Cattleya
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Generalità

Probabilmente le Cattleya sono il genere di orchidee più conosciuto. Sono oggetto di collezione da parte degli orchidofili di tutto il mondo da moltissimo tempo e sin dall’inizio dell’orchidofilia fu loro riconosciuto l’appellativo di “regine delle orchidee” complice la bellezza del loro fiore.

Il loro sbarco nel Vecchio continente fu, però, tutt’altro che felice. Pare infatti che la Cattleya labiata sia giunta per la prima volta in Inghilterra come materiale da imballo per un carico di piante esotiche.
Ci vollero, quindi, alcuni decenni per dare loro il giusto peso.
Il successo, tuttavia, una volta raggiunto non fu più messo in discussione.

Luogo d'origine

Le Cattleya appartengono alle Laeliinae una sottotribù della sottofamiglia delle Epidendroideae.
Le Laeliinae sono diffuse esclusivamente nell’emisfero occidentale. Il loro habitat di origine si localizza nelle foreste tropicali o subtropicali del Centro e del Sud America.
Tutte hanno sviluppato un habitat epifitico o litofitico utilizzando come supporto su cui ancorarsi, nel primo caso gli alberi mentre nel secondo le rocce.

L’ambiente naturale delle Cattleya è la foresta, più o meno aperta.
La variazione nelle basse temperature può così andare dalle occasionali brinate delIa Sierra Madre messicana, alle temperature più moderate del Brasile (e delle zone a questo simili) dove le minime sono comprese tra i 10-15 °C.

La temperatura diurna invece sale raramente sopra i 32°C mantenendosi generalmente
tra i 21-26°C. Anche l’umidità subisce un regime di variazioni nell’arco della giornata. La necessaria umidità è garantita alle piante sia dagli improvvisi acquazzoni sia dalla rugiada notturna dovuta alla diminuzione delle temperature. Le regioni con una stagione secca, come per esempio gli altipiani messicani, hanno parallelamente anche una stagione fredda che spinge le piante ad attenuare il loro fabbisogno idrico. Le piante ricevono altresì un basso, ma costante approvvigionamento nutritivo dai detriti e dagli altri materiali fatti scorrere sopra le loro radici dalle piogge.

La coltivazione

Molte piante d’appartamento hanno il loro habitat naturale proprio vicino all’ambiente delle Cattleya.
Felci, begonie, filodendri sono gli stessi che vivono a stretto contatto con le Cattleya nella foresta. Per coloro che già coltivano con successo queste piante, coltivare le Cattleya sarà uno scherzo.

Nel loro ambiente naturale le Cattleya ricevono una forte luce solare moderata dalla volta della foresta e dalla mutevole copertura di nuvole.

In casa, queste condizioni possono essere facilmente riprodotte sfruttando la luce di una finestra esposta a Est o a Ovest, oppure una esposta a Sud e leggermente schermata per impedire un eccesso di insolazione.
Un’esposizione a Nord è sempre sconsigliata perché questa non otterrebbe sufficiente luce per far sviluppare e crescere correttamente la pianta; si deve inoltre fare attenzione all’eventuale presenza nelle vicinanze di alberi od edifici che potrebbero fornire un’eccessiva ombreggiatura.
In una serra la giusta ombreggiatura, che è nell’ordine del 40-60%, si raggiunge tramite l’utilizzo di teli ombreggianti. La cosa importante, comunque, è che le vostre piante abbiano almeno il 50% di luce solare, diversamente ciò potrebbe inibire una loro corretta crescita ed una appropriata fioritura.

Come controllare però se abbiamo dato la giusta quantità di luce? Il migliore giudice sono le pianto stesse.
Le nuove vegetazioni e gli steli floreali dovrebbero crescere dritti, senza la necessità di sostegni; il fogliame dovrebbe essere di un verde medio non troppo scuro ne troppo chiaro. Se le nuove vegetazioni continuano a crescere stentate questo è dovuto con tutta probabilità ad una insufficiente illuminazione; la stessa cosa vale per la mancata fioritura, a questo proposito, si deve aggiungere, che le Cattleya compatte sono più facili da coltivare in casa poichè la taglia ridotta permette loro un più rapido assorbimento della luce rispetto alle sorelle più grandi. Attenzione però anche all’eccesso di illuminazione, altrettanto negativo; troppa luce diretta provoca un surriscaldamento delle superfici della piante e di conseguenza l’ustione dei tessuti.

Temperatura

E’ strettamente correlata alla luce perché è quest’ultima che crea il calore. Le temperature delle nostre abitazioni soddisfano le esigenze delle Cattleya a patto che esse non raggiungono un eccessivo calore durante la notte. Nella serra si può agire più liberamente e regolare al meglio la temperatura in funzione delle esigenze delle piante.
In questo caso si manterrà una temperatura di 15 °C per la notte e di 25 per il giorno. A volte è ugualmente difficile mantenere una temperatura costante anche nella serra e ciò a causa delle condizioni atmosferiche esterne che, comunque sia, in condizioni di cielo sereno le innalzano.
A questo proposito è consigliabile creare le temperature date come punti di riferimento e tendere per quanto sia possibile verso questi valori. È importante invece mantenere sempre presente lo sbalzo termico tra il giorno e la notte, sbalzo che dovrebbe aggirarsi intorno ai 5-6 °C e anche più.

Umidità

Le foreste tropicali creano il loro microclima umido attraverso la traspirazione della massa di piante di cui sono costituite, in casa si potrà in parte ricreare questa situazione coltivando insieme un gruppo di piante da appartamento.

In particolare, a causa del fogliame abbastanza coriaceo e degli pseudobulbi che funzionano da riserve idriche, le Cattleya non richiedono un’umidità ambientale così elevata come invece la richiedono altre orchidee.

Un 40-60% di umidità dovrebbe essere sufficiente tenendo presente però che, in relazione ad un aumento della temperatura, anche questa dovrebbe aumentare e viceversa. Un tasso elevato di umidità alle basse temperature infatti provoca l’insorgenza di problemi fungini e batteriosi alle radici.

Acqua

Dal momento che la maggior parte delle Cattleya in natura si è adattata a periodi di siccità, come dimostrano il loro fogliame coriaceo e i loro organi di riserva, gli pseudobulbi, e dal momento che la loro natura per lo più epifita fa in modo che le loro radici siano per la maggior parte del tempo esposte all’aria, appare evidente che queste piante amino maggiormente essere asciutte piuttosto che continuamente bagnate, questo però non significa che amino essere lasciate per lunghi periodi senza acqua.

Il consiglio è quello di bagnare ogni qual volta il composto si stia per asciugare, per verificare ciò si può agire in due modi o in base al peso del vaso o mediante il metodo del bastoncino.

Nel primo caso, se sollevando il vaso lo si troverà pesante allora non si dovrà bagnare, se viceversa sarà leggero si dovrà bagnare.
Nel secondo caso si infilerà lungo l’orlo interno del vaso, sino in fondo, un bastoncino di legno appuntito, se estraendolo sarà umido e di colore scuro non si dovrà bagnare, si dovrà invece bagnare se sarà asciutto e più chiaro. Una buona regola dice di bagnare ogni 4-5 giorni durante i mesi caldi e ogni 8/10 giorni nei mesi freddi, ma attenzione non tutte le piante hanno le stesse esigenze.

Fertilizzanti

Tutto dipende dal composto nel quale coltivate le vostre Cattleye. In natura le piante ricevono dal loro ambiente un apporto nutritivo basso ma costante, noi dobbiamo cercare di imitare questo processo.

Si procederà quindi con fertilizzazioni settimanali o in alternativa con fertilizzazioni bisettimanali ma con dose raddoppiata.
Se si coltiva in composti a base di corteccia si utilizzeranno fertilizzanti ricchi di azoto (30- 10-10), viceversa se si coltiverà in miscugli a base di felci arboree sarà meglio utilizzare formulazioni più bilanciate (20-20-20). Un ultimo consiglio: fertilizzate solo se il composto è già bagnato diversamente i sali minerali del concime potrebbero provocare seri danni alle radici asciutte delle vostre piante.

Temperatura

Temperatura

> 15°

Umidità

Umidità

40-60%

Luce

Luce

Buona dose
30-40000 lux

Mai sotto luce diretta del sole

Ventilazione

Ventilazione

Discreta

Annaffiatura

Annaffiatura

Fare asciugare un pò il composto tra una bagnatura e l’altra soprattutto nel periodo invernale

Fertilizzazione

Fertilizzazione

Settimanali o bisettimanali

Composti ricchi di azoto