Catasetum

Origine e habitat

Il genere Catasetum comprende circa un centinaio di specie diffuse nelle regioni tropicali dell’America centrale e meridionale. Le piante crescono prevalentemente come epifite nelle foreste tropicali decidue o semi-decidue, dove l’alternanza tra periodi ben definiti di piogge abbondanti e stagioni secche  ha portato allo sviluppo di un ciclo vegetativo molto peculiare. A una fase di crescita intensa segue infatti un marcato riposo invernale obbligato, fondamentale per la salute della pianta e per la fioritura.

Caratteristiche botaniche

I Catasetum sono orchidee a crescita simpodiale, caratterizzate da pseudobulbi robusti e carnosi, capaci di accumulare notevoli riserve. Il portamento è eretto e vigoroso; le foglie sono ampie, sottili e decidue; infatti, cadono completamente durante il periodo di riposo. I fiori sono unisessuali: la stessa pianta può produrre infiorescenze con fiori maschili o femminili, e la comparsa di questi ultimi è strettamente legata a un’elevata luminosità, alla maturità della pianta e a un ottimo stato nutrizionale. La fioritura avviene generalmente al termine della stagione vegetativa o all’inizio del riposo.

Catasetum Brevilobatum foto Orchis NS 2020 p.45

Coltivazione

Dal punto di vista colturale, i Catasetum sono orchidee da serra calda. Durante la fase di crescita richiedono temperature elevate e tollerano bene il caldo se accompagnato da luce intensa, abbondante disponibilità idrica e nutrimento adeguato. Nel periodo di riposo invernale possono sopportare temperature leggermente più fresche, intorno ai 13 °C, purché mantenuti asciutti.

La luce rappresenta il fattore chiave per una corretta crescita e per la fioritura. I Catasetum necessitano di luce molto intensa, con ombreggiatura minima.  Possono essere coltivati con successo in prossimità di finestre esposte a sud o a ovest, oppure all’aperto durante la bella stagione, se il clima lo consente.

Il substrato deve essere ben drenante ma al tempo stesso capace di trattenere umidità durante la fase vegetativa. I vasi devono consentire uno sviluppo rapido dell’apparato radicale. Secondo le indicazioni di Fred Clarke, il rinvaso va effettuato ogni due anni, prima dell’inizio della nuova vegetazione, così da evitare danni alle nuove radici, particolarmente delicate.

La gestione dell’acqua è strettamente legata allo sviluppo delle radici. All’inizio della nuova vegetazione non si deve bagnare fino a quando le  radici non abbiano raggiunto una lunghezza di circa otto–dieci centimetri. Durante la fase di crescita attiva si procede invece con bagnature abbondanti e frequenti. Con l’avvicinarsi della fine della stagione vegetativa, quando le foglie iniziano a ingiallire, le irrigazioni vanno progressivamente ridotte. Alla caduta delle foglie l’acqua deve essere sospesa completamente; se nel mese di dicembre le foglie risultano ancora verdi, è comunque opportuno interrompere le bagnature per indurre correttamente il riposo. Durante questa fase è normale osservare una lieve disidratazione degli pseudobulbi.

Nel periodo di crescita attiva i Catasetum sono grandi consumatori di nutrienti. La concimazione può essere frequente, anche a ogni bagnatura, mantenendo una conducibilità superiore a 400 µS/cm. Alcuni coltivatori preferiscono utilizzare fertilizzanti con un basso titolo di azoto quando lo pseudobulbo è prossimo alla maturazione. Con l’ingresso nel periodo di riposo la concimazione va sospesa completamente.

Il riposo invernale è una fase fondamentale e non negoziabile del ciclo colturale: la pianta deve rimanere completamente spoglia, senza acqua né concime. Il mancato rispetto di questo periodo compromette sia la fioritura sia il vigore futuro.

In piena estate, con piante in forte crescita, alcuni coltivatori esperti adottano pratiche colturali avanzate volte a garantire una disponibilità idrica costante, come il mantenimento di pochi centimetri d’acqua nel sottovaso oppure una coltivazione di tipo semi‑idroponico, utilizzando vasi con fori di drenaggio posti a circa due–tre centimetri dal fondo per creare una riserva d’acqua. Queste tecniche sono efficaci solo durante la fase vegetativa e richiedono substrati molto ariosi, ottima ventilazione, temperature elevate e luce intensa. Con l’arrivo dell’autunno qualsiasi accumulo d’acqua deve essere eliminato fino alla completa sospensione delle irrigazioni.

Note / difficoltà / consigli pratici

Nel complesso, i Catasetum sono orchidee relativamente semplici da coltivare se si rispettano tre principi fondamentali: luce molto intensa, nutrizione abbondante durante la crescita e riposo secco assoluto in inverno. Molti coltivatori ottengono risultati eccellenti coltivandoli all’aperto durante l’estate, sfruttando l’irrigazione naturale fornita dalla pioggia , l’elevata luminosità e le escursioni termiche.

Clowesetum Penang Waltz Orchis NS 2020 p.23
Catasetum tenebrosum foto Fiore femminile Orchis NS 2020 p.7
Catasetum tenebrosum Orchis NS 2020 p.5