibile rispetto ai materiali organici come il bark. Vengono analizzati gli effetti ambientali e il collegamento con i cambiamenti climatici. Tumiati esamina le rocce su cui crescono le orchidee in natura (calcare, granito, basalto, ultramafiche) e le loro alterazioni superficiali. L’obiettivo è riprodurre queste superfici alterate in coltivazione, più che la composizione chimica. Si discutono i vantaggi di substrati ceramici e sintetici, con attenzione a ritenzione e rilascio dell’umidità. Il webinar evidenzia il valore della responsabilità ambientale anche nella scelta dei substrati per vasi. Unisce geologia, ecologia e coltivazione.
I soliti sospetti: parassiti comuni delle orchidee

L’articolo tratta dei parassiti più comuni che attaccano le orchidee, come le cocciniglie e gli acari, evidenziando i danni che causano e come identificarli. Le Cattleya sono particolarmente soggette alla cocciniglia boisduvali, che si nasconde sotto le guaine e compromette la salute della pianta. I trattamenti includono rimedi casalinghi a base di alcol isopropilico e pesticidi sistemici come l’imidaclorid. Gli acari, invece, attaccano orchidee a foglie sottili come Grammatophyllum e Dendrobium, causando macchie argentate e danni alle foglie. La vigilanza e l’uso di prodotti mirati sono essenziali per proteggere le piante.
Moltiplicazione di Cattleya in vitro

L’articolo esplora la moltiplicazione in vitro delle Cattleya, basata su tecniche avanzate di micropropagazione. La propagazione avviene tramite proliferazione di gemme ascellari, sfruttando il bilancio ormonale tra auxine e citochinine. Questo metodo, largamente usato a livello commerciale, garantisce stabilità genetica, produzione di massa e assenza di virus, permettendo la coltivazione di milioni di piante ogni anno. Il substrato di crescita e i fitoregolatori giocano un ruolo cruciale in tutte le fasi, dalla proliferazione alla radicazione. La tecnica è altamente efficiente, ma richiede attrezzature specializzate e personale qualificato.
Cattleya, la regina delle orchidee

Questa è la trascrizione del webinar di Michelangelo Di Schiena del 9 febbraio 2024, dedicato al genere Cattleya, spesso definito la “regina delle orchidee”. Dopo una panoramica storica sulla scoperta e classificazione del genere, si esplorano morfologia, cicli di crescita e coltivazione. Vengono evidenziati i requisiti di luce, temperatura, umidità e substrato, nonché le tecniche per prevenire marciumi e favorire una crescita ottimale. L’ampia varietà di specie e ibridi offre possibilità di adattamento a diverse condizioni climatiche e ambientali. Infine, sono analizzate le peculiarità delle specie principali e le loro esigenze specifiche.
Fascino e potere: l’epopea delle Cattleya nella storia

Questa è la trascrizione del webinar tenuto dal socio Manuel Riva il 27 settembre 2024, dedicato all’epopea delle Cattleya nella storia. Viene ripercorsa l’età d’oro delle orchidee, dall’Ottocento, con le prime scoperte e coltivazioni, fino al Novecento, segnato da cambiamenti sociali e tecnici che trasformarono il mercato. Si evidenziano le innovazioni nella coltivazione, la diffusione delle serre e il successo commerciale di specie iconiche come Cattleya labiata e Cattleya mossiae. Il declino delle Cattleya come fiore reciso avvenne negli anni ’60, con il trionfo del genere Cymbidium. Tuttavia, le Cattleya rimangono oggi apprezzate nelle collezioni per la loro eleganza e storia unica.
Cattleya blu

L’articolo esplora la storia e l’evoluzione delle Cattleya cerulee, note come “Cattleya blu” nonostante la loro colorazione vari tra lavanda, lilla e indaco. Vengono descritte le difficoltà storiche nell’ibridazione, il contributo di pionieri come Carson Whitlow e Sir Jeremiah Coleman, e il ruolo di specie come Guarianthe bowringiana nella creazione di ibridi. Si analizzano le mutazioni genetiche di tipo A e B che influenzano la colorazione cerulea e le tecniche per sviluppare nuovi cloni. L’articolo conclude sottolineando il potenziale ancora inesplorato di questa linea ibrida per il futuro.
Bow Bells Revolution

La Cattleya Bow Bells, celebre ibrido di orchidea bianca, venne presentata per la prima volta nel 1945 al “Meeting of the Trustees” dell’American Orchid Society, dove ricevette riconoscimenti straordinari. Creata dalla British Orchid Company (Black & Flory), era un incrocio tra Cattleya Edithiae e Cattleya Suzanne Hye, quest’ultima perduta in mare durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante la sua sterilità apparente, l’ibrido dimostrò una fertilità eccezionale, permettendo la creazione di ulteriori ibridi. Dedicata alla chiesa londinese di St. Mary-Le-Bow, simbolo di rinascita post-bellica, la Bow Bells resta un emblema di bellezza e resilienza