Varese Orchidea 2014 – Pensieri notturni

Si è conclusa con grande successo “Varese Orchidea 2014”, mi sembrava quasi di essere tornati ai tempi ante crisi, moltissimi visitatori, domenica pomeriggio per il troppo afflusso, per ragioni di sicurezza , è stato regolamentato l’accesso e sullo scalone d’ingresso si è formata una coda di persone in attesa di entrare che in breve si è allungata per qualche decina di metri all’esterno del palazzo. Ma quello che più mi ha colpito è stato l’entusiasmo dei visitatori nel vedere tanta bellezza, lo si leggeva nei loro occhi, dopo tanta attesa in coda, la ricompensa nella bellezza di tante varietà di orchidee, una più bella dell’altra, e talmente tante e diverse che probabilmente nessuno è riuscito a vederle tutte. Penso che tutti i visitatori sono tornati alle loro case arricchiti spiritualmente, perché la bellezza è il cibo dell’anima, e in fatto di bellezza le orchidee non sono seconde a nessuno.

Mi sono chiesto molte volte cos’è che ci affascina tanto nelle orchidee, cosa ci spinge a volte a fare pazzie per un’orchidea, forse è la bellezza. Se coltivassimo cavoli, cipolle o patate o altre piante che hanno un utilizzo pratico, soddisferemmo dei bisogni materiali, mentre le orchidee ci danno solo bellezza, che non soddisfa nessun bisogno materiale, ma un bisogno spirituale, che però non è meno importante dei bisogni materiali, anzi, influisce positivamente oltre che sull’umore anche sulla salute, come dimostrano le malattie psicosomatiche.

 

 

Trovo perfetto questo pensiero di Alberto Ghedin di Treviso (autore del bel libro “ORCHIDEE” edito da Ecolibri): La passione per le orchidee ti cambia completamente le abitudini di vita, ma il tempo dedicato alle orchidee non potrai mai dichiararlo sprecato, all’inverso considererai meno fortunati di te quelli che non possono ammirare quotidianamente queste meraviglie della natura”.

Penso che il concetto di bellezza varia col tempo, da piccoli sono belle alcune cose, col passare del tempo se ne scoprono altre, e man mano che si cresce se ne scoprono sempre di più, da bambini i giocattoli, poi la prima bicicletta, i primi amici, il motorino, poi il primo amore e così via. Con le orchidee penso sia lo stesso, dopo le prime Phalaenopsis si passa a qualche ibrido commerciale, poi qualche ibrido particolare e qualche botanica, fino ad arrivare ad apprezzare orchidee microscopiche che in pochi millimetri racchiudono il fascino e la bellezza delle sorelle più grandi e vistose. Se all’inizio guardavamo solo quelle con i fiori più grandi e appariscenti, le miniature neppure le notavamo, ora invece non guardiamo più le grandi e vistose, per la serie “Come si cambia nella vita”. Si può dire che è un crescendo di percezione di bellezza. E probabilmente è anche con un crescendo di bellezza che si arriva alle orchidee. Penso che tutti gli orchidofili siano amanti dei fiori, molti sono stati, e magari ancora sono, appassionati di piante grasse, di bonsai, carnivore e di tanti altri tipi di piante, inseguendo la bellezza, prima poi, si arriva alle orchidee, perché probabilmente le orchidee, almeno per gli appassionati, rappresentano l’apice della bellezza. Naturalmente queste sono solo mie considerazioni notturne.

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