Rudy Roderich Warnsing

Le interviste dell'Orchideria di Morosolo

La bellezza salverà’ il mondo

Rudy Roderich Warnsing

Come si è verificato il tuo primo incontro con le orchidee? Come ti sei appassionato?

La base della mia passione risale a tanti anni fa, quando Babbo Natale mi aveva portato un acquario d’acqua fredda, allora avevo sei anni, nel lontano 1945. Erano tempi duri, durissimi. Man mano imparavo la materia su come tenere pesci e piante vivi senza farli vivere soltanto due settimane, e le piante pescate dal laghetto vicino a casa mia, duravano qualche settimane in più. Sono andato avanti anni con l´aiuto di mio padre, finché mi sono inscritto nel club degli acquariofili, dal quale ho ricevuto la rivista “Acquario”, cominciavo a capire il giro. In questa rivista avevo letto un articolo che parlava delle orchidee, e vedevo le prime foto, mi sembrava una cosa di un altro mondo. Per di più non si trovavano, non era come oggi, che in qualsiasi “fai da te” te le tirano dietro. Esisteva già qualche coltivatore di orchidee con i prezzi proibitivi. Non esistevano i sistemi di riproduzione che abbiamo oggi, per es. le Phaleonopsis si moltiplicavano tramite i keiki, che costavano quanto una settimana di ferie con la famiglia al mare. Le Cattlaye si moltiplicavano per divisione, una pianta composta con 3 miserabili raggrinziti retrobulbi senza radice si pagava 50€, si intende, nuda, senza vaso. Le specie rare costavano anche >200€. Ca. il 95% delle orchidee in commercio erano prelevate in natura, e la metà morivano durante il trasporto dal luogo d´origine verso l`Europa.

Dopo la scuola e durante gli studi ho preso la mia prima orchidea, un Paphiopedilum insigne, che ho ancora in cultura fino ad oggi. Mi era stato regalato da un anziano acquariofilo che aveva qualche pianta di orchidee.

Da quanti anni?

Dal Paphiopedilum insigne fino ad oggi sono passati ben 50 anni.

Quante piante hai?

Ormai con gli anni sono arrivato a più die 300 piante.

Quali piante costituiscono il cuore della tua collezione? Attualmente quali preferisci? (genere, miniature, profumate, provenienza ecc.)

Le Cattlaya, Laelia, Dendrobium e Phaleonopsis, e tante altre. Attualmente preferisco le miniature, sopratutto per montarle sulle zattere, anche qui Cattalya/Laelia e i loro hybridi.

Come coltivi? (casa, serra, orchidario)

Ho la fortuna di avere una serra, nell periodo da maggio/ottobre vengono coltivate fuori in giardino, sotto una pergola coperta con una rete da ombreggiamento al 50%.

Usi l’illuminazione artificiale? Se si di che tipo? Ne sei soddisfatto?

Uso esclusivamente luce solare.

Solitamente gli appassionati trovano soluzioni a volte geniali per risolvere i vari problemi di coltivazione casalinga. Hai qualche idea da segnalare?

Purtroppo non posso dare nessun consiglio per la coltivazione in casa. Quando le mie orchidee fioriscono, le trasferisco dalla serra alla casa.

Quali errori?

Tutti gli errori immaginari possibile al mondo, non ne ho mancato neanche uno. Da 5 anni circa ho trovato, forse, la soluzione ideale per le mie esigenze e il mio modo di bagnatura e la coltivazione delle mie orchidee. Uso per tutte le piante il famoso materiale puro vulcanico, che si chiama “Lapillo”.

E i tuoi sogni nel cassetto?

Il mio cassetto dei sogni era sempre pieno e traboccava per tanti decadi, ho sempre tentato, anche con grinta, di svuotare questo cassetto. Appena si cominciava a svuotare, lo riempivo subito con delle nuove idee e desideri. Nella mia vita avevo sempre tanti interessi, sopratutto per la natura e la scienza. Mi sono rimasti due sogni nel cassetto che riguardano il mio hobby: un viaggio nel Pantanal per la fauna e la flora, e sopratutto per i psittacidi, e un altro viaggio sulle colline brasiliane delle Ande per vedere l’habitat delle mini Laelie, che crescono a ceppi sulle roccie in piena luce ad un`altitudine di ca. 1500m.

La coltivazione e quindi la passione per le orchidee ha influito sul rapporto con te  stesso e con chi ti sta vicino, se si in che modo?

Ho provato sempre una grande soddisfazione quando le piante ricominciavano ad entrare in vegetazione a primavera, soprattutto quelle montate sulle zattere. Lì si poteva vedere bene crescere le radici nuove e il formarsi l´apparato radicale in superficie della zattera. Solitamente nei vasi non si nota questo sviluppo, è un peccato, perché in quel caso non si vede lo sviluppo di ca. il 50% dell’apparato radicale della pianta viva. L’apparato radicale deve svilupparsi in rapporto della massa del fogliame e delle nuove vegetazioni. Se questo rapporto non è in equilibrio, la pianta inizia a zoppicare. Quando ho verificato che la radicazione delle mie orchidee era ottimale e la loro coltivazione in genre mi ha dato tanta soddisfazione e una grossa tranquillità in me stesso.

Rispondete anche voi all’intervista dell’Orchideria!
Inviatela assieme a foto delle vostre orchidee, con voi e del luogo in cui le coltivate a soci@alao.it e info@orchideria.it . Le pubblicheremo nei prossimi numeri e sul sito dell’Orchideria.

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