Orchidee spontanne del Castello di Piovera
Inaugurazione del progetto durante la decima edizione della mostra Piovera Orchidea
Riassunto: L’articolo illustra il progetto “Orchidee spontanee del Castello di Piovera”, nato nel 2024 dalla collaborazione tra il Castello di Piovera e ALAO con finalità didattiche e di sensibilizzazione ambientale. L’area dedicata ospita specie ottenute da riproduzione in vitro e non raccolte in natura, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico il valore delle orchidee spontanee e la fragilità degli habitat in cui vivono. Il testo ricorda il ruolo delle orchidee come bioindicatori, descrive le principali minacce alla biodiversità e richiama l’importanza della conservazione in situ, del pascolo estensivo e dello sfalcio corretto. In chiusura, vengono fornite linee guida pratiche per la tutela delle orchidee spontanee e dei prati ad alta biodiversità.
Abstract: This article describes the project “Wild Orchids of Piovera Castle,” launched in 2024 through a collaboration between Piovera Castle and ALAO for educational and conservation purposes. The site hosts orchid species propagated in vitro rather than collected in the wild, with the aim of raising awareness of native orchids and the fragile habitats they depend on. The text emphasizes the role of orchids as bioindicators, outlines the main threats to biodiversity and highlights the importance of in situ conservation. It concludes with practical guidelines for protecting wild orchids and species-rich grasslands.
Il progetto “Orchidee spontanee del Castello di Piovera” nasce dalla collaborazione tra il Castello di Piovera e l’Associazione Lombarda Amatori Orchidee, a scopo didattico e per sensibilizzare la popolazione sulla tutela delle specie a rischio. Il progetto è nato nel 2024 ed è stato inaugurato in occasione della decima edizione di Piovera Orchidea, scegliendo un’area del Castello da riqualificare. Le orchidee piantumate all’interno dell’area dedicata al progetto sono state acquistate da riproduzione in vitro, non sono state raccolte in natura. Le Orchis purpurea erano già presenti nell’area. Le orchidee scelte e piantumate in quest’area sono: Anacamptis morio, Ophrys sphegodes, Ophrys apifera, Anacamptis coriophora subsp. fragrans.
Area dedicata al progetto “Orchidee spontanee del Castello di Piovera” nel parco del Castello di Piovera
In questi ultimi decenni il calo della biodiversità ha raggiunto una velocità senza precedenti a causa di molteplici fattori quali l’urbanizzazione, l’agricoltura intensiva e il cambiamento climatico. Le orchidee spontanee subiscono per prime gli effetti deleteri di queste pressioni a causa delle loro particolari esigenze.
Segnaposti creati appositamente in corten per segnalare le orchidee presenti, in questo caso Orchis purpurea
L’Italia ospita una straordinaria varietà di orchidee, circa 230 specie, grazie alla sua eterogeneità di habitat. È presente una grande variabilità geomorfologica e bioclimatica che favorisce un’elevata ricchezza floristica, anche nella famiglia delle orchidacee. Le orchidee spontanee italiane, essendo geofite (dotate di un organo sotterraneo di riserva), si adattano meglio alle avversità climatiche stagionali, rimanendo quiescenti per intere stagioni.
LINEE GUIDA
Tutte le orchidee spontanee italiane sono protette da leggi nazionali e internazionali. La raccolta di qualsiasi parte della pianta è rigorosamente vietata.
-Non raccogliere nessuna parte della pianta, ammirala e fotografala!
-Non usare concimi chimici; utilizzare concimi organici a basso dosaggio solo se necessario.
-Sfalciare i prati in estate, oppure utilizzare il pascolo estensivo, quando i semi delle orchidee sono stati rilasciati.
-Non utilizzare diserbanti.
Cartellonistica divulgativa per la salvaguardia e la conservazione delle orchidee spontanee del territorio
Le orchidee sono degli indicatori della salute dell’ambiente in cui vivono. Sono utilizzate come bioindicatori perché sono le specie vegetali più vulnerabili ai cambiamenti ambientali, data la loro dipendenza da habitat specifici, dall’interazione con i funghi micorrizici e con gli insetti impollinatori, risultando più a rischio rispetto alle altre specie vegetali. La maggior parte delle orchidee spontanee italiane vive nelle praterie aride ad alta biodiversità; questi ambienti sono semi-naturali perché richiedono lo sfalcio o il pascolo estensivo, ma stanno velocemente scomparendo a causa dell’abbandono delle tradizionali attività agro-pastorali che causano l’insediamento di specie vegetali arbustive e arboree che soppiantano le orchidee. Le orchidee che vivono nelle zone umide, ad esempio le torbiere, sono le più a rischio: oltre a subire i danni dovuti all’urbanizzazione, risentono maggiormente dei cambiamenti climatici, essendo più sensibili alle fluttuazioni idriche.
L’estinzione delle orchidee spontanee italiane è attribuita principalmente ai cambiamenti dell’habitat e alle modifiche nell’uso del suolo. Le pratiche in situ come il pascolo estensivo e lo sfalcio sincronizzato sono la soluzione più efficace in quanto aiutano a controllare la competizione con altre piante a rapido sviluppo e sostengono le reti ecologiche essenziali per la sopravvivenza delle orchidee.
In Piemonte, Liguria e Lombardia sono nati i Custodi di Orchidee grazie al Progetto LIFEorchids: privati, aziende agricole e Comuni, che hanno nei propri terreni le orchidee, si impegnano a utilizzare le linee guida per tutelare la biodiversità del territorio.
Lindenia. Iconographie des Orchidées, a cura di L. Linden, vol. 2, Gand, 1886, tavola 68, esemplare conservato presso il Comune di Lainate, Villa Litta, Zygopetalum rostratum è ora sinonimo di Zygosepalum labiosum subsp. labiosum.
