Paphiopedilum tigrinum
Paphiopedilum tigrinum, foto di Francesca Castiglione, coltivazione di Collezione ALAO
GENERALITÀ
Poco prima dell’inizio dell’embargo del 1989 verso la Cina, il mercato orchidofilo occidentale tentò di importare in Europa il maggior numero di piante possibili e tra queste c’erano molte nuove specie. Man mano che questi nuovi esemplari fiorivano, negli anni successivi, vennero descritti dai tassonomi; tra questi era presente anche il Paphiopedilum tigrinum, che venne descritto nel 1990 da Harold Koopowitz (autore del famoso libro Tropical Slipper Orchids) e Norito Hasegawa. L’epiteto specifico della specie prende spunto dalle larghe e irregolari strisce marroni che caratterizzano il fiore.
Pianta simpodiale, ogni vegetazione porta da quattro a sei foglie distiche, carinate, lineari-lingulate, coriacee, arrotondate e tridenticolate all’apice, lunghe 16-23 cm e larghe 2-4 cm, di color verde brillante nella parte superiore e verde chiaro nella pagina inferiore, adassialmente talvolta sono tassellate di verde intenso in modo molto scuro. Fiorisce in primavera ed estate su infiorescenze erette o sub-erette, brevemente pelose, di color verde, lunghe da 20 a 25 cm, con il rachide densamente pubescente viola, e portano un singolo fiore del diametro di 8-9 cm.
Il Paphiopedilum tigrinum somiglia per molti aspetti al Paphiopedilum hirsutissimum, (hanno foglie e forma del fiore simili) ma il sepalo dorsale tende ad essere di color giallo, sempre ricoperto da larghe e irregolari strisce marroni. La base stretta dei petali è di colore simile e spesso presenta due strisce marroni parallele. Possono esserci anche alcuni grandi punti, sia sul sepalo dorsale che sulla base dei petali. I petali sono rigonfi alle estremità e sono viola, lo stesso colore presente nel labello sacciforme.
HABITAT
Il Paphiopedilum tigrinum si trova nell’estrema provincia occidentale dello Yunnan […]
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