Origine e habitat
Le Cattleya sono senza dubbio il genere di orchidee più conosciuto e celebrato, sia per la lunga tradizione collezionistica sia per l’ampia diffusione commerciale del fiore reciso. Fin dagli albori dell’orchidofilia sono state insignite dell’appellativo di “regine delle orchidee”, grazie alla straordinaria bellezza e imponenza dei loro fiori.
Appartenenti alla sottotribù Laeliinae (sottofamiglia Epidendroideae), le Cattleya sono diffuse esclusivamente nell’emisfero occidentale. Il loro areale naturale comprende le foreste tropicali e subtropicali dell’America Centrale e Meridionale. Si tratta di orchidee prevalentemente epifite o litofite, adattate a crescere su alberi o rocce, in ambienti forestali più o meno aperti.
Le condizioni climatiche dei loro habitat sono variabili: si va dalle occasionali brinate delle regioni montane del Messico alle temperature più miti del Brasile, dove le minime invernali si attestano generalmente tra i 10 °C e i 15 °C, mentre le temperature diurne raramente superano i 32 °C, mantenendosi più spesso tra 21 °C e 26 °C. L’umidità è assicurata da piogge improvvise e dalla rugiada notturna; nelle regioni caratterizzate da una stagione secca, in tale periodo le piante riducono naturalmente il loro fabbisogno idrico.
Caratteristiche botaniche
Le Cattleya sono orchidee a crescita simpodiale, dotate di pseudobulbi ben sviluppati che svolgono una funzione di riserva. Il portamento è generalmente eretto o leggermente arcuato; gli pseudobulbi sono robusti e portano una o due foglie apicali a seconda della specie.
Le foglie sono coriacee e persistenti. I fiori, grandi e vistosi, spesso profumati, rientrano tra i più appariscenti dell’intera famiglia delle Orchidaceae. Il periodo di fioritura è variabile in funzione della specie e delle condizioni di coltivazione.
Le forme compatte risultano generalmente più adatte alla coltivazione in ambiente domestico, grazie alla migliore gestione della luce rispetto alle specie di dimensioni maggiori.