Le interviste dell'Orchideria di Morosolo

La bellezza salverà’ il mondo

Roberto Bicelli

Come si è verificato il tuo primo incontro con le orchidee? Come ti sei appassionato?

Come molti mariti regalai a mia moglie per un anniversario una bella Phalaenopsis bianca e un Dendrobium phalaenopsis bianco e da quel momento è scattata anche la mia passione per questi splendidi fiori. Allora non era troppo facile trovare orchidee almeno nella mia zona il Dendrobium è ancora nella mia collezione mentre purtroppo la Phalaenopsis questa estate una tromba d’aria l’ha distrutta.

 

Da quanti anni?

Sono anziano, di preciso non mi ricordo, certo era da pochi anni che eravamo sposati, ma a momenti alterni dovuti ad impegni di lavoro e di famiglia, direi circa 35 anni.

Quante piante hai?

Questa è una domanda a cui resta difficile rispondere in modo preciso, ad oggi 21 novembre 2016 circa 300 ma come disse Rossella O’Hara in “Via col Vento – Dopotutto domani è un altro giorno” sicuramente entro la fine dell’anno aumenteranno ancora di qualche unità.

 

Quali piante costituiscono il cuore della tua collezione?

Ero partito con le classiche orchidee ibride come sicuramente molti appassionati, abbandonate un poco alla volta per passare alle orchidee botaniche a oggi direi che la mia collezione è in prevalenza di Phalaenopsis botaniche e qualche ibrido primario,i Bulbophyllum mi piacciono moltissimo ed ultimamente mi sto interessando alle Coelogyne che sono un po’ poco considerate dagli orchidofili, ma che studiandoci un po’ sopra si scopre che sono meravigliose e molto interessanti e la serie quasi completa dei Phaphiopedilum della famiglia dei Brachypetalum, dico quasi perchè purtroppo la tromba d’aria estiva mi ha dimezzato questa serie che sicuramente con il tempo rifarò.

Attualmente quali preferisci? (genere, miniature, profumate, provenienza ecc.)

Considerando quanto scritto sopra nelle specie citate nella mia collezione si trovano un po’ di tutti i tipi previsto dalla domanda.

 

Come coltivi? (casa, serra, orchidario)

Fino a tre anni fa la collezione era “ridotta” a 200 orchidee e nel periodo invernale le coltivavo in casa, non molto grossa, con tutte le problematiche relative, luce, bagnature ecc. che richiedevano abbastanza tempo, portavo un po’ alla volta le orchidee in bagno le bagnavo, scolavo e riportavo a posto il che richiedeva ovviamente parecchio tempo, per fortuna ho un piccolo giardino dove per l’estate avevo, ed è tuttora migliorato, un posto che avevo attrezzato per poter mettere le orchidee in base alla necessità di luce e di acqua. Intanto avevo anche realizzato un orchidario tutto automatizzato in cui tengo le orchidee più piccole e delicate aventi analoghe necessità.

Poi ho deciso che era ora di smettere di lavorare e due anni fa mi sono messo in pensione e con l’aumento della collezione e con il passare degli anni mi era ormai impossibile coltivare in casa, considerando che abito al terzo piano senza ascensore mi tenevo molto in linea con il trasporto delle orchidee in giardino per l’estate ed il rientro in casa per l’inverno, ed allora mi sono ingegnato per fare una “serra” che è più una grossa grow-box sotto il portico di un piccolo rustico che ho in giardino quindi con una maggior facilità sia per la loro gestione che per gli spostamenti estate/inverno.
Usi l’illuminazione artificiale? Se si di che tipo? Ne sei soddisfatto? 

Distinguiamo le due cose

  • Per le orchidee che ho nell’orchidario in soggiorno è solo illuminazione artificiale sempre
  • Per le altre in estate come ho detto sono messe in giardino e godono avvantaggiandosi della illuminazione del giorno mentre in inverno sono in “serra” e completamente con illuminazione artificiale.

Devo dire che per l’illuminazione artificiale ho studiato parecchio prima di iniziare sopratutto i lavori per la realizzazione della “serra” e dai risultati che sto ottenendo devo dire che ne sono proprio soddisfatto. L’illuminazione che uso è completamente a Led con alternanze studiate tra lampade a luce fredda e lampade a luce calda.

 

Solitamente gli appassionati trovano soluzioni a volte geniali per risolvere i vari problemi di coltivazione casalinga. Hai qualche idea da segnalare?

Non so di idee ce ne possono essere sempre tante, ma molto dipende dall’ambiente in cui si coltivano le orchidee che è sempre diverso per cui la soluzione che va bene per uno non è detto che vada bene anche per altri, anzi lo escludo a priori.

Un consiglio che posso dare è quello di leggere e documentarsi sulle orchidee che si pensa di comperare per evitare poi di avere in casa tantissime varietà che possono avere esigenze completamente diverse di coltivazione con le conseguenti difficoltà che ne derivano.

 

E quali errori?

  • Il primo classico è quello di non imparare a coltivare la propria passione per il meglio e lasciarsi prendere dalla frenesia del “voglio e subito” perchè questo porta al grosso rischio di non vedere neanche la prima fioritura in casa.
  • Il secondo è quello del non documentarsi il più possibile prima di comperare una orchidea per sapere come deve essere coltivata e non dopo perchè a volte il dopo è troppo tardi.

E i tuoi sogni nel cassetto?

  • Penso che il sogno più grande sia quello si poter coltivare al meglio le mie orchidee e di poter aggiungere ogni tanto qualche orchidea un po’ particolare alla mia collezione. Gli spazi sono quelli che sono e i sogni grandi molte volte diventano solo irraggiungibili e si perdono di vista dei sogni più facilmente raggiungibili.
  • L’altro è quello di poter fare un viaggetto nei paesi delle orchidee per vedere realmente come crescono in natura.

 

Rispondete anche voi all’intervista dell’Orchideria!
Inviatela assieme a foto delle vostre orchidee, con voi e del luogo in cui le coltivate a soci@alao.it e info@orchideria.it . Le pubblicheremo nei prossimi numeri e sul sito dell’Orchideria.

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