Lycaste e Ida

CONFERENZA di Alessandro Virga

Da ORCHIS, NUMERO SPECIALE – 2022

Riassunto: In questa trascrizione del webinar che il dott. Oakeley ha tenuto per ALAO il 18 marzo 2022, sono riportate le principali caratteristiche di Lycaste e Ida, frutto di decenni di ricerca ; nella parte finale, Oakeley ci fornisce suggerimenti utili alla coltivazione di questi due generi strettamente imparentati.

Abstract: In this transcription of the webinar helded by Dr. Oakeley the 18th March 2022, we can find the main characteristics of Lycaste and Ida, a summary of many studies carried out by the author. In the last part, Oakeley provides some useful hints to grow properly these strictly related genera.

Il Dr. Henry Oakeley ha coltivato Lycaste, Ida e Anguloa per 65 anni, un hobby a cui è riuscito a dedicarsi mentre lavorava come medico al “London Teaching Hospital”. Dopo più di quarant’anni di coltivazione e studio del genere Lycaste si è reso conto che c’erano delle evidenti differenze tra le Lycaste del Messico e dell’America centrale e quelle della zona nord del Sudamerica. Queste ultime Lycaste ora sono diventate Ida (Ryan e Oakeley 2003). Osservando le Lycaste, notiamo che i fiori sono molto delicati, il labello non presenta delle indentazioni, il margine è liscio. Sono predominanti i coloripastello, dal bianco ai toni del giallo e alcune tonalità del marrone e del verde. Nell’ibridazione bisogna ricordarsi che le orchidee con il colore marrone producono degli ibridi di colore rosso quando sono ibridate con specie di colore giallo. Incrociando le specie di colore marrone con le specie dal colore bianco o rosa, il colore rosso degli ibridi corrispondenti sarà particolarmente acceso.

Nelle Ida i colori predominanti dei fiori si declinano nelle varie tonalità del verde con sfumature di arancione e il labello è dentellato. Nelle Lycaste il fiore è rivolto verso il sole per permetterne la massima visibilità alle api, mentre nelle Ida i fiori puntano verso il basso o in direzione casuale visto che l’impollinazione avviene di notte. La parte più interna del labello delle Ida è di colore bianco per guidare gli impollinatori nell’oscurità verso gli organi sessuali del fiore. In Giappone le Lycaste sono vendute come piante da appartamento, come accade in occidente con le Phalaenopsis. La maggior parte sono ibridi deriva dalla Lycaste virginalis. Generalmente si tratta di piante triploidi, ottenute dall’ibridazione di piante tetraploidi con piante diploidi, che sono piante con fiori molto grandi, ma sterili. I fiori sono molto delicati e vengono pertanto protetti con dei collarini di carta.

Ritornando alle specie in natura, il dottor Oakley è stato in America Latina ventotto volte. Qui le orchidee si trovano sia nei giardini che in natura, percorrendo sentieri spesso dissestati. Durante le sue escursioni ha potuto osservare l’Ida grandis, che cresce in zone soleggiate, e la Ida fimbriata, che invece predilige posizioni più ombreggiate. Sia le Ida che le Lycaste possono vivere in zone molto soleggiate, a patto che il ricircolo d’aria fresca sia molto presente. Le ricerche del dottor Oakley hanno portato alla separazione del genere Ida da quello delle Lycaste, permettendogli di sbizzarrirsi con i nomi di queste orchidee. La Ida jamesiorum è stata dedicata ad un amico del professore, il dottor Huw James, visto che il labello fimbriato di questa orchidea gli ricordava la barba di questo suo amico. La Ida ejiri prende il nome da un coltivatore che ha un vivaio in Sudamerica. La Ida heynderycxii presenta una variabilità piuttosto alta per quanto riguarda il colore dei fiori. La Ida reichenbachii cresce nella parte bassa della foresta ed è una orchidea terricola. Di questa specie ne esistono forme verdi, forme verdi con il labello arancione, forme verdi con il labello bianco (Ida reichenbachii var. alba) e una forma dal fiore verde con le estremità dei petali e dei sepali bianche (Ida reichenbachii var. viridis). La forma lanceolata delle foglie la rende una pianta piuttosto compatta in coltivazione rispetto alle altre specie di Ida, Lycaste o Anguloa. La Ida locusta ha una colorazione verde scuro e cresce in posizioni elevate e soleggiate. È un’orchidea che viene impollinata da insetti notturni che arrivano in gran numero per nutrirsi del nettare dei suoi fiori. Le Lycaste sono impollinate da insetti diurni, quindi i loro fiori si orientano verso il sole (fototropismo). Le specie e gli ibridi che presentano dei fusti corti non hanno bisogno di tutori. I fiori delle Ida invece, non essendo fototropici, sono più disordinati. Le specie caratterizzate da lunghi steli floreali lunghi potrebbero aver bisogno di tutori per poter orientare i fiori e distribuirli in modo da rendere ottimale l’esposizione nelle mostre. Questo è molto importante specialmente per specie non fototropiche. L’indirizzamento tramite l’uso dei tutori inizia appena compaiono gli steli e prosegue fino alla fioritura.

Ibridi Gli ibridi non sono molto frequenti, abbiamo la Lycaste Auburn, la Lycaste Kiama e la Lycaste Macama. Incrociando la Lycaste Auburn con la Lycaste deppei otteniamo un fiore con molti spot scuri. Incrociando la Lycaste Auburn con la Lycaste lasioglossa si ottengono fiori di grandi dimensioni che mantengono il colore dei fiori della Lycaste lasioglossa. Gli ibridi della Lycaste dowiana con la Lycaste Auburn sommano i periodi di fioritura dei genitori producendo quindi dei fiori che durano dai sei agli otto mesi. Incrociando le specie a fiore marrone con la Lycaste skinneri (ora Lycaste virginalis) a fiore rosa otteniamo il colore rosso, un risultato che si può osservare nella Lycaste Elizabeth Powell, dal rosso molto intenso, o con la Lycaste Chita Impulse con una tonalità di rosso molto carica. Gli ibridi del genere Ida sono piante che spesso hanno foglie di dimensioni impnenti, fino a tre metri di lunghezza come per la Lycida Brugensis, Lycida Cassiopeia e altre. Le Lycida sono ibridi intergenerici dati dall’incrocio di Lycaste e Ida. Alcuni di questi hanno steli molto lunghi, come quelli della Ida costata e della Lycaste Wyld Velvet. L’ibrido risultante è stato registrato come Lycida Mark, è caratterizzato da fiori di un bellissimo rosso proveniente dalla Lycaste Wyld Velvet e con degli steli molto lunghi tipici della Ida costata. I giapponesi si sono dedicati con molto impegno all’ibridazione delle Lycaste, in particolare della Lycaste skinneri (ora Lycaste virginalis) ottenendo risultati molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda la dimensione del fiore. Una caratteristica di questi ibridi, ma che è comune agli ibridi di Anguloa e Ida, è la sterilità della progenie, caratteristica che rende molto difficile proseguire con l’ibridazione in seconda generazione.

Impollinazione Nelle Ida, Lycaste e Anguloa la forma dei pollinia è differente, ma hanno in comune una base evoluta, che consente di attaccarsi al dorso degli insetti impollinatori. Le Ida hanno un labello sfrangiato e una zona bianca per guidare gli insetti impollinatori verso il centro del fiore, indirizzando la lingua dell’insetto verso le sacche nettarifere. Una volta che l’impollinazione è avvenuta il labello involve in modo da impedire l’arrivo di nuovi insetti. Nelle Ida questo è molto più evidente in quanto anche i petali ed i sepali si chiudono “bloccando” l’accesso al fiore.

Coltivazione I composto nel quale far crescere le Ida e Lycaste è lo stesso che si usa per le Anguloa: sfagno e perlite o lana di roccia e perlite. L’esposizione deve essere molto luminosa. Durante il ciclo di riposo, quando perdono le foglie, le Lycaste devono essere tenute totalmente asciutte. Le Ida invece mantengono le foglie e non devono essere lasciate completamente asciutte durante il riposo. Le foglie possono rimanere sulla pianta anche uno o due anni. Il periodo di crescita è primaverile-estivo, mentre il riposo è nella stagione invernale. Durante la fase di crescita il substrato non deve mai essere lasciato completamente asciutto tra un’annaffiatura e l’altra. Durante il riposo il comportamento degli ibridi tra Ida e Lycaste è analogo quello delle Lycaste. Le temperature in inverno non devono scendere sotto i 10-15°C di notte e i 15-20°C Dopo il riposo bisogna riprendere ad innaffiare non appena si vede comparire la prima crescita. In inverno devono ricevere quanta più è luce possibile, mentre in estate dovrebbero essere posizionate in una zona luminosa e fresca. In Perù il Dr. Oakley ha osservato la stessa specie a 3000 metri di quota in pieno sole mentre a 1000 metri era in zone più ombreggiate. Queste piante sopportano fertilizzazioni molto spinte. Il Dr. Oakley usa l’acqua del rubinetto a 600 µS/cm che porta a 1100 µS/cm dopo l’aggiunta del fertilizzante. L’unica accortezza usare un fertilizzante che abbia un chelante per il calcio e un tampone per evitare che l’acqua sia troppo alcalina. Questi espedienti si rendono necessari a causa della sua coltivazione in lana di roccia, un substrato inerte. Nel caso di una coltivazione in sfagno non è necessario il tampone in quanto lo sfagno ha la proprietà acidificanti.