Dalle cocciniglie agli invertebrati meno conosciuti: guida per difendere le orchidee

L’articolo, trascrizione del webinar di Marco Zuccolo del 18 ottobre 2024, fornisce una panoramica completa dei principali
parassiti che colpiscono le orchidee e delle strategie per prevenirli e contenerli. Vengono descritti insetti succhiatori, masticatori, acari, molluschi e altri invertebrati, con attenzione ai sintomi che consentono un riconoscimento precoce delle infestazioni. L!autrice mette in
evidenza l!importanza della prevenzione attraverso ventilazione adeguata, irrigazione corretta, igiene delle piante e controllo regolare
della superficie fogliare e del substrato. Vengono discusse le principali opzioni di intervento — fisiche, biologiche e chimiche — con
particolare cautela verso l!uso improprio dei fitofarmaci. L!articolo sottolinea inoltre gli errori più comuni, come l!eccesso di umidità o la
sovrapposizione di trattamenti, e conclude ribadendo che la gestione integrata, basata sull!osservazione costante, è il metodo più efficace
e sostenibile per mantenere una collezione sana.

Difendere le orchidee: guida alle patologie

L’articolo di Marco Zuccolo affronta in modo sistematico le patologie delle orchidee, distinguendo tra cause abiotiche (errori di coltivazione, luce inadeguata, temperatura, ventilazione insufficiente) e cause biotiche come funghi, batteri e virus. Viene illustrato come riconoscere tempestivamente i sintomi (macchie fogliari, marciumi, deformazioni, necrosi) e come impostare una corretta diagnosi differenziale. Il testo dedica ampio spazio ai marciumi fungini, alle batteriosi più comuni e alle virosi, ancora oggi difficili da individuare senza analisi specifiche. Zuccolo propone protocolli di prevenzione basati su igiene degli strumenti, quarantena delle nuove
piante, gestione del substrato e corretto equilibrio idrico. Vengono anche descritti gli interventi possibili, con particolare prudenza sul ricorso ai prodotti chimici. L!articolo conclude valorizzando l’importanza dell!osservazione costante e della prevenzione come strumenti
principali per mantenere collezioni sane e longeve.

Orchidee in coccio

In questo corso, tenuto on-line e nella sede ALAO sabato 19 novembre 2022 da Francesca Castiglione e ArteVivente, viene
presentato il metodo di coltivazione in coccio, sviluppato per le orchidee che richiedono elevate umidità e temperature moderate. Utilizzando vasi di coccio, che è poroso e resistente all!occlusione, si può fornire umidità alle piante e raffreddare le radici grazie all!acqua contenuta nel vaso. Le prime prove su questo supporto sembrano promettenti per le orchidee, indicando che potrebbe essere un opzione efficace per la coltivazione domestica.

Orchidee su zattera: il popolo sospeso tra aria e cielo

Webinar tenuto da Gioele Porrini di Varesina Orchidee il 17 marzo 2023, ci racconta come creare la zattera perfetta per ospitare le nostre orchidee e quali vantaggi offre questo metodo di coltivazione, il più simile alle condizioni naturali.

Tecniche di coltivazione su zattera, cestello, ventaglio e coppo

L!articolo riassume il webinar tenuto da Stefano Berti il 24 ottobre 2025, dedicato alle tecniche di coltivazione su zattera,
cestello, ventaglio e coppo, con approfondimenti su microconcimazione e uso del conduttivimetro. Vengono illustrate le modalità pratiche di montaggio delle orchidee su diversi supporti, con particolare attenzione alla gestione dell!umidità, alla stabilità della pianta e alla
corretta aerazione delle radici. Stefano descrive materiali idonei, preparazione dei supporti e strategie per prevenire marciumi e ristagni
idrici. Ampio spazio è dedicato alla coltivazione in cestello, con indicazioni su substrati, dimensioni ottimali e gestione stagionale. La
sezione sulle concimazioni approfondisce l!uso di fertilizzanti differenziati durante l!anno, microconcimazione costante e controllo della
conducibilità elettrica. L!intervento si conclude sottolineando l!importanza di costanza, osservazione e consapevolezza nell!acquisto e
nella gestione delle orchidee.

La coltivazione in Orchidiario

Conferenza tenuta dal consigliere ALAO Marco Zuccolo, il 24 novembre 2019, presso la sede ALAO, Busto Arsizio, sulle
potenzialità della coltivazione in orchidario e le considerazioni per una sua corretta progettazione.

Fiorire sulle rocce: divagazioni scienti!che sul perché scegliere un substrato inerte nella coltivazione delle orchidee

Nel webinar dell!8 novembre 2024, Simone Tumiati riflette sull!uso di substrati inerti per la coltivazione delle orchidee,
proponendoli come alternativa più sostenibile rispetto ai materiali organici come il bark. Vengono analizzati gli effetti ambientali e
il collegamento con i cambiamenti climatici. Tumiati esamina le rocce su cui crescono le orchidee in natura (calcare, granito, basalto,
ultramafiche) e le loro alterazioni superficiali. L!obiettivo è riprodurre queste superfici alterate in coltivazione, più che la composizione
chimica. Si discutono i vantaggi di substrati ceramici e sintetici, con attenzione a ritenzione e rilascio dell!umidità. Il webinar evidenzia il
valore della responsabilità ambientale anche nella scelta dei substrati per vasi. Unisce geologia, ecologia e coltivazione.

I substrati inerti nella coltivazione delle orchidee

In questo webinar dell!8 aprile 2022, Simone Tumiati, geologo e professore associato presso l!Università di Milano, introduce le orchidee che crescono in suoli particolari, descrive i vari substrati inerti e le loro caratteristiche.

I substrati organici nella coltivazione delle orchidee

L!articolo, trascrizione di un webinar tenuto da Simone Tumiati il 14 novembre 2025, analizza in profondità l!evoluzione
storica e tecnica dei substrati utilizzati nella coltivazione delle orchidee, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Si ripercorre la storia dall!Ottocento a oggi, passando dall!uso di osmunda, sfagno e torba ai moderni substrati a base di bark, cocco, materiali inerti e miscele ibride. Vengono confrontate le proprietà fisiche, la durata, la porosità e l!impatto ecologico dei materiali, evidenziando i problemi legati alla raccolta non sostenibile (come nel caso di osmunda, xaxim e torba). L!articolo approfondisce anche
il ruolo di biochar, carbone vegetale, sughero e gusci di frutta come alternative durevoli e meno impattanti. Ampio spazio è dedicato al concetto moderno di “durabilità” come parametro chiave per valutare la sostenibilità: materiali più longevi riducono i rinvasi e il consumo di risorse. La sezione finale introduce il paradigma dei substrati ibridi e il ruolo dell!etica colturale in un contesto globale segnato dall! Antropocene, ribadendo che ogni scelta del coltivatore ha un impatto sugli ecosistemi.