Orchis anatolica

ORCHIDEE ITALIANE  di Marco Malacarne

Da ORCHIS, Numero 3, Anno 2021 pp. 36-38

 

Riassunto: Anche in questo numero Marco Malacarne ci presenta un’orchidea che cresce anche nel bacino del Mediterraneo, l’Orchis anatolica, fornendo una dettagliata descrizione morfologica e dell’habitat naturale, concludendo con alcune note di coltivazione.

Abstract: Once again Marco Malacarne describes an orchid that grows in the Mediterranean basin, the Orchis anatolica, providing a detailed description of its morphology and habitat, as well as his own notes on its cultivation.

L’Orchis anatolica è stata descritta per la prima volta da Pierre Edmond Boissier nel 1844 osservando esemplari provenienti dalla Caria, nella penisola anatolica (da cui deriva il nome). Questa pianta presenta una rosetta basale composta da foglie lanceolate, da un minimo di 2 a un massimo di 5, spesso punteggiate da macchie più scure, lunghe da 3 a 13 cm e larghe tra 0,8 e 3 cm. Due foglie avvolgono anche la parte bassa della spiga fiorale, alta tra 10 e 50 cm, la quale porta da 2 a 15 fiori. I fiori sono abbastanza grandi e di colore variabile dal rosa al rosso violaceo. I sepali sono ovati e misurano tra 8 e 10 mm di lunghezza e 4-5 mm di larghezza. I sepali laterali presentano molto spesso delle venature verdi, sono piegati all’indietro, mentre il sepalo centrale è piegato in avanti sui due petali ricurvi. Il labello (8-17 mm x 8-22 mm) ha forma e punteggiature variabili ed è profondamente trilobato. In alcuni cloni i lobi laterali sono piegati verso il basso, mentre in altri il labello è quasi piatto. Lo sperone, dritto o ricurvo, lungo tra 15 e 25 mm, punta verso l’alto, è leggermente appiattito alla base, poi assume una forma cilindrica e si assottiglia verso l’apice.

 

L’Orchis anatolica è originaria della parte orientale del bacino del Mediterraneo: il suo habitat si estende dalle isole Cicladi fino all’Iran e comprende praticamente tutte le isole del Mar Egeo, così come anche Creta e Cipro. Non è mai una specie molto comune e forma piccole colonie localizzate. Questa specie cresce su suolo abbastanza ricco, calcareo o neutro, in boschi aperti o garighe e preferisce posizioni abbastanza ombreggiate. Fiorisce da marzo a maggio.

Per l’Orchis anatolica utilizzo un substrato composto per circa il 70% da materiale inerte e circa il 30% di terriccio di ottima qualità. La crescita inizia nel mese di settembre; nel mese di ottobre sposto la pianta in un tunnel non riscaldato allo scopo di proteggerla dalle intense piogge autunnali. In caso di gelate copro con due veli di tessuto non tessuto. Durante il periodo di crescita bisogna mantenere le piante sempre umide, ma mai fradice. Inoltre bisogna assolutamente evitare i ristagni di acqua tra le foglie oppure il gocciolamento dalla plastica del tunnel, altrimenti la pianta viene velocemente attaccata da funghi e marcisce. A inizio marzo comincia a formarsi lo stelo. La fioritura inizia solitamente a metà marzo e dura almeno un mese. Gli ultimi fiori appassiscono a fine aprile-inizio maggio: in questa stagione ormai non rimane molto della vegetazione, la pianta entra in riposo e da questo momento fino a metà agosto non bisogna più bagnare il substrato. In estate porto tutti i vasi con i tuberi a riposo in garage, in modo da ripararli dall’eccessivo caldo estivo. Nel mese di agosto procedo anche al rinvaso e all’eventuale divisione. Coltivo l’Orchis anatolica in una posizione abbastanza ombreggiata: in inverno riceve comunque una buona illuminazione; in primavera invece la metto in una posizione riparata per evitare bruciature. Per le innaffiature utilizzo sia acqua da osmosi inversa sia acqua del rubinetto.