L’argilla espansa nei sottovasi è davvero utile?

In molte discussioni su Facebook e anche tra appassionati, molte volte si consiglia di mettere dell’argilla espansa bagnata nei sottovasi su cui poi appoggiare i vasi delle orchidee, per creare intorno alla pianta un microclima umido adatto alla loro coltivazione. Ma è proprio utile o non serve a niente o può essere addirittura dannosa?

Queste sono un po’ le tre domande che mi sono posto su questo argomento, in particolare nella coltivazione casalinga è parecchio gettonato e mi sono sorti dei dubbi sulla reale validità di queste considerazioni, che a volte sono dette per “letto su….”, “sentito dire…”, “ma l’ha detto…… che è un esperto”, ecc… ma provate quanto realmente valide non so. Allora mi sono messo a fare alcune prove usando un sottovaso largo, uno degli igrostati che utilizzo in serra, un cestello contenente una Phalaenopsis ibrida (pianta ricorrente nella coltivazione casalinga) e un cavo riscaldante che si usa nei terrari, per verificare se aumentando l’evaporazione dell’acqua nella zona fogliare si ottiene un risultato accettabile.

 

Le prove eseguite sono state due: la prima con sola argilla espansa bagnata a temperatura ambiente, la seconda con il cavo riscaldante inserito nella argilla espansa bagnata. Le prove sono state eseguite in due giorni diversi e tra i vari test nelle due prove ho lasciato passare circa un’ora onde permettere una lettura più corretta e stabile dei valori rilevati.

Dalle prove ho ottenuto un risultato dimostrante che tenere della argilla espansa bagnata nei sottovasi al fine di ottenere un microclima umido intorno alla pianta risulta poco o per nulla utile, anche inserendo un elemento riscaldante annegato nella argilla espansa per creare un microclima umido dove mettere le nostre orchidee, quindi gli strumenti da utilizzare allo scopo devono essere differenti.

L’umidità ambientale delle due prove in partenza era del 55%.

Umidità con il sensore messo sulla argilla asciutta 56%.

Certamente è un metodo un po’ empirico e casalingo, ma dimostra fondamentalmente alcune cose:

  1. La sola argilla bagnata non serve, se non con altri supporti, per incrementare l’umidità e soprattutto se i sottovasi sono piccoli come normalmente si usa;
  2. Anche incrementando la temperatura tramite elementi riscaldanti, al fine di ottenere una maggior evaporazione di acqua sulla singola pianta, non ha un grande valore aggiunto ai fini dell’umidità localizzata intorno alla pianta;
  3. Il sottovaso da usare deve essere sufficientemente grande quanto la larghezza fogliare della pianta se si vuole ottenere qualche risultato anche minimo;
  4. Se il vaso/cesto è appoggiato direttamente sulla argilla bagnata, cosa che non deve succedere, porta il substrato ad assorbire comunque acqua, infatti alla fine dei test il bark era umido fino a 1/3 del contenitore e questo a lungo andare non è il meglio per le radici.

 

Ma allora come si può fare per creare in casa un microclima nel quale le nostre orchidee possano stare bene?

Prima di tutto dobbiamo considerare che un’umidità tra il 50-60% va bene un po’ per tutte le orchidee commerciali che si trovano sul mercato, per moltissime orchidee botaniche ed inoltre, cosa importante, fa bene anche a noi per cui molte volte ci poniamo inutilmente il problema dell’umidità, ma se proprio è necessario che fare?

Se abbiamo più piante anche non orchidee, ad esempio felci e altre, mettiamo le orchidee assieme a loro, il gruppo di piante con le irrigazioni periodiche necessarie si autogestisce e crea in modo quasi autonomo il microclima ideale per loro. Se abbiamo solo orchidee adottiamo pure il sottovaso (grande) con argilla bagnata con un elemento riscaldante che permetta l’evaporazione dell’acqua (cavo, termosifone, tappetini riscaldanti) che funzioni in modo temporizzato, e mettiamo le nostre orchidee assieme sulla argilla. Il gruppo di orchidee grazie anche alla leggera evaporazione, come nel caso precedente, si autogestisce e si crea il microclima ideale per loro.

Ma attenzione al punto 4, i vasi non devono mai essere a contatto con l’acqua ma solo appoggiati superficie della argilla o meglio separati da questa con un adatto supporto distanziatore. Il meglio è sempre un piccolo umidificatore da far funzionare in modo temporizzato da mettere in mezzo alle nostre orchidee, ce ne sono di tutti i prezzi e gusti, anche da arredo, e con poco costo le nostre orchidee ne beneficiano.

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