Cattleya, la regina delle orchidee

CONFERENZA di Michelangelo Di Schiena, trascrizione a cura di Eleonora Manuzio

ORCHIS vol. speciale 2024, pp. 30-50.

Riassunto: Questa è la trascrizione del webinar di Michelangelo Di Schiena del 9 febbraio 2024, dedicato al genere Cattleya, spesso definito la “regina delle orchidee”. Dopo una panoramica storica sulla scoperta e classificazione del genere, si esplorano morfologia, cicli di crescita e coltivazione. Vengono evidenziati i requisiti di luce, temperatura, umidità e substrato, nonché le tecniche per prevenire marciumi e favorire una crescita ottimale. L’ampia varietà di specie e ibridi offre possibilità di adattamento a diverse condizioni climatiche e ambientali. Infine, sono analizzate le peculiarità delle specie principali e le loro esigenze specifiche.

Abstract: This is the transcription of Michelangelo Di Schiena’s webinar on February 9, 2024, focusing on the Cattleyagenus, often called the “queen of orchids”. After a historical overview of the genus’ discovery and classification, the webinar explores morphology, growth cycles, and cultivation techniques. Key aspects include light, temperature, humidity, and substrate requirements, as well as strategies to prevent rot and promote optimal growth. The wide variety of species and hybrids allows adaptation to diverse climatic and environmental conditions. Finally, the specific needs of major species are analyzed in detail.

La prima Cattleya fu scoperta da J.W. Swainson nel 1818 in Brasile e la prima fioritura in Europa si ebbe nel 1820 nei giardini botanici di Londra; John Lindley, nel 1821, ne descrisse le caratteristiche e pubblicò la prima specie del nuovo genere con il nome di Cattleya labiata, in onore di William Cattley, noto collezionista e mercante di piante esotiche dell’epoca e anche finanziatore di John Lindley.

Cattleya è un genere della famiglia delle Orchidaceae che comprende circa 120 specie di orchidee prevalentemente epifite, talvolta litofite, originarie delle foreste umide del centro e del sud America, dalla Costa Rica al Brasile, dal livello del mare fino a circa 1200 metri di altitudine. Le specie del genere Cattleya vivono anche in altri ambienti, come ad esempio, le scogliere sul mare e le rive dei corsi d’acqua delle montagne andine, ma si possono trovare anche in habitat desertici.

Cattleya Alliance” è un termine di origine anglosassone che indica un insieme dei gruppi più svariati dell’albero genealogico delle orchidee e comprende oltre 120 specie presenti in una fascia geografica che si estende dalla Florida fino a sud dell’Argentina. Nella “Cattleya Alliance“, oltre alle Cattleya, troviamo svariati generi, tra cui: Brassavola, Laelia, Broughtonia, Epidendrum ed Encyclia, solo per citare i più conosciuti. Inoltre, vi sono molti ibridi intergenerici come Potinara, Hawkinsara, Iwanagara e Brassolaeliocattleya che sono prodotti di combinazioni dei generi citati sopra. Insomma, l’ampia varietà di colori, dimensioni e abitudini di crescita assicurano a tutti la possibilità di trovare il tipo di Cattleya più adatto alle proprie condizioni di coltivazione!

Reichenbachia Orchids Illustrated and Described e Lindenia. Iconographie des Orchidées

Due opere letterarie molto importanti edite nel Novecento sono Reichenbachia Orchids Illustrated and Described e Lindenia. Iconographie des Orchidées. Reichenbachia Orchids Illustrated and Described è un’opera del diciannovesimo secolo edita in quattro volumi e creata dall’orchidologo tedesco Frederick Sander, che presenta illustrazioni a grandezza naturale, descrive quasi duecento orchidee ed è stata tradotta in tre lingue: inglese, francese e tedesco. Il titolo venne dato in onore del famoso orchidologo tedesco Heinrich Gustav Reinchebach ; quest’opera nacque dalla collaborazione tra Sander e il pittore paesaggista inglese Henry George Moon, che creò la maggior parte delle illustrazioni. Ci vollero diversi anni per redigere Reichenbachia Orchids Illustrated and Described, infatti i lavori iniziarono nel 1886 e durarono fino al 1890, con la pubblicazione del primo volume nel 1888 ed i successivi volumi pubblicati a intervalli di due anni. Le tavole delle illustrazioni furono create utilizzando dei blocchi di legno, la cromolitografia e, in alcuni casi, le tavole vennero colorate a mano. All’opera collaborarono altri illustratori quali W. H. Fitch, A. H. Loch, George Hansen, Charles Storer, J. Watton e J.L. Macfarlane.

Non sappiamo se per farsi concorrenza o per casualità, nello stesso periodo venne data alle stampe anche Lindenia. Iconographie des Orchidées , un’opera letteraria scritta da Jean Jules Linden, un uomo d’affari d’origine belga, che fu anche botanico, orticultore ed esploratore. Lindenia. Iconographie des Orchidées fu edita in diciassette volumi per l’edizione in lingua inglese e in cinque volumi per quella in francese. Così come per Reichenbachia Orchids Illustrated and Described, le illustrazioni sono bellissime e ancora adesso queste tavole storiche si possono trovare in rete o sulle riviste.

Morfologia della Cattleya

Le Cattleya sono orchidee che hanno uno sviluppo simpodiale e hanno pseudobulbi prodotti da brevi rizomi, che possono portare una singola foglia (gruppo monofoliate) o due o più foglie (gruppo bifoliate). Il colore delle foglie è un verde più o meno intenso, la loro consistenza è coriacea e la forma può essere oblunga o obovata. Questo genere produce fiori vistosi, solitari o multipli, raccolti in infiorescenze terminali ; essi sono formati da tre sepali e tre petali liberi e, di questi ultimi, quello inferiore è modificato e prende il nome di labello, che può essere intero o lobato e solitamente è quello più appariscente, perché ha la funzione di attrarre gli insetti impollinatori.

Classificazione della Cattleya

La classificazione di questo genere ha subito di recente alcune importanti modifiche ; in particolare, sono state incluse tutte le specie del genere Sophronitis e le specie brasiliane di Laelia. Sono state invece escluse alcune specie originarie della Costa Rica che sono passate al genere Guarianthe ; tra di esse la nota Cattleya skinneri, il fiore nazionale della Costa Rica, a fioritura primaverile, oggi rinominata Guarianthe skinneri e l’altrettanto famosa Guarianthe bowringiana, quest’ultima con fioritura autunnale.

Il genere Cattleya è stato rivisto nel 2014 da Van den Berg che lo ha diviso in quattro sottogeneri, tre sezioni e cinque serie.

Il sottogenere Cattleya, è diviso in due sezioni: la prima sezione Cattleya comprende le specie del complex di Cattleya labiata; la seconda sezione Crispae incorpora le specie brasiliane prima appartenenti al genere Laelia. La seconda sezione Crispae è stata sua volta divisa in cinque serie:

  • Prima serie Cattleyodes: vi sono inserite alcune delle specie con i fiori più vistosi (Cattleya crispa e Cattleya lobata).
  • Seconda serie Hadrolaelia: contiene le specie che appartenevano al genere Laelia sezione Hadrolaelia, come ad esempio Cattleya pumila.
  • Terza serie Microlaelia: corrisponde a Laelia sezione Microlaelia, e comprende una sola specie, la Cattleya lundii.
  • Quarta serie Parviflorae: corrisponde a Laelia sezione Parviflorae; questa serie raggruppa soprattutto piccole specie rupicole, come ad esempio la Cattleya reginae.
  • Quinta serie Sophronitis: corrisponde al precedente genere Sophronitis nella sua circoscrizione tradizionale ; i fiori di questa serie hanno colori rossi o aranciati, come ad esempio la Cattleya coccineae la Cattleya cernua.

La terza sezione Lawrenceanae è molto simile morfologicamente alla sezione Cattleya, ma con specie provenienti da aree più calde, spesso con particolarità morfologiche uniche, come ad esempio la Cattleya lueddemanniana. Il sottogenere Cattleyella: comprende una sola specie, la Cattleya araguaiensis, che ha una particolare morfologia dei fiori. Il sottogenere Intermediae raggruppa le specie precedentemente conosciute come bifoliate, ma anche alcune unifoliate ; tra le specie più note: Cattleya intermedia, Cattleya forbesii, Cattleya harrisoniana e Cattleya loddigesii. Il sottogenere Maximae è caratterizzato da pseudobulbi anomali, che sono cilindrici come quelli della sezione precedente, ma con una sola foglia e con fiori che presentano petali più stretti ; la Cattleya maxima è l’unica specie che appartiene a questo sottogenere. Le Cattleya si distinguono anche in monofoliate, gli pseudobulbi portano apicalmente una singola foglia, o bifoliate, gli pseudobulbi portano apicalmente due o più foglie. Di seguito alcuni esempi di Cattleya monofoliate: Cattleya labiata (Venezuela), Cattleya gaskelliana (Venezuela), Cattleya warneri (Brasile), Cattleya percivaliana (Venezuela), Cattleya lawrenceana (Venezuela), Cattleya lueddemanniana (Venezuela), Cattleya mossiae (Venezuela), Cattleya jenmanii (Venezuela), Cattleya dowiana (Costa Rica e Brasile), Cattleya trianae (Colombia), Cattleya warscewiczii (Colombia), Cattleya maxima (Ecuador e Perù), Cattleya rex (Perú), Cattleya araguaiensis (Brasile), Cattleya purpurata (Brasile), Cattleya lobata (Brasile), Cattleya tenebrosa (Brasile e Bolivia), Cattleya crispa (Brasile).

Ora alcuni esempi di Cattleya bifoliate: Cattleya amethystoglossa, Cattleya forbesii, Cattleya loddigesii, Cattleya harrisoniana, Cattleya intermedia, Cattleya aclandiae, Cattleya schilleriana, Cattleya granulosa, Cattleya guttata, Cattleya tigrina, Cattleya bicolor, Cattleya schofieldiana e Cattleya violacea. Tutte queste specie sono originarie del Brasile.

Periodo di fioritura

In base alla sua esperienza personale e al confronto con altri coltivatori, come ad esempio Chadwick e altri esperti con cui è in contatto, Michelangelo ha preparato un calendario del periodo di fioritura delle varie specie di Cattleya:

  • Cattleya trianae, fioritura da dicembre a febbraio.
  • Cattleya mossiae, fioritura da marzo a maggio.
  • Cattleya labiata, fioritura da settembre a novembre.
  • Cattleya schroederae, due fioriture all’anno: la prima da febbraio a marzo e la seconda fioritura da settembre a novembre.
  • Cattleya lueddemanniana, due fioriture all’anno: quella principale avviene da marzo ad aprile e alcuni cloni rifioriscono nel mese di ottobre.
  • Cattleya lawrenceana, fiorisce ad aprile.
  • Cattleya mendelii, fioritura da aprile a maggio.
  • Cattleya warneri, fiorisce da metà maggio a metà giugno.
  • Cattleya gaskelliana, fioritura da metà maggio a tutto il mese di giugno.
  • Cattleya warscewiczii, fioritura da metà giugno a metà agosto.
  • Cattleya eldorado, fioritura da luglio a metà agosto.
  • Cattleya rex, fiorisce da luglio a metà agosto.
  • Cattleya dowiana, fioritura da luglio a metà settembre.
  • Cattleya maxima, due fioriture: quella principale avviene tra settembre e ottobre, ma a volte, può fiorire tra febbraio e marzo.
  • Cattleya jenmanii, fiorisce talvolta tra metà febbraio e marzo, ma la fioritura principale avviene tra ottobre e novembre.
  • Cattleya percivaliana, detta Christmas orchid, perché prepara i fiori all’inizio di dicembre con piena fioritura a Natale anche se alcuni cloni possono fiorire fino a febbraio.
  • Cattleya quadricolor, fioritura nella seconda metà di dicembre.
  • Cattleya jongheana, fiorisce da metà marzo a maggio.
  • Cattleya violacea, fiorisce da maggio a luglio.
  • Cattleya loddigesii, fiorisce da marzo a tutto maggio.
  • Cattleya harrisoniana, fioritura nei mesi di settembre e ottobre.
  • Cattleya bicolor, fiorisce da metà marzo fino a maggio e talvolta rifiorisce tra settembre e ottobre.
  • Cattleya schilleriana e Cattleya aclandiae, hanno lo stesso periodo di fioritura, da metà marzo a tutto il mese di maggio.
  • Cattleya tigrina, fioritura da metà aprile a giugno.
  • Cattleya guttata, da non confondere con la Cattleya tigrina che è a crescita più compatta, fiorisce nei mesi di ottobre e novembre.
  • Cattleya amethystoglossa, ha un lungo periodo di fioritura, dal mese di novembre fino a quello di marzo.
  • Guarianthe bowringiana, fioritura a settembre e ottobre.
  • Guarianthe skinneri, fiorisce in primavera nei mesi di marzo e aprile.

La differenza tra queste due ultime specie, oltre il periodo di fioritura, è che la Guarianthe bowringiana non ha rizoma, ma emette gemme laterali dagli pseudobulbi e ha una crescita abbastanza disordinata, mentre la Guarianthe skinneri ha il portamento classico delle Cattleya.

 
Coltivazione del genere Cattleya

Il primo ingrediente fondamentale nella coltivazione di questo genere è l’illuminazione , che si ottiene con la luce diretta del sole alternata ad una corretta ombreggiatura. La Cattleya è famosa perché esige tanta luce e anche qualche ora di sole diretto al giorno, ma bisogna anche saper dosare, in funzione della stagione, intensità e durata dell’ombra, accorgimento fondamentale per evitare pericolose bruciature. Gli ibridi sono meno esigenti rispetto alle specie e si adattano a meno luce, ma per poter fiorire necessitano anch’essi di qualche ora di sole diretto durante l’inverno, mentre durante il resto dell’anno occorre schermarlo, utilizzando una tenda se si coltiva sul davanzale, oppure posizionarle in veranda, in serra o in spazi all’aperto con ombreggiante.

Quindi è fondamentale la posizione estremamente luminosa : la condizione ideale sarebbe un’esposizione a sud ; sud-est o sud-ovest è accettabile per gli ibridi o per le specie meno esigenti in termini di luce. Bisogna garantire alcune ore di sole al giorno, ma evitare le ore centrali ; se si riesce ad effettuare una buona ombreggiatura è possibile aumentare le ore di sole anche a tutta la giornata. Da marzo a settembre, soprattutto se l’esposizione delle piante è a sud, la percentuale di ombreggio deve essere dal 50 al 75%. Tranne che nei mesi estivi è possibile l’esposizione in pieno sole, a patto che la pianta venga abituata gradualmente. Alcuni esperti coltivatori californiani riescono a condizionare le Cattleya a vivere in pieno sole, utilizzando regimi specifici di fertilizzazione, che supportano le piante e permettono l’esposizione al sole senza problemi di bruciature.

Il colore delle foglie può suggerire le giuste condizioni di illuminazione:

  • Se le foglie sono verde scuro, significa che la pianta riceve poca luce;

  • La foglia gialla invece indica che c’è un eccesso di luce;
  • Infine una foglia verde brillante è il segnale di luce corretta.

Quella che viene detta temperatura da “serra intermedia”, ovvero temperature comprese tra , è ottimale per la maggior parte delle Cattleya specie e di tutti gli ibridi. Per alcune specie, tipo la Cattleya warscewiczii, la Cattleya maxima, la Cattleya rex, la Cattleya trianae, la Cattleya violacea e la Cattleya dowiana è necessario garantire temperature comprese tra , cioè le temperature da “serra calda”. Piccola eccezione per la Cattleya warscewiczii, che è endemica in Colombia dove cresce in altitudine e dove si registra un’importante escursione termica, con minime notturne anche al di sotto i ; è quindi una pianta molto resistente al freddo ed è possibile coltivarla anche a temperature da serra intermedia. In “serra fredda” (temperature comprese tra ) si coltivano poche Cattleya, una, ad esempio la Laelia anceps.

Le temperature da serre calda, intermedia e fredda sono puramente indicative ; nelle serre in estate si arriva facilmente ai , quindi bisognerà assicurare una elevatissima umidità relativa. È importante infatti ricordare che all’aumentare della temperatura l’umidità scende mentre, con il diminuire della temperatura l’umidità sale!

  • Pertanto, se le temperature sono inferiori ai l’umidità relativa deve essere inferiore al 50-60%;

  • Se le temperature sono maggiori di l’umidità relativa deve essere maggiore del 80-90%.

Questo rapporto inversamente proporzionale tra temperatura e umidità è un fattore critico per le piante ed è bene tenerlo presente quando innaffiamo le nostre Cattleya, particolarmente nel periodo invernale ; dovremo infatti assicurarci di avere il fogliame e le nuove crescite asciutte prima del calo delle temperature notturne. La stessa attenzione vale nel periodo estivo quando, in presenza di alte temperature, si avrà una bassa umidità relativa: le piante rischiano la disidratazione e, soprattutto con quelle coltivate in zattera, si può arrivare alla bruciatura delle radici.

La regola vorrebbe che alla ripresa vegetativa si fertilizzi con azoto, nel periodo precedente la fioritura si somministri più fosforo e potassio, mentre il resto dell’anno si utilizzi un fertilizzante bilanciato ; per i coltivatori però è difficile applicare questa regola, perché andrebbe adeguata al ciclo vitale di ogni pianta, ma, come visto, questa varia da specie a specie. In linea di massima si può utilizzare il seguente schema:

  • Nel periodo vegetativo, da marzo a giugno: fertilizzare con prodotti con prevalenza di azoto (NPK 30:10:10) oltre alla concimazione organica con aminoacidi e prodotti a base di alghe marine (Ascophyllum nodosum).
  • Nel periodo vegetativo da giugno a settembre: fertilizzare con prodotti bilanciati (NPK 20:20:20) intervallati con prodotti a prevalenza di azoto (NPK 30:10:10) che andranno progressivamente diradati.
  • Nel periodo pre-dormienza da ottobre a novembre: fertilizzare con prodotti bilanciati (NPK 20:20:20) da intervallare con fertilizzazioni con prevalenza di fosforo e potassio (NPK 10:30:20), in modo da fortificare la pianta in preparazione dell’inverno e dell’imminente arrivo del freddo ; molto consigliata anche la somministrazione del nitrato di potassio.
  • Nel periodo invernale, da dicembre a febbraio: sospendere le fertilizzazioni.
  • Nel periodo vegetativo, da marzo a novembre: utilizzare additivi tipo il solfato di magnesio e il nitrato di calcio, da alternare al resto del programma di fertilizzazione. Il solfato di magnesio è uno dei più potenti rinverdenti e le piante lo gradiscono molto.

Qualità dell’acqua: usare acqua a bassa salinità, ideale l’acqua piovana o da osmosi inversa, con una conducibilità elettrica inferiore a , quest’acqua dovrà essere arricchita con fertilizzante fino a raggiungere i .

Si possono utilizzare i rinverdenti : Solfato di magnesio, oligoelementi (Ferro Fe, Zinco Zn, Manganese MN, Rame Cu, Boro B, Molibdeno MO, ecc.).

Anche i biostimolanti : Alghe (Kelp, Ascophyllum nodosum), acido folico, acido ascorbico, vitamine del gruppo B, acidi umici/fulvici, aminoacidi, NAA (conosciuto anche come 66f) e propoli (usato in agricoltura biologica come fertilizzante, ma soprattutto sulle piante crea un film protettivo che allontana alcune infezioni).

Regola generale: non utilizzare concentrazioni elevate di concime, meglio poco e spesso! Si possono utilizzare vari supporti per coltivare le Cattleya.

  • Il vaso trasparente: non è assorbente, permette di visualizzare lo stato delle radici, economico, facilmente reperibile, disponibile in diversi formati, leggero ma non è traspirante, si opacizza, si deteriora in pochi anni, non ecologico e non molto bello da un punto di vista estetico. È ideale per tutte le Cattleya, ad esclusione di quelle a radice grossa. Consigliato per tutti gli ambienti.

  • Il vaso di coccio: è facilmente reperibile, traspirante, economico, riciclabile, gradevole alla vista, ma è assorbente, da sostituire dopo pochi anni, pesante e poco maneggevole. Ideale per tutte le Cattleya, consigliato per ambienti medio-umidi.

  • Il cestino di legno: è molto traspirante, naturale e totalmente ecologico, abbastanza durevole, il più bello da un punto di vista estetico, ma è costoso, non facilmente reperibile, pesante e poco maneggevole. Ideale per tutte le Cattleya, consigliato per gli ambienti umidi.

  • La zattera: è economica, facilmente reperibile, realizzabile con materiali di scarto (sughero, legno ecc.), totalmente traspirante, ecologica, esteticamente valida, abbastanza durevole, poco ingombrante e leggera, ma necessita di bagnature molto frequenti, assorbente, non adatta a Cattleya di grandi dimensioni. Ideale per le Cattleya a radice grossa, adattabile a tutte le Cattleya, consigliata per ambienti molto umidi.

Monografie: le Cattleya unifoliate

Cattleya labiata, Cattleya lueddemanniana, Cattleya gaskelliana, Cattleya warneri, Cattleya jenmanii, Cattleya mossiae, Cattleya percivaliana sono Cattleya unifoliate, non particolarmente esigenti nella coltivazione, facilmente reperibili sul mercato e con caratteristiche di coltivazione comuni:

  • Temperatura: intermedia.

  • Luce: intermedia, gradiscono alcune ore di sole.

  • Umidità: necessaria tra il 60 e il 70%, senza particolari attenzioni alle innaffiature.

  • Substrato: bark oppure bark con carbone e inerti.

  • Fioritura: variabile, tra primavera, estate e autunno.

La Cattleya maxima è una Cattleya unifoliata in cui si distinguono due forme a seconda delle altitudini dell’habitat di crescita:

  • La “Lowland type” è originaria delle pianure dell’Ecuador e viene venduta da Ecuagenera con il nome “tall” ovvero “alta, gradisce temperature più calde, quindi le minime non dovrebbero essere inferiori ai ; i fiori sono più piccoli rispetto alla forma che cresce in montagna, hanno colori più blandi, ma gli steli sono ricchi di infiorescenze ; necessita di luce medio-alta , infatti i suoi pseudobulbi sono alti, con foglie chiare.

  • La “Upland type” cresce ad altitudini maggiori, è una pianta più compatta, più rustica e robusta, che porta meno fiori, ma di dimensioni più grandi e con colori più vistosi. In coltivazione vuole una temperatura da serra intermedio-fredda, infatti tollera minime di .

Ambedue le forme, eccetto che per la temperatura, hanno in comune la coltivazione che è abbastanza semplice, a patto di garantire una elevata luminosità ; gradiscono un’umidità ambientale tra il 60 e il 70%, crescono bene in vaso con un substrato di bark. Inoltre, la forma di montagna “Upland type” si adatta bene alla coltivazione in zattera, occorre fare attenzione a fine inverno quando si innaffia a non bagnare i nuovi getti. Le fioriture possono avvenire in estate, in autunno e all’inizio dell’inverno.

La Cattleya rex è una Cattleya unifoliata, originaria del Perù, molto rara e molto esigente in coltivazione, in quanto incline al marciume, soprattutto nelle nuove vegetazioni e negli pseudobulbi più giovani. Questa specie vuole temperature da serra calda e la luce deve essere medio-alta, ma si deve fare attenzione agli eccessi di sole, pena ingiallimenti e bruciature; Cattleya rex non tollera le eccessive bagnature e i ristagni d’acqua, è consigliabile mantenere un’umidità intorno al 70-80% ; fiorisce in estate e può essere coltivata in vaso o in cestino, con un substrato di bark, carbone e inerti, gradisce inoltre l’uso dello sfagno intorno al rizoma.

Monografie: le grandi Cattleya bifoliate

Cattleya tigrina, Cattleya amethystoglossa, Cattleya granulosa, Cattleya bicolor e Cattleya guttata sono tutte specie bifoliate, di dimensioni medio grandi e con caratteristiche di coltivazione molto comuni:

  • Temperatura: serra intermedia.

  • Esposizione: medio-alta, non temono la luce solare.

  • Umidità: 60-70%, non hanno particolari esigenze nelle innaffiature.

  • Substrato: molto drenante (bark, carbone e inerti), porre attenzione ai ristagni d’acqua, soprattutto per le specie a radice grossa.

  • Fioritura: variabile tra estate, autunno e inverno.

Monografie: le piccole Cattleya bifoliate

Cattleya aclandiae, Cattleya schilleriana, Cattleya walkeriana e Cattleya violacea sono bifoliate di piccole dimensioni, hanno radici grosse con elevato potere idro-assorbente. Le comuni caratteristiche di coltivazione sono le seguenti:

  • Temperatura: serra intermedia.

  • Esposizione: medio-alta, ma ben schermata, perché temono gli eccessi di sole.

  • Umidità: necessitano di umidità costante all’80-90%, ma con sporadiche innaffiature ; infatti, soffrono molto il marciume nei nuovi getti.

  • Substrato: molto drenante, bark grossolano, carbone e inerti.

  • Supporto: zattera, cestino di legno, sistema brasiliano “zattera in vaso”, vaso di coccio.

  • Fioritura: variabile tra primavera, estate ed autunno; talvolta rifiorenti.

Monografie: le ex Laelia

Cattleya purpurata (fiore nazionale del Brasile), Cattleya lobata e Cattleya tenebrosa sono le Laelia passate nel genere Cattleya ; sono piante generose e di facile coltivazione , che crescono sugli alberi ad alto fusto, nelle zone umide della costa brasiliana e sulle colline rocciose. Queste piante vogliono temperature da serra intermedia, prediligono la mezz’ombra , in particolare la Cattleya tenebrosa, se ricevono troppo sole si osserverà un ingiallimento delle foglie, ma si avrà una fioritura strepitosa. Esse gradiscono un’elevata umidità ambientale e hanno una crescita veloce, tanto da diventare ingombranti, in quanto hanno crescita lineare con internodo lungo. Queste specie non soffrono i marciumi, anzi bisogna innaffiarle molto ; quindi, si può usare il tipo di substrato che preferiamo e qualsiasi supporto, anche se va data una preferenza alle ciotole ; la fioritura generalmente avviene in primavera estate e a volte possono essere rifiorenti.

 
Monografie: focus sulle Cattleya colombiane

Cattleya dowiana

Josef Warscewicz, un giovane cacciatore di orchidee polacco, scoprì la Cattleya dowiana nelle foreste montane del Costa Rica e inviò piante ed esemplari essiccati in Inghilterra a Hugh Low & Co. , con la richiesta di inoltrare questi ultimi al suo amico Reichenbach, per la descrizione della nuova specie ; chiese inoltre di dedicare il nome dell’orchidea alla signora Lawerence di Ealin, che all’epoca era una delle mecenate più liberali tra i collezionisti di orchidee. Purtroppo, le piante arrivarono in Inghilterra in pessime condizioni, al punto che morirono tutte prima di riuscire a produrre un solo fiore ; inoltre, gli esemplari essiccati andarono persi, per questo motivo Reichenbach non ebbe a disposizione alcun materiale per descrivere botanicamente la nuova pianta. Tutto ciò che restava erano le lettere di Warscewicz, in cui si esaltava la bellezza dei fiori ; malauguratamente, poco dopo, il giovane cacciatore contrasse la febbre gialla e dovette rientrare in Inghilterra, senza poter raccogliere nuovi campioni.

Nel 1831 il botanico inglese James Bateman chiese a George Ure Skinner, un commerciante inglese proprietario di una società commerciale in Guatemala, di raccogliere per suo conto delle piante di orchidee per poterle studiare. Skinner spedì così tante piante che per gestirle tutte il vivaista James Veitch dovette costruire una nuova serra all’interno del vivaio esotico di Chelsea. Nel 1865 in una delle spedizioni di Skinner erano presenti alcune piante di Cattleya dowiana , che essendo ancora sconosciuta, non era menzionata nei documenti di spedizione ; quando finalmente una di queste piante fiorì, fu veramente una grande sorpresa e, finalmente, si ebbe la conferma di ciò che aveva scritto Warscewicz, riguardo ad una bellissima specie di Cattleya di colore giallo e con fiori di grandi dimensioni. James Bateman descrisse la maggior parte delle orchidee che Skinner inviò a Veitch e, tra esse, anche la Cattleya dowiana, denominata così in onore del Capitano di Marina J.M. Dow dell’American Packet Service, come ringraziamento per l’assistenza e i frequenti servizi resi agli uomini di scienza e ai naturalisti inglesi durante le spedizioni. La sorte decretò così la sostituzione di Warscewicz, Reichenbach e della Signora Lawrence con Skinner, Bateman e il Capitano Dow e che la Cattleya a petali gialli sarebbe stata per sempre nota come Cattleya dowiana.

Nel 1881 la storia però si complica ulteriormente, perché Jean Jules Linden annunciò il ritrovamento di una nuova specie in Colombia, che chiamò Cattleya aurea e nel primo volume di Lindenia. Iconographie des Orchidées descrisse come distinguerla “dall’altra varietà a fiori gialli, ovvero la Cattleya dowiana. Nel 1885 l’azienda britannica James Veitch & Sons, che fu la prima a ricevere la Cattleya dowiana dal Costa Rica, si dichiarò in disaccordo con Linden e considerò la Cattleya aurea solo una varietà di colore, rinominandola Cattleya dowiana var. aurea. In questo caso Sanders ed altre importanti aziende florovivaistiche furono solidali con Veitch. Nel 1894 venne pubblicata la settima edizione del famoso The Orchid Grower’s Manual di Benjamin Samuel Williams, in cui venne ufficializzata la denominazione Cattleya dowiana var. aurea. Nel terzo volume di Lindenia. Iconographie des Orchidées (1881-1894), Linden sì adeguò in parte, descrivendo una delle forme gialle più brillante mai trovata, il clone Cattleya dowiana ‘Statteriana’, come Cattleya dowiana var. aurea. Nel 1897 Linden, non del tutto convinto, pubblica l’ormai famosa doppia pagina di “sette varietà di Cattleya aurea.

Dopo queste discussioni di molti anni fa, ma, come ben sappiamo, ancora attuali, è bene fare un piccolo sunto:

  • Cattleya dowiana forma tipo: fiore più piccolo, petali e sepali sono di colore giallo-grigio, spesso con sfumature rosse ; il labello è rosso con poche sfumature di giallo. Localizzazione: Costa Rica, Panama, Guatemala e Colombia.

  • Cattleya dowiana var. aurea: fiore grande, petali e sepali hanno un colore giallo solido e nessuna sfumatura di rosso ; raramente possono avere il famoso ‘tatuaggio’, infatti può capitare che, quando il fiore è ancora in boccio, il labello tatui (o impronti?) con parte del suo pattern un sepalo o un petalo ; il labello è orlato di rosso e presenta molto giallo al suo interno. Questa forma è molto ambita e ricercata dai collezionisti, ma, spesso, alla prima fioritura hanno l’amara sorpresa di trovarsi con una forma tipo. Localizzazione: Colombia.

  • Cattleya dowiana con colorazione rosata: fiore più piccolo della specie precedente, petali e sepali sono gialli con sfumature di colore rosa e hanno un pattern reticolato di un rosso più intenso, che è più evidente alle estremità ; nel labello è presente la colorazione rossa. Locazione: Costa Rica, Panama e Guatemala. Michelangelo ha recentemente acquistato una pianta di questo tipo, più precisamente quella che nel paese d’origine viene chiamata Cattleya dowiana ‘Rosita’, che è una specie molto esigente e delicata in coltivazione ed è in trepida attesa di vedere la prima fioritura.

Cattleya trianae

La Cattleya trianae venne descritta nel 1860 da Reichenbach nella pubblicazione botanica tedesca Botanische Zeitung, ma era già stata avvistata da Linden nel 1842, mentre viaggiava vicino a Fusagasuga, in Colombia, che però, in quell’occasione, non raccolse alcuna pianta. Il primo esemplare europeo fu donato al Sig. Rucker da un amico colombiano e, quando la pianta fiorì, Rucker diede i fiori al botanico inglese John Lindley, che avrebbe potuto descriverla come nuova specie ma, non avendo abbastanza informazioni per riuscire a differenziarla dalla Cattleya labiata, si limitò a scriverne nel 1850 sulla rivista <<Flower Garden>>, denominandola Cattleya quadricolor, per richiamare i quattro colori presenti nei suoi fiori: viola scuro, lavanda, giallo e arancione. Fu solo nel 1851 che il botanico colombiano José M. Triana trovò un gran numero di Cattleya trianae nel Cordigliero orientale ; le piante furono rimandate a Linden, che nel 1855 le mise in vendita nel suo catalogo di orchidee a 150 franchi per pianta con il nome di Cattleya trianae, affermando che la nuova specie era dedicata a quell’uomo erudito e modesto autore di Flora Colombiana, José M. Triana». Essa è dal 1936 fiore nazionale della Colombia.

Coltivazione: specie unifoliata, di grandi dimensioni, preferisce temperature da serra calda, ma si adatta bene anche a temperature da serra intermedia, in quanto non teme temperature minime basse. Non ha particolari esigenze, è di medio-facile coltivazione, si deve soltanto porre attenzione all’ombreggiatura perché, nonostante debba essere collocata in una posizione molto luminosa, non ama l’eccessiva insolazione. Cattleya trianae fiorisce nel tardo autunno o a inizio inverno ; cresce bene in ogni tipo di vaso e può essere anche zatterata, ma con un supporto adeguato, visto la sua tendenza a diventare grande. Questa specie ha molte varianti di colore, la più appariscente è la colorazione molto scura detta Cattleya trianae ‘Sangre de Toro’. In commercio si trovano facilmente le forme tipo dai colori molto accesi, le forme coerulea e la concolor, mentre sono più rare le forme alba e semi-alba.

Cattleya trianae ‘Cashens’s’ x self (4N) si tratta di una forma tetraploide, ovvero impollinata ed in seguito trattata con colchicina, molecola che serve a bloccare in mitosi le cellule che si riproducono, raddoppiando in questo modo il corredo cromosomico. Questo trattamento dona alle piante e ai fiori una consistenza particolare, sembrano quasi fatti di cera.

Cattleya warscewiczii

Il nome Cattleya warscewiczii fu attribuito da Reichenbach nel 1854 in onore dell’amico Joseph Warscewicz, un grande botanico polacco, a cui si deve la scoperta di numerose specie di orchidee. Nel 1873 Reichenbach, ignaro della precedente descrizione, diede a questa specie il nome di Cattleya gigas che significa gigante e si pronuncia “gee-gus” nella lingua locale. Questa denominazione si diffuse rapidamente, sia per la semplicità, sia per la difficoltà di pronunciare warscewiczii da parte della comunità anglosassone e, ancora oggi, questa specie è comunemente conosciuta come Cattleya gigas. Cattleya warscewiczii è la specie più grande come dimensioni ed è anche quella più amata da Michelangelo. È una specie a fioritura estiva, caratterizzata dagli occhi gialli nel labello, anch’esso molto grande ; ogni stelo può portare fino a dodici fiori di notevoli dimensioni e infatti queste piante in fioritura possono arrivare anche ad un metro di altezza.

Cattleya schroederae

Nel 1886 William Arnold, collezionista di orchidee in Colombia, spedì alcune piante di una nuova Cattleya appena scoperta al suo amico Frederick Sander, con il quale era anche in affari. Sander vendette alcuni esemplari al barone JHW von Schröder, noto coltivatore dell’epoca e possessore di una delle più belle collezioni di orchidee in Europa e grande amante delle Cattleya. Sander inviò i primi fiori anche a Reichenbach, che per ben due volte ignorò la richiesta di descrivere la nuova specie ; la domenica di Pasqua del 1887, lo stesso barone gli inviò un bellissimo fiore della nuova pianta e, nel giro di pochi giorni, Reichenbach scrisse una descrizione nel The Gardeners’ Chronicle (16 aprile 1887 pag. 152) dedicando con grande soddisfazione lo splendido nuovo fiore alla baronessa von Schröder, nota appassionata di orchidee. Tuttavia, egli inizialmente la descrisse come Cattleya trianae var. schroederiana per le notevoli somiglianze e affinità con la nota specie colombiana ; solo nel 1888 venne descritta come Cattleya schroederae, specie a sé.

La coltivazione di questa specie è molto simile a quella della Cattleya trianae, ma è più esigente per quanto riguarda le temperature minime invernali, che devono essere maggiori di . Essendo due specie molto simili è bene fare chiarezza su quali siano le differenze tra la Cattleya schroederae e la Cattleya trianae nella colorazione concolor:

  • Diversa fragranza del fiore;

  • Nella Cattleya schroederae petali e sepali sono più sfrangiati;

  • Capacità della Cattleya schroederae di fiorire con steli multifloreali negli esemplari di maggiore dimensione;

  • Rispetto alla Cattleya trianae, il colore dei petali e dei sepali è più pallido, i toni arancio del labello sono più intensi ed estesi e anche la dimensione dello stesso è maggiore;

  • Periodo di fioritura più tardivo, infatti la Cattleya schroederae fiorisce tra marzo e aprile, mentre la Cattleya trianaefiorisce a dicembre, gennaio e febbraio;

  • Scarse varietà di colore della Cattleya schroederae che ha la sola varietà alba, rispetto alla Cattleya trianae che ne ha diverse.

Cattleya mendelii

La Cattleya mendelii è originaria della Cordigliera orientale, dove cresce in altitudine, intorno ai 700 metri sul livello del mare. La Cattleya mendelii venne importata in Inghilterra nel 1870 da due aziende britanniche: James Backhouse & Sons di York e la Hugh Low &Co.. Il Sig. Samuel Mendel era il “Dio del Cotone” di Manchester ed era un vero appassionato di orticoltura ; egli era anche un buon cliente di James Backhouse e acquistò tutte le nuove piante per la sua collezione. La prima fioritura di Cattleya mendelii si ebbe nel 1871 nelle serre di John Day, che aveva comprato le piante da Low, ma furono quelle acquistate da Mendel a ricevere tutta la pubblicità, il riconoscimento e il nome. È difficile sapere a chi attribuire la prima descrizione botanica, perché essa fu accettata così rapidamente dagli orticoltori che divenne una specie consolidata senza che nessuno l’avesse formalmente descritta. In coltivazione non ha particolari esigenze, le condizioni sono sempre quelle da serra intermedia ; fiorisce tra aprile e maggio e ha diverse forme di colore, purtroppo la forma tipo di colore lavanda intenso è quasi estinta a causa del prelievo sconsiderato effettuato alla fine del 1800.

Cattleya quadricolor

La Cattleya quadricolor fu descritta nel 1864, ma la sua classificazione è stata incerta per molti anni. Di seguito un breve cenno sulla sua storia : nel 1848 arriva la prima pianta in Europa al coltivatore Rucker ; la pianta fiorisce nel 1849 e Rucker invia il fiore a John Lindley, il quale le dà il nome di quadricolor, ma non la classifica come nuova specie, perché all’epoca non si avevano abbastanza informazioni su questo genere (di fatto si conosceva solo la Cattleya labiata e la Cattleya mossiae) ; nel 1864 Rucker invia una pianta al botanico James Bateman che la descrive come nuova specie, ma lasciando il nome dato da Lindley. Quattro anni prima, però, il botanico Reichenbach aveva descritto una nuova specie molto simile, denominandola Cattleya trianae ; quindi, la comunità botanica dell’epoca fu propensa a credere che la Cattleya quadricolor fosse una ridescrizione della Cattleya trianae. Nel 1895 F. Lehm la descrisse come Cattleya candida(Kunth) in The Gardeners’ Chronicle, ser. 3, 18: 466. Finalmente nel 1898 John Rolfe, redattore della rivista <<The Orchid Review>>, sancisce i caratteri distintivi della Cattleya quadricolor.

Le caratteristiche comuni tra Cattleya quadricolor e Cattleya trianae:

  • Entrambe le specie fioriscono nello stesso periodo dell’anno e le loro crescite maturano allo stesso tempo;

  • Entrambe riposano per diversi mesi prima della fioritura;

  • Entrambe hanno i fiori con petali più larghi di qualsiasi altra specie di Cattleya a fiore grande e i loro fiori sono eccezionalmente duraturi.

A causa di queste somiglianze, si potrebbe essere indotti a credere che Cattleya quadricolor sia una varietà di Cattleya trianae, ma non è così, per i seguenti motivi:

  • Le due specie hanno diverse aree endemiche di crescita in Colombia;

  • La forma del fiore a “campana” è solo della Cattleya quadricolor (non si apre mai completamente);

  • Fragranze diverse, Cattleya quadricolor più intensa e gradevole, Cattleya trianae più delicata e tenue;

  • La Cattleya quadricolor cresce in terreni pianeggianti, talvolta paludosi, con umidità elevata tutto l’anno, Cattleya trianae è molto più delicata e soffre l’eccessiva umidità alle radici;

  • Solo le foglie della Cattleya quadricolor sono molto elastiche, possono essere arrotolate senza rompersi.

 

Cattleya ×hardyana

La Cattleya ×hardyana è uno degli ibridi naturali più affascinanti ed appariscenti della storia dell’orchidologia mondiale , è l’incrocio tra le due più belle specie di unifoliate a fiori grandi: Cattleya warscewiczii e Cattleya dowiana nella colorazione aurea. La sequenzialità dei due periodi di fioritura, nei territori di confine tra le due ben distinte aree endemiche sulle Ande colombiane, ha permesso l’impollinazione di una specie con l’altra ; inoltre, la Cattleya xhardyanapopola alcune aree delle foreste colombiane ormai prive delle due specie genitrici, come se fosse diventata una specie a sé. Il nome le deriva dallo scopritore, George Hardy, un collezionista inglese dell’Ottocento, che durante la fioritura delle sue Cattleya warscewiczii notò una pianta che nonostante avesse l’aspetto delle altre ‘gigas‘ importate dalla Colombia un paio di anni prima, presentava dei fiori differenti, che ricordavano tanto la Cattleya dowiana var. aurea ; solo successivamente la Cattleya hardyana venne classificata come ibrido primario tra le due specie. In natura è molto raro trovare la Cattleya xhardyana con una colorazione chiara, perché l’incrocio con la Cattleya warscewiczii dà sempre fiori rosa, ma se l’incrocio avviene tra Cattleya warscewiczii con una colorazione più chiara e la Cattleya dowiana con colorazione aurea, avendo quest’ultima il pigmento giallo estremamente recessivo, è facile ottenere una progenie di Cattleya hardyana dai toni molto delicati e questa è la forma più ricercata dagli ibridatori. Per quanto riguarda la coltivazione è una pianta abbastanza difficile ; le piante che provengono da seme sono sicuramente più robuste quando raggiungono la maturità, ma la coltivazione di una pianta raccolta in natura è ostica quanto le specie genitrici. Alla Cattleya hardyana è necessaria una posizione soleggiata, ma non troppo, temperature minime sempre alte e attenzione ai ristagni d’acqua ; per essa va bene qualsiasi substrato, importante che sia molto drenante (aumentare il carbone e gli inerti), come supporto cestino di legno, vaso di coccio o zattera ; la fioritura si ha in estate.