Cattleya intermedia

Cattleya intermedia Foto di Francesca Castiglione Orchis 2_2029 p.34

Viene descritta la Cattleya intermedia, fiorita nella serra dell’Associazione Utopia Tropicale con coltivazione in forma naturale. Grazie alla sua grande adattabilità agli habitat, questa Cattleya risulta di facile coltivazione.

Cattleya Jeweler’s Art

Cattleya Jeweler’s Art Foto1 Orchis 1_2020 p.27

Alejandro Capriles racconta come ha realizzato l’ibrido Cattleya Jeweler’s Art, quali sono le aspettative di un ibridatore e quali sono stati i suoi successi in merito al colore ottenuto con questo ibrido. Descrive il substrato da lui creato e il metodo di coltivazione.

Cattleya Ruby Love

Cattleya Ruby Love Orchis 1_2020 p.6

La Cattleya Ruby Love è l’ibrido tra la Cattleya Mini Purple e la Cattleya Psyche (1902). La Cattleya Mini Purple a sua volta è l’ibrido tra la Cattleya (Laelia) pumila e la Cattleya walkeriana. La Cattleya Psyche (1902) è invece il risultato dell’incrocio Cattleya (Laelia) cinnabarina × Cattleya (Sophronitis) coccinea.
Questo ibrido è stato registrato presso l’International Orchid Register della Royal Horticultural Society il 13 agosto 1999 da T. Abe. Ibrido piuttosto introvabile, richiede un ambiente più umido rispetto alle altre Cattleya. Da coltivare in serra intermedia.

Cattleya maxima

Riassunto: L’articolo descrive la Cattleya maxima, un’orchidea monofoliata originaria delle pendici delle Ande, nota per i suoi fiori grandi e duraturi. Scoperta nel XVIII secolo, presenta due varietà principali, il “tipo di montagna” e il “tipo di pianura”, che si distinguono per dimensioni, numero di fiori e adattamenti climatici. La specie offre diverse forme di colore e ha una lunga storia di utilizzo in ibridazioni e coltivazione per il fiore reciso. È apprezzata per la sua adattabilità e spettacolare fioritura, ma richiede cure specifiche, come luce intensa, buona ventilazione e substrati ben drenanti. La Cattleya maxima è coltivabile sia in serra intermedia sia in ambienti esterni, a seconda della varietà.

Bow Bells Revolution

Cattleya Bow Bells

La Cattleya Bow Bells, celebre ibrido di orchidea bianca, venne presentata per la prima volta nel 1945 al “Meeting of the Trustees” dell’American Orchid Society, dove ricevette riconoscimenti straordinari. Creata dalla British Orchid Company (Black & Flory), era un incrocio tra Cattleya Edithiae e Cattleya Suzanne Hye, quest’ultima perduta in mare durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante la sua sterilità apparente, l’ibrido dimostrò una fertilità eccezionale, permettendo la creazione di ulteriori ibridi. Dedicata alla chiesa londinese di St. Mary-Le-Bow, simbolo di rinascita post-bellica, la Bow Bells resta un emblema di bellezza e resilienza

Cattleya guttata

Cattleya guttata ‘Caramelo’, foto e coltivazione di Federico Carotti ORCHIS NS 2024 p.102

La Cattleya guttata è originaria della costa centrale del Brasile, fu descritta per la prima volta da John Lindley nel 1831. Cattleya bifoliata, epifita o litofita di medie dimensioni, ha pseudobulbi cilindrici e allungati, che portano due foglie apicali. La fioritura avviene tra l’autunno e l’inverno, i fiori hanno consistenza pesante, sono cerosi, profumati e possono arrivare a 15 giorni di durata.

Cattleya JEM’s Super Velutin

Cattleya JEM’s Super Velutin, foto e coltivazione di Manuel Riva ORCHIS NS 2024 p.100

La Cattleya JEM’s Super Velutin è un ibrido primario ottenuto dalla combinazione della Cattleya velutina con la Cattleya schofieldiana. Questa Cattleya ha ereditato le migliori caratteristiche dei due genitori, entrambi con i segmenti maculati e il colore e il motivo del labello molto interessanti. Cattleya bifoliata con pseudobulbi sottili, eredita la bellezza dei genitori ma è più facile da coltivare della velutina grazie alla robustezza conferita dalla schofieldiana.

Cattleya schilleriana

Cattleya schilleriana ‘Michelangelo’, foto e coltivazione di Michelangelo Di Schiena ORCHIS NS 2024 p.116

La Cattleya schilleriana fu descritta per la prima volta nel 1857, è molto simile alla Cattleya aclandiae,. E’ una Cattleya bifoliata di picco le dimensioni, epifita o litofita, a crescita simpodiale. Le nuove vegetazioni compaiono in primavera e la fioritura avviene tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. I fiori sono deliziosamente profumati, cerosi, lucenti e longevi. Apprezzata per la bellezza dei fiori e la facilità di coltivazione.

Cattleya dowiana

Cattleya dowiana, foto e coltivazione di Michelangelo Di Schiena ORCHIS NS 2024 p.96

La Cattleya dowiana venne trovata per la prima volta in Costa Rica nel 1850 dal cacciatore di orchidee Josef Warszewicz, ma tutti gli esemplari inviati in Inghilterra morirono prima si produrre un solo fiore. La nuova Cattleya dal colore giallo fiorì inaspettatamente tra le piante inviate da Skinner nel 1865, fu descritta solo nel 1867 da James Bateman nel Curtis’s Botanical Magazine. Cattleya monofoliata, epifita di medie dimensioni, fiorisce a fine autunno, con pochi o diversi fiori molto appariscenti, di breve durata ma molto profumati.

Cattleya × whitei

Cattleya ×whitei ‘Blumenau’, foto di Francesca Castiglione, coltivazione di Asendorf Orchideen, mostra Varese Orchidea 2016 0RCHIS NS 2024 p.76

La Cattleya ×whitei è un ibrido primario ottenuto dalla combinazione della Cattleya schilleriana con la Cattleya warneri, si trova in natura in Brasile, da Bahia a Espírito Santo nel bioma umido; l’uomo ha prodotto nuovi cloni utilizzando le varie forme di colore di esemplari selezionati dei due genitori. I migliori esemplari sono stati realizzati partendo da genitori dalla forma di colore coerulea.