Brassavola
  • Brassavola nodosa - foto di Gioele Porrini

  • Brassavola cucullata

  • Brassavola Nodosa

  • Brassavola nodosa

  • Brassavola nodosa

Generalità

Questo genere comprende una quindicina di specie tutte provenienti dall’America centro-meridionale, con la maggiore concentrazione in Messico, Brasile ed Argentina. Sono piante epifite e litofite, di crescita simpodiale, con pseudobulbi snelli e ispessiti che portano un’unica foglia coriacea alla cui base nascono i germogli floreali. Secondo le specie, i fiori appaiono solitari o numerosi, appena o immediatamente dopo l’estate, e in alcuni casi in qualsiasi periodo dell’anno. La loro forma è elegante e talvolta originale: basta ricordare il portamento stravagante e snello della B. cucullata, il ricamo frangiato nel labello della B. digbyana e quello cuoriforme della B. nodosa, tanto per citarne alcuni. La colorazione si manifesta con tonalità intermedie che vanno dal verde al bianco, con una punta di porpora nella parte più profonda del labello. Se i colori sono pallidi, in realtà i fiori si mostrano vistosamente nell’insieme, emergendo o allungandosi in varie direzioni, tra foglie e pseudobulbi e ben contrastando con l’insieme della vegetazione. I recettori visivi degli insetti impollinatori probabilmente non notano tutto questo, bensì vengono attratti dall’emissione dei messaggi chimici del fiore, che colpiscono del resto anche noi per il delicato profumo di limone o arancio emanato soprattutto nelle ore serali e notturne. Diversamente dall’insetto pronubo, l’ibridatore sfrutta l’ottima parentela di questo genere con altri come: Laelia, Cattleya, Sophronitis, Epidendrum ecc. per produrre ibridi intergenerici di straordinaria bellezza non solo nelle forme, ma anche nell’infinita varietà di colori e da sfumature in cui manca solo il blu raramente presente nel fiore d’orchidea. La specie più utilizzata per questo matrimonio artificiale è certamente la B. digbyana per il particolare labello a cui si è già accennato in precedenza. Purtroppo questo carattere non è stato trasmesso del tutto nelle varie ibridazioni, ma, dato che il genere Cattleya non possiede questo corredo, una frangiatura anche minima deve ritenersi un successo.

Attenzione alla temperatura

Esigenze colturali Temperatura e umidità l’habitat delle Brassavola è piuttosto vario, per cui non sarebbe corretto stabilire uno standard di coltivazione ma, dato che in natura, la maggioranza delle specie si adatta molto bene a condizioni diverse, possiamo ritenere ottimale la collocazione delle piante nella parte alta della serra intermedia dove fa più caldo, c’è più luce ed un maggiore movimento d’aria.

Per semplicità di coltivazione, conviene mantenere in serra una temperatura minima invernale non al di sotto dei 13/15 gradi e nel periodo estivo non oltrepassare i 30°C poiché oltre tale limite, l’attività fotosintetica diminuisce.

L ‘umidità dovrebbe essere abbastanza elevata (65%-75%), in particolare nella fase attiva di crescita, da quando compaiono le nuove vegetazioni fino al loro completo sviluppo.

Come illuminarle

Durante la crescita è necessario fornire una buona dose di luce ad esempio 30-40000 lux, poco meno nel restante periodo.

Di regola basta ombreggiare quel tanto per mantenere la temperatura delle foglie nei limiti accettabili per evitare scottature.
Il fattore luce è indispensabile per l’accumulo delle sostanze nutritive necessarie alla fioritura.

Chi desidera coltivare le Brassavola in luce artificiale, è bene che segua alcune regole molto semplici, ma efficaci.
Nella bella stagione, quando le temperature notturne non scendono sotto i 15 °C circa, si portano le piante all’aperto in buona luce, ma non esposte direttamente al sole per i primi giorni.
Quando la temperatura ritorna sotto tali valori, è il momento di riportare le piante in casa.
Se possibile è bene prolungare la dose di luce naturale tenendole vicino alle finestre, altrimenti si inizia il trattamento con luce artificiale: si collocano le piante molto vicine alla fonte luminosa, a 20 cm. dai tubi fluorescenti, un po’ più distante dalle lampade ad incandescenza, mantenendo un periodo di luce giornaliero di almeno 16 ore.
La fioritura è probabile nel 90% dei casi e più.

Chi non adotta questi accorgimenti, otterrà risultati poco esaltanti con vegetazioni eziolate, cioè con foglie poco consistenti allungate e pseudobulbi alti la metà del normale, con una sezione ridicola nei confronti dei fratelli cresciuti in luce naturale.

Ventilazione

Le Brassavola gradiscono una buona ventilazione.

Ciò serve anche a mantenere le temperature entro i limiti accettabili per questo tipo di piante e contribuisce a far asciugare più rapidamente il substrato che non deve mai rimanere bagnato troppo a lungo.

Come annaffiarle

Le piante necessitano, durante la fase attiva di crescita, di una buona dose di acqua che viene assimilata in grande quantità dalle radici particolarmente carnose e consistenti, ma sensibili ad attacchi crittogamici se restano inzuppate troppo tempo.

Dopo la fioritura, le piante entrano in un periodo di riposo per cui le innaffiature devono essere ridotte tanto quanto basta a non lasciare raggrinzire le foglie e gli pseudobulbi.

Come concimarle

Le concimazioni devono essere abbastanza frequenti durante il periodo attivo e seguite dalle annaffiature che devono essere abbondanti per permettere all’acqua di lavare le radici dai residui di sali minerali non assimilati e cristallizzati.

È ottimale usare concime bilanciato del tipo 18-18-18 dato una volta ogni dieci giorni ca. con una concentrazione pari a 0.5 grammi per litro. Nel periodo di riposo si può concimare ogni 2 mesi a dosi dimezzate.

Substrato

Le Bressavola generalmente crescono bene nei vasi con un substrato costituito prevalentemente da bark e materiali inerti come polistirolo e spugna. Si possono coltivare anche in osmunda, a condizione che riesca ad asciugare abbastanza velocemente.

Per le specie pendenti come ad esempio la B. nodosa è più indicato appenderle in cestelli, oppure montarle su pezzi grezzi di sughero abbastanza sovradimensionati per agevolare l’accrescimento di più vegetazioni.
Anche le tavolette di felce arborea sostituiscono egregiamente i supporti sopraccitati. Se si usa l’osmunda per l’invasatura, non è necessario concimare nel primo anno poiché il nutrimento viene ceduto direttamente dal substrato.

Specie

Per comprendere meglio le esigenze climatiche delle Brassavola, esaminiamo insieme alcune specie.

Iniziamo con la B. Nodosa che vive in un’ampia regione compresa fra il Messico ed il Venezuela, dal livello del mare a 500 mt. di altitudine, crescendo spesso sui cactus o sulle radici di mangrovie in condizioni più o meno umide, calde o temperate.

La B. cucullata è, invece, originaria delle foreste piovose del centro America. La si può trovare a quote di 1800 metri, dove l’aria è più fresca e carica di umidità: probabilmente il bellissimo fiore di questa orchidea è stato dotato dalla natura di parti assai allungate e appuntite per facilitare lo scolo dell’acqua, per evitarle un appassimento prematuro.

La B. glauca proviene dal Mexico, Guatemala e Honduras; talvolta cresce anche in foreste montane a 1500 m. s.l.m. per cui l’atmosfera fresca ed umida non le nuoce.

La B. tubercolata che vive in Brasile fu trovata per la prima volta sui tronchi d’albero vicino al mare in un ambiente caldo e umido.

Temperatura

Temperatura

Inverno
>13°-15°

Estate
<30

Umidità

Umidità

65-75%
soprattutto durante le nuove vegetazioni

Luce

Luce

Buona dose
30-40000 lux

Ventilazione

Ventilazione

Buona

Annaffiatura

Annaffiatura

Buona
nella fase di crescita

Ridotta
dopo la fioritura

Fertilizzazione

Fertilizzazione

Bilanciato del tipo 18-18-18
1 volta ogni 10 giorni

A riposo, ogni 2 mesi a dosi dimezzate

Rinvaso

Rinvaso

Generalmente in vasi con substrato di bark e materiali inerti