Cattleya maxima

Riassunto: L’articolo descrive la Cattleya maxima, un’orchidea monofoliata originaria delle pendici delle Ande, nota per i suoi fiori grandi e duraturi. Scoperta nel XVIII secolo, presenta due varietà principali, il “tipo di montagna” e il “tipo di pianura”, che si distinguono per dimensioni, numero di fiori e adattamenti climatici. La specie offre diverse forme di colore e ha una lunga storia di utilizzo in ibridazioni e coltivazione per il fiore reciso. È apprezzata per la sua adattabilità e spettacolare fioritura, ma richiede cure specifiche, come luce intensa, buona ventilazione e substrati ben drenanti. La Cattleya maxima è coltivabile sia in serra intermedia sia in ambienti esterni, a seconda della varietà.

Coltivando Cattleya

Cattleya Brasil

In questa trascrizione del webinar ALAO tenuto da Federico Carotti il 14 ottobre 2022, si parla della passione sua e della moglie Denise per la coltivazione delle orchidee, in particolare Cattleya, nel microclima di una vallata brasiliana.

Cattleya, la regina delle orchidee

Questa è la trascrizione del webinar di Michelangelo Di Schiena del 9 febbraio 2024, dedicato al genere Cattleya, spesso definito la “regina delle orchidee”. Dopo una panoramica storica sulla scoperta e classificazione del genere, si esplorano morfologia, cicli di crescita e coltivazione. Vengono evidenziati i requisiti di luce, temperatura, umidità e substrato, nonché le tecniche per prevenire marciumi e favorire una crescita ottimale. L’ampia varietà di specie e ibridi offre possibilità di adattamento a diverse condizioni climatiche e ambientali. Infine, sono analizzate le peculiarità delle specie principali e le loro esigenze specifiche.

Fascino e potere: l’epopea delle Cattleya nella storia

Questa è la trascrizione del webinar tenuto dal socio Manuel Riva il 27 settembre 2024, dedicato all’epopea delle Cattleya nella storia. Viene ripercorsa l’età d’oro delle orchidee, dall’Ottocento, con le prime scoperte e coltivazioni, fino al Novecento, segnato da cambiamenti sociali e tecnici che trasformarono il mercato. Si evidenziano le innovazioni nella coltivazione, la diffusione delle serre e il successo commerciale di specie iconiche come Cattleya labiata e Cattleya mossiae. Il declino delle Cattleya come fiore reciso avvenne negli anni ’60, con il trionfo del genere Cymbidium. Tuttavia, le Cattleya rimangono oggi apprezzate nelle collezioni per la loro eleganza e storia unica.

Cattleya blu

Cattleya blue

L’articolo esplora la storia e l’evoluzione delle Cattleya cerulee, note come “Cattleya blu” nonostante la loro colorazione vari tra lavanda, lilla e indaco. Vengono descritte le difficoltà storiche nell’ibridazione, il contributo di pionieri come Carson Whitlow e Sir Jeremiah Coleman, e il ruolo di specie come Guarianthe bowringiana nella creazione di ibridi. Si analizzano le mutazioni genetiche di tipo A e B che influenzano la colorazione cerulea e le tecniche per sviluppare nuovi cloni. L’articolo conclude sottolineando il potenziale ancora inesplorato di questa linea ibrida per il futuro.

Bow Bells Revolution

Cattleya Bow Bells

La Cattleya Bow Bells, celebre ibrido di orchidea bianca, venne presentata per la prima volta nel 1945 al “Meeting of the Trustees” dell’American Orchid Society, dove ricevette riconoscimenti straordinari. Creata dalla British Orchid Company (Black & Flory), era un incrocio tra Cattleya Edithiae e Cattleya Suzanne Hye, quest’ultima perduta in mare durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante la sua sterilità apparente, l’ibrido dimostrò una fertilità eccezionale, permettendo la creazione di ulteriori ibridi. Dedicata alla chiesa londinese di St. Mary-Le-Bow, simbolo di rinascita post-bellica, la Bow Bells resta un emblema di bellezza e resilienza