Varese Orchidea 2013 – Racconto

L'evento

La quinta edizione dell’esposizione internazionale “Varese orchidea 2013” è stata allestita nella Sala Campiotti, nel palazzo sede della Camera di Commercio, per la prima volta nel cuore della città di Varese.
La piazza monte Grappa ha ospitato i produttori facenti parte dell’ Associazione Produttori Florovivaisti della Provincia di Varese, esponendo e vendendo le loro piante.
Per la prima volta la città di Varese si è trasformata per una giornata intera in un vero e proprio giardino. La sera del venerdì 6 settembre si è svolta l’inaugurazione della mostra, con la presenza delle più elevate cariche di Varese; inoltre, durante la presentazione, con grande novità, gli espositori hanno raccontato in breve i pregi e la storia delle loro migliori piante esposte.

La mostra fa parte di un progetto nel mondo del florovivaismo varesino, per questo motivo sono stati presenti i due principali produttori di orchidee della provincia, oltre a due francesi e un belga. La Camera di Commercio sostiene queste iniziative per poter far emergere le aziende della provincia varesina, mettendo in mostra i loro prodotti, promuovendole culturalmente e anche economicamente. Innalzare le orchidee a Varese, visto il periodo di crisi, è stata una scelta coraggiosa che ha portato aiuto a tutta la città. L’unico modo per sorpassare il periodo di crisi è unire le forze tra pubblico e privato, questa manifestazione ne è un grande esempio.

La mostra è stata anche un banco di prova per l’expo che si svolgerà nel 2015. Bisogna rendere pronto il territorio per un evento che potrà caratterizzare maggiormente le nostre imprese, la nostra provincia e il nostro paese. Se saremo bravi a fare una buona attrazione verso questo territorio potremo veicolare nella nostra provincia moltissimi visitatori che potranno cogliere le nostre eccellenze.

Andiamo ora a scoprire alcune delle orchidee speciali che sono state esposte nella mostra, presentate direttamente dai proprietari. Graziano Marongiu è un coltivatore francese dalle origini italiane, conosciuto a livello internazionale per le sue piante, spesso premiate durante le varie manifestazioni in cui ha partecipato. Ha presentato la Rhyncholaelia digbyana var. fimbripetala, orchidea molto particolare. Il suo nome è stato dato in onore a Digby’s Beaked,

orchidofilo inglese del 1800. Orchidea epifita endemica della penisola dello Yucatan, Belize, Honduras, parte del Guatemala e Messico, ha fiori molto grandi e decorativi dal color verde mela tendente al crema. La caratteristica principale è il labello dal bordo esterno vistosamente fimbriato. Durante la notte emana un intenso profumo, mix fra il profumo di agrumi e quello più dolce di Lilium. Non è una pianta molto semplice da far fiorire in coltivazione, visto che cresce epifita sui cactus in zone molto luminose caratterizzate da periodi di siccità prolungati. Si tratta della regina della mostra, premiata con medaglia d’argento e Best in Show.

Alfredo Riboni, coltivatore varesino, è uno dei massimi esperti delle scarpette di Venere. Ha presentato l’orchidea nera, dai piccoli fiori nascosti tra le foglie, la Maxillaria schiunkeana. È una pianta di piccole dimensioni originaria del Brasile, nella foresta pluviale, che desidera temperature fresco-intermedie. I suoi fiori sono verosimilmente neri ma non profumano. Le orchidee dal colore tendente al nero sono molto affascinanti e molto ricercate, ad esempio Nero Wolfe coltivava la sua “orchidea nera” nella serra di New York, anche se in realtà si trattava di una Coelogyne pandurata, che ha solo alcune protuberanze sul labello di color nero.

Giancarlo Pozzi, anch’esso coltivatore varesino, è un’importante coltivatore ed ha da poco pubblicato il libro “Orchidee: storie e personaggi”. Ha presentato la Brassocattleya Nonna Olga (Brassavola perrini x Cattleya harrisoniae) dedicata a “Nonna Olga”, come racconta nel libro. A Varese è una delle persone più conosciute e amate, da anni infaticabile paladina dei gatti abbandonati, in ogni fiera e mercatino lei è li, una presenza sorridente, con il suo banchetto per raccogliere anche pochi soldi per pappa e cure veterinarie. Abbiamo bisogno di persone semplici, “eroi normali” come nonna Olga, e per questo motivo Giancarlo ha registrato il nuovo ibrido con il suo nome, dedicandoglielo. È una pianta elegante e fiorifera, se ben sviluppata può portare anche più di 100 fiori diventando uno spettacolo di rara grazia e bellezza. Gérard Schmidth, dal Belgio e conosciuto come l’Amazone, ha presentato una varietà botanica scoperta recentemente, molto particolare per l’ambiente in cui vive. Il Mexipedium xerophyticum è originario del Messico, con un patrimonio genetico che lo rende molto vicino ai Phragmipedium. Occupa un areale molto ridotto e altamente a rischio, poiché predilige le “macchie” umide (muschi e felci crescono intorno a lui) presenti su affioramenti rocciosi in un ambiente molto arido. Si tratta di un ambiente occupato da vegetazione xerofitica, cioè specializzata per limitare al minimo l’evaporazione attraverso le foglie per sopravvivere in zone molto secche. In natura sono stati censiti pochi esemplari, e molti di loro sono stati distrutti da un incendio di pochi anni fa. In condizioni di coltivazione piuttosto “secche” si comporta come in natura, emette cioè lunghi stoloni con le nuove vegetazioni. Se coltivato innaffiando più generosamente, sembra crescere in maniera più compatta e accestita. Necessita di un periodo secco tra l’inverno e la primavera e va coltivato in una serra intermedio-calda. Anche questa piccola ma stupenda scarpetta è stata premiata, con una medaglia di bronzo.

Le nostre impressioni

La manifestazione “Varese Orchidea” è uno degli avvenimenti più importanti per la nostra associazione, dove possiamo divulgare la nostra conoscenza e passione per le orchidee, per questo motivo l’ALAO ringrazia la Camera di Commercio, l’Associazione Produttori Florovivaisti della Provincia di Varese e la Provincia per l’aiuto e la collaborazione che ci offrono. Ringraziamo di cuore tutti i soci che hanno collaborato volontariamente e con tanta energia, permettendo la realizzazione della mostra.

Varese è una città giardino di nome e di fatto.

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