Madagascar – Alla scoperta delle orchidee in natura

Angraecum eburneum (Île Sainte Marie): si notano i grandi esemplari sull’albero e dettaglio del fiore

Sono ormai molti anni che ho la fortuna e il piacere di visitare il Madagascar, lo scorso ottobre 2017 l’itinerario del mio viaggio ha toccato la costa orientale dell‟isola. Si tratta della zona più umida e piovosa poiché le nuvole trasportate dai venti umidi provenienti dall’Oceano Indiano vengono fermate dalle montagne che costeggiano la costa orientale. Tuttavia questo clima che può sembrare scoraggiante è in realtà molto favorevole per lo sviluppo della vegetazione: inutile sottolineare l‟altissima concentrazione di orchidee.

Angraecum eburneum (Île Sainte Marie): si notano i grandi esemplari sull’albero e dettaglio del fiore

In alto il percorso effettuato da Marco durante il suo entusiasmante viaggio in Madagascar alla ricerca delle orchidee. Elenco dei punti principali visitati:
1) Antananarivo
2) Sainte Marie – Ravoraha (Aereoporto)
3) Sainte Marie – Anivorano
4) Manompana
5)Iles aux Nattes
6) Sainte Marie – Ambodifototra
7) Mahambo
8) Foulpointe
9) Tamatave
10) Lago Ampitabe
11) Manambato
12) Riserva di Andasibe
13) Antananarivo
14) Anjozorobe

A fianco la cartina fisica del Madagascar con segnalata in rosso la zona esatta visitata.

Quel che purtroppo si nota è che la grande povertà della popolazione ha portato al disboscamento massiccio e di conseguenza alla distruzione della foresta primaria per far spazio a coltivazioni agricole, soprattutto riso, e per la produzione del carbone.
Nonostante ciò sono presenti numerosi parchi nazionali e riserve in cui vengono conservati e protetti la vegetazione originaria e gli animali che la abitano, soprattutto i lemuri. Le orchidee si sono adattate a vivere anche nei luoghi in cui la vegetazione originaria è stata completamente distrutta e soppiantata da alberi da frutto, non è difficile ad esempio vedere degli Angraecum eburneum e A. sesquipedale crescere su alberi del pane (Atrocarpus altilis) oppure numerose Polystachya e Bulbophyllum colonizzare enormi alberi di mango (Mangifera indica).
Dopo questa breve introduzione inizio ad illustrare l‟itinerario seguito quest‟anno. Dopo essere atterrati ad Antananarivo in tarda notte abbiamo preso il volo per l‟Île Sainte Marie, nota anche come l‟isola dei pirati poiché tra il XVII e il XVIII secolo è stata scelta come base dai pirati che attaccavano le navi sulla rotta delle Indie fondando anche la leggendaria Repubblica di Libertalia. Sull‟isola si ha un clima tropicale umido, ma per fortuna ventilato e nella stagione che va da agosto a dicembre piove relativamente poco. La vegetazione è molto lussureggiante e tra le orchidee che vi si possono trovare abbiamo enormi ceppi di Angraecum eburneum che colonizzano alberi interi, Angraecum sesquipedale molto più rari degli eburneum, Graphorkis concolor che crescono un po‟ ovunque, sia su alberi vivi, sia su tronchi in decomposizione e Cymbidiella falcigera che crescono esclusivamente sulle palme del genere Raffia.
Sull‟Île aux Nattes che si trova a sud di Sainte Marie, oltre a numerosissime Cymbidiella falcigera e Graphorkis concolor si possono osservare alcuni esemplari della rara Eulophiella roempleriana, pianta gigantesca che colonizza i Pandanus.

Graphorkis concolor (Île Sainte Marie)

Il giorno seguente ho deciso di andare a visitare una cascata poco lontana dal villaggio di Manompana, che si trova all‟interno della foresta protetta d‟Ambodiriana. Risalendo il piccolo fiume in piroga si notano numerosissimi ceppi di Oeoniella polystachys sempre fioriti, quando poi l‟acqua diventa dolce e le mangrovie lasciano spazio agli alberi della foresta, si scorgono numerosi Angraecum sesquipedale e un paio di Angraecum crassum con i loro particolari fiori gialli, in realtà i fiori sono bianchi, ma diventano gialli invecchiando.
La risalita del fiume continua e ci addentriamo sempre di più nella fitta foresta. Ad un certo punto la piroga non può più proseguire, quindi scendiamo sulla riva del fiume e proseguiamo il cammino a piedi attraversando numerose risaie e campi coltivati. In una di queste risaie ho subito notato
la presenza di una imponente popolazione della rara Nympheaea minuta, una ninfea miniatura endemica del Madagascar che fino ad ora si credeva crescesse solo in un‟unica località nella penisola di Masoala, ben distante dal luogo del mio ritrovamento.

Cymbidiella falcigera (Île aux Nattes), piante e dettaglio del fiore.

Il gentilissimo proprietario del Sainte Marie Lodge, ubicato nel nord dell‟isola, ha organizzato un‟escursione in barca verso Manompana, un villaggio raggiungibile solo via mare in quanto la RN5 nel tratto tra Soanierana-Ivongo e Maroantsetra è una delle strade più brutte al mondo. Ovviamente non mi sono fatto sfuggire l‟occasione di visitare la località ed esplorare i dintorni. Facendo già una passeggiata sulla spiaggia di Manompana ho subito notato un paio di alberi colonizzati da un Angraecum che non sono riuscito ad identificare, quasi sicuramente appartenente alla sezione Pseudojumellea; osservando invece i rami alti delle mangrovie poco lontane si notano numerosissimi ceppi di Oeoniella polystachys in piena fioritura che crescono a pochi metri dal mare e in pieno sole.
Nel mezzo del villaggio un enorme Angraecum sesquipedale in fioritura troneggiava su un albero completamente spoglio.

Spiaggia di Manompana

Tronco colonizzato da Angraecum sp.

Angraecum crassum (Manompana)

Il giorno seguente ho deciso di andare a visitare una cascata poco lontana dal villaggio di Manompana, che si trova all’interno della foresta protetta d’Ambodiriana. Risalendo il piccolo fiume in piroga si notano numerosissimi ceppi di Oeoniella polystachys sempre fioriti, quando poi l’acqua diventa dolce e le mangrovie lasciano spazio agli alberi della foresta, si scorgono numerosi Angraecum sesquipedale e un paio di Angraecum crassum con i loro particolari fiori gialli, in realtà i fiori sono bianchi, ma diventano gialli invecchiando.

La risalita del fiume continua e ci addentriamo sempre di più nella fitta foresta. Ad un certo punto la piroga non può più proseguire, quindi scendiamo sulla riva del fiume e proseguiamo il cammino a piedi attraversando numerose risaie e campi coltivati. In una di queste risaie ho subito notato

la presenza di una imponente popolazione della rara Nympheaea minuta, una ninfea miniatura endemica del Madagascar che fino ad ora si credeva crescesse solo in un’unica località nella penisola di Masoala, ben distante dal luogo del mio ritrovamento.

Cynorkis lowiana (Manompana)

Dopo una camminata di un‟oretta tra le risaie entriamo nella foresta protetta e quasi subito giungiamo alla cascata, dato che si tratta di una foresta secondaria le orchidee epifite non sono molto abbondanti.
Nel letto del torrente e aggrappate alle rocce si notano moltissime Cynorkis lowiana con i loro bellissimi fiori viola, si tratta di una specie terricola che cresce nel muschio costantemente umido, infatti la si trova spesso vicino ai corsi d‟acqua oppure all‟interno dei piccoli ruscelli di montagna. Poco distante dal fiume scorgo anche un esemplare di Cynorkis fastigiata in fioritura anche se fuori stagione, tutte le altre piante di questa specie avevano infatti già terminato la fioritura.

Tornati sull’isola di Sainte Marie mi concedo qualche giorno di riposo e ne approfitto per visitare la Baie d’Ampanihy, situata sulla costa est. Ad un certo punto, percorrendo la pista sconnessa, ho subito notato su un albero del pane una colonia sanissima di Angraecum sesquipedale, fortunatamente sopravvissuta alla deforestazione.

Cynorkis lowiana (Manompana)

Cymbidiella flabellata (Foulpointe) venduta illegalmente

Dopo aver trascorso una settimana sull‟ Île Sainte Marie proseguo il mio itinerario giungendo, dopo una traversata di 3 ore nell‟Oceano Indiano, a Mahambo e trascorro la notte a Foulpointe, luogo di villeggiatura preferito dagli abitanti di Antananarivo poichè in questo luogo il mare è molto calmo grazie ad una barriera corallina che protegge la costa dalle onde dell‟oceano indiano. Passeggiando sulla spiaggia ci si imbatte in un mercato locale nel quale si possono trovare anche venditori di orchidee (in particolare Cymbidiella flabellata) che purtroppo deturpano la flora, letteralmente strappando le piante dal loro habitat e vendendole per pochi soldi. Le piante così raccolte muoiono in pochi giorni contribuendo all‟estinzione di questa rara e splendida orchidea che vive solo nelle sfagnere vicino alla costa.

Il mattino seguente è dedicato alla visita del forte di Mahavelona, costruito ad inizio „800 per ordine del re Merina Radama I, con l‟aiuto degli inglesi, come difesa dai francesi che tentavano di colonizzare l‟isola. Il forte è ancora ben conservato e all‟interno di esso si trova una pianta di Mangifera indica considerata sacra dalla popolazione locale. Osservando bene i rami di questa pianta si notano numerose orchidee appartenenti al genere Polystachya.

Dopo la visita al forte trascorro la notte nella città di Tamatave, sede del porto più grosso e moderno del Madagascar. La città non vanta attrattive particolari, il suo interesse è legato al fatto che è la base di partenza per visitare i Canal des Pangalanes, una via d‟acqua parallela al mare costruita dai francesi nei primi del „900 tra i numerosi laghi costieri con lo scopo di creare una via commerciale protetta. Questo canale, lungo all‟incirca 600 km collegava un tempo Tamatave a Farafangana e permetteva una navigazione sicura al riparo dalle onde dell‟oceano indiano, non mancavano comunque sbocchi diretti al mare in modo da permettere l‟uscita delle navi cariche delle preziose spezie dirette in Europa. Questi canali purtroppo con il tempo e l‟incuria si sono chiusi, adesso sono percorribili poco più di 100 km, da Tamamtave a Mananjary.
Dopo 3 ore di navigazione nel canale si giunge al lago Ampitabe, in un luogo definito dal primo presidente della repubblica malgascia Ankanin’ny Nofy (luogo da sogno). Infatti sulle sponde del lago ci sono spiagge di sabbia bianchissima sulle quali sono stati costruiti alcuni hotel tutti ben integrati nella natura.
Noi abbiamo scelto l‟hotel Palmarium Beach costituito da soli 8 boungalow immersi nella foresta costiera incontaminata. In questo luogo le orchidee abbondano letteralmente, a pochi passi dal buongalow si possono trovare interi alberi ricoperti da colonie di Angraecum ochraceum.
Nella foresta che circonda il lago Ampitabe è facile notare numerosi Bulbophyllum di varie specie, Angraecum eburneum e Graphorkis concolor. Con un po‟ di fortuna e sapendo dove cercare si scorgono anche alcuni esemplari di Oeonia volucris che sembrano fluttuare nell‟aria, dei bellissimi Angraecum littorale in fiore e anche alcune piante della rara Vanilla francoisii. Con un occhio allenato si possono trovare anche le Microcoelia aphylla, strane orchidee senza foglie che crescono fluttuanti tra gli alberi della foresta.

Tronco colonizzato da Angraecum sp.

Spiaggia di Manompana

A sinistra la spiaggia di sabbia bianchissima e l’acqua cristallina del lago Ampitabe; a destra alto la foresta costiera del Palmarium Beach

Microcoelia gilpinae (andasibe)

Aerangis modesta (andasibe)

La tappa successiva del tour è la foresta umida del parco nazionale di Andasibe-Mantadia: si passa dalla foresta umida costiera ad una di media altitudine, infatti Andasibe si trova a circa 800 metri di altitudine. Per raggiungere la meta, dopo un‟ora di barca fino a Manambato, si percorre la RN 2 (Antananrivo- Tamatave) e si comincia a salire sulle montagne.
La prima catena montuosa blocca le nuvole provenienti dall‟oceano e quindi si attraversa una regione in cui piove tutto l‟anno praticamente senza interruzione, passata la prima catena montuosa il tempo migliora leggermente, ma la temperatura scende velocemente da 30° della costa fino a 18°. Purtroppo una volta giunto ad Andasibe il tempo è pessimo e continua a piovere. L‟indomani mattina, sempre sotto la pioggia, visito la riserva di Perinet. Le orchidee non sono molto numerose, si nota qualche sporadico Bulbophyllum, qualche piccola Aerangis citrata e una meravigliosa Microcoelia gilpinae i cui fiori arancioni nascono da una pianta apparentemente senza vita. Anche questa specie, come la Microcoelia aphylla e tutte le altre appartenenti al genere, è un‟orchidea senza foglie.

Nel pomeriggio fortunatamente il tempo migliora sensibilmente ed esce il sole, decidiamo quindi di andare a riscoprire delle piscine naturali poco distanti. Dopo 15 minuti di cammino tra campi di ananas e Ravensara aromatica giungiamo alla meta; nonostante la foresta primaria sia stata totalmente eliminata dalla zona, sui pochi alberi che circondano la piscina naturale crescono una moltitudine di orchidee, da enormi Aerangis modesta a Bulbophylllum che colonizzano intere rocce; guardando bene tra i rami sottili degli arbusti si notano anche dei piccoli Angraecum sp. In bocciolo. Su un tronco caduto sul bordo della pozza si scorge anche un bellissimo ceppo di Jumellea gracillipes in piena fioritura.

Jumellea gracillipes (Andasibe)

Angraecum arachnites (Anjozorobe)

Ultima tappa del viaggio è l‟aerea protetta di Anjozorobe-Angavo con annessa foresta primaria. In questo caso si tratta di una foresta umida di montagna in quanto ci troviamo a circa 1200 metri di quota. È molto poco conosciuta dai turisti e anche dalle guide locali, nonostante sia a soli 100 km dalla capitale Antananarivo cui è collegata da una strada asfaltata in discrete condizioni e siano presenti anche due belle strutture alberghiere, completamente immerse e integrate nella foresta. L‟isolamento e la bassa frequenza di turisti ha permesso un‟eccellente conservazione dell‟area protetta, inoltre grazie ad un coinvolgimento e ad un aiuto degli abitanti del posto da parte dell‟ONG Fanamby, che si occupa di proteggere l‟area, l‟abbattimento degli alberi è stato ridotto al minimo. L‟area protetta rappresenta l‟ultimo baluardo della foresta, infatti tutto intorno è stata completamente eliminata per far spazio a risaie e per la produzione di carbone di legna. Fortunatamente la foresta protetta è in ottime condizioni e presenta un‟altissima densità di orchidee. Appena entrato nella foresta noto subito un ramo caduto su cui è cresciuta una colonia di Aerangis fastuosa in piena fioritura. Proseguendo un poco si cominciano a scorgere gli alberi colonizzati da Angraecum linearifolium con i boccioli quasi pronti ad aprirsi e Bulbophyllum di varie specie, purtroppo non in fioritura.

Addentrandomi ancora un poco ho trovato qualche esemplare di Angraecum arachnites in fioritura insieme ancora ad una grande quantità di Angraecum linearifolium. Risalendo la montagna invece la foresta si apre notevolmente e gli alberi sono ricoperti da licheni: questo è l‟habitat ideale per gli Angraecum teretrifolium, praticamente identici agli Angraecum linearifolium, con l‟umica differenza che hanno il fusto lungo solo pochi cm e un fiore completamente diverso, ho inoltre trovato molti Bulbophyllum che crescevano su questi alberi coperti da licheni.
Ritornando nella valle la foresta ritorna molto fitta e tra le foglie e i rami in decomposizione si scorgono le grandi foglie dell‟ Imerinaea madagascarica e le delicate infiorescenze delle graziose Cynorkis ridleyi, gli alberi invece sono colonizzati dalla spledida Aeranthes in fiore. Su un grosso albero vicino ad un corso d‟acqua si presenta in tutta la sua bellezza e in piena fioritura un grosso esemplare di Aerangis ellisii nella sua forma da foresta umida.

Cynorkis ridleyi (Anjozorobe)

Aeranthes sp. (Anjozorobe)

Angraecum arachnites (Anjozorobe)

Purtroppo i giorni a disposizione sono terminati troppo presto e a malincuore dobbiamo ritornare ad Antananarivo per prendere il volo per l‟Italia. Non manca comunque il tempo per andare a salutare qualche caro amico e comprare qualche souvenir da portare a casa.

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