Le orchidee “pelle di serpente”

Ludisia discolor

Oeceoclades gracillima

Oeceoclades gracillima schltr

Grazie allo sviluppo delle tecniche di propagazione possiamo finalmente trovare in commercio anche un discreto numero di varietà di orchidee terrestri, che sta crescendo di popolarità, facendosi apprezzare per la facilità di coltivazione e l’adattabilità ai nostri ambienti climatici.

Tra le terrestri vorrei ricordare un gruppetto di piante chiamate col soprannome inglese “Jewel orchids”, cioè “orchidee gioiello”, grazie alle venature dorate o argentate presenti sulle loro foglie. L’effetto di contrasto con la luce rende le foglie particolarmente brillanti e luminose.

Fra questi generi è nota la Ludisia e la Macodes, coltivabili entrambi in un substrato leggero a base di torba, terra di giardino, bark sottile ed argilla espansa. Non hanno bisogno di molta luce, (una finestra esposta a nord sarebbe loro sufficiente), con temperature che possono oscillare dai 15/18 C° fuori o in appartamento.

La Ludisia è estremamente generosa, vegeta bene in appartamento durante l’arco dell’anno; si possono facilmente fare nuove piante, semplicemente dividendo o tagliando dei nuovi rizomi ed inserirli in un nuovo vaso. Pare strano ma questo gruppetto di piante si fanno apprezzare di più per l’intrigante bellezza fogliare, dai colori variegati e dalle venature luminose che per i loro fiori.

 

Un altro genere di orchidea apprezzato per la bellezza delle sue foglie è rappresentato dalle Oeceoclades, che annovera numerose varietà. La maggior parte delle stesse sono endemiche del Madagascar. Infatti 28 delle 38 specie scoperte sino ad ora arrivano da quest’isola; il resto invece arriva dalla coste africane, (es.Tanzania, Zimbabwe,Swaziland e isole Mauritius e Reunion).

Il soprannome attribuito loro, “orchidee pelle di serpente”, è dovuto alle foglie che per consistenza, colorazione e pigmentazione sembrano assomigliare verosimilmente alla pelle di un pitone o di una vipera.

Se non avete mai coltivato un’orchidea per le sue foglie strane e al contempo belle, anzichè per il loro fiore, questo è il genere che si presta maggiormente per facilità di coltivazione e habitat. Sono solo due i fattori che possono condizionare la loro coltivazione; acqua e luce.

L’acqua non deve mai essere troppa e va data quando la pianta è ben asciutta; la luce, come intensità si avvicina molto a quella necessaria per le Phalaenopsis.

Le specie xerofiti, come l’Oceoclades calcarotus, che di solito cresce in zone rocciose, secche e leggermente ombreggiate nel periodo estivo sono invece da tenere nell’angolo più luminoso e secco della casa. Poi quando arriverà il periodo invernale dovrà avere un riposo di 5/6 mesi, dando loro pochissima acqua.

Oeceoclades maculata

Oeceoclades gracillima schltr

Oeceoclades maculata

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