Il giudizio universale

Una breve narrativa del sistema di giudizio dell’American Orchid Society

Conferenza di Alejandro Capriles, giudice AOS (American Orchid Society), coltivatore di orchidee da una vita e ibridatore, ci spiega il metodo di giudizio AOS. Il Casalone, Bologna, 17 marzo 2018.

Che cosa vuol dire “giudicare” un fiore? È il riconoscimento di una forma esteticamente superiore al tipo (specie) o alla media (ibrido). Perché si giudica un fiore? È normale paragonare i fiori, si cerca quel qualcosa in più che gli altri fiori non hanno.
Essere giudice non fa per tutti, non è esprimere semplicemente il parere di ciò che ci piace o non ci piace, ci sono regole ben precise da seguire e parametri da confrontare. Si dice che la bellezza è negli occhi di chi guarda, se così fosse si potrebbe dire che la percezione della bellezza è nettamente soggettiva, oppure si può quantificare? Come si fa a quantificare la bellezza? Come si può identificare la differenza tra il bello e il bellissimo? Peggio ancora, come si fa a misurare la differenza tra entrambe le qualità? Queste domande mettono in evidenza la straordinaria impresa che rappresenta in manuale di giudizio e mostra dell’AOS. Il concetto di quantificare un’idea talmente soggettiva come la bellezza è una cosa aliena per la nostra natura, sembra più che altro un’idea concepita da un’intelligenza artificiale che dalla mente umana. AOS è riuscita a realizzare tutto questo, un sistema di punteggio che quantifica numericamente le qualità matematicamente misurabili di un fiore, come la dimensione, la consistenza e il numero di fiori presenti sullo stelo. Si aggiungono le qualità meno scientifiche come l’intensità di colore, la presentazione sullo stelo e il motivo dei segmenti.

Paphiopedilum rothschildianum graciano fcc aos 91

Il sistema di giudizio americano è differente da quello tedesco e quello francese, ma è simile a quello inglese da cui deriva, per questo è importante conoscere la sua storia. La prima organizzazione di orticoltura nacque a Londra nel 1804 con la creazione della Royal Horticultural Society. A quell’epoca esistevano pochissimi esemplari di orchidea in coltivazione nel Regno Unito, ma con l’espansione dell’impero britannico e l’aumento del commercio estero, le piante tropicali diventarono più frequenti nei giardini del regno. Di conseguenza, nacque la serra riscaldata per soddisfare i bisogni di queste piante, tra cui le più pregiate furono subito le orchidee. La “grande febbre” come sarà poi conosciuta, ebbe inizio.
Con l’aumento delle collezioni private di orchidee, la RHS decide di creare un premio titolato First Class Certificate per qualunque orchidea che fosse degna di tale onore. Il FCC/RHS era conferito solo a piante di notevole eccellenza e nacque nel 1859. Un secondo premio fu creato nel 1888, il Certificate of Cultural Commendation (CCC/RHS), concesso a piante “meritevoli”; nel 1931 fu concepito un terzo premio, il Certificate of Preliminary Commendation (PC/RHS) per riconoscere le piante di “grande potenziale”.

Stanhopea tigrina var nigroviolacea predator fcc aos

Ma la Grande febbre orchidofila non fu un fenomeno esclusivamente britannico. “The Guilded Age”, come i primi del ‘900 furono chiamati negli Stati Uniti, portò nel Nuovo Mondo anche la passione per le orchidee, e con essa, anche il bisogno di giudicare le piante più pregiate delle nuove collezioni private dei grandi magnati. Ovviamente, lo spirito ribelle della giovane nazione rendeva inadeguata l’adozione di un sistema di giudizio inglese “inadeguato” alla realtà americana. Di conseguenza nasce nel 1921 l’American Orchid Society. I primi premi furono conferiti nel 1934 con la creazione del Highly Commended Certificate, l’Award of Merit e il First Class Certificate seguendo i parametri della RHS ma modificando i criteri di giudizio; nel 1947 venne creato il primo comitato per la redazione del primo manuale di giudizio e mostra.
Da allora il mondo è cambiato vertiginosamente, ma il manuale della AOS ha sempre seguito questi cambiamenti con l’accettazione di proposte e revisioni del sistema di giudizio per migliorare i criteri secondo i nuovi bisogni ed esigenze dell’evoluzione dell’orchidofilia. Entrare nei particolari del sistema di giudizio sarebbe troppo lungo per questo articolo, ma possiamo spiegare il perché concedere un premio a un fiore in particolare e come riconoscere e quantificare le qualità che rendono un fiore superiore a un altro.

Miltonia spectabilis moreliana black prince fcc aos

Miltonia spectabilis moreliana black prince fcc aos

Phragmipedium kovachii trinity fcc rhs

Il sistema di punteggio si divide nella forma del fiore, nel colore e in altre caratteristiche. Si hanno le schede per i generi più frequenti e a,second del tipo di orchidea il punteggio varia: per esempio il labello di una Miltoniopsis è molto più importante e determinante rispetto ai petali e sepali quasi tutti uguali; questa predominanza invece non si ha nei Paphiopedilum. Infatti per la Miltoniopsis, per la forma del fiore si hanno 6 punti per i petali e sepali e 9 punti per il labello. Per la maggior parte delle piante, come le Cattleya, si hanno 15 punti per la forma in generale, tranne che per le Pleurotallis e Paphiopedilum. Si ha quindi una distribuzione differente dei punti: si potrebbe dire che per le Cattleya i sepali e i petali sono equivalenti al labello ed entrano nel contesto dei punteggi più o meno bilanciati, al contrario delle Miltoniopsis. Il totale della forma in generale è compreso tra 30 a 40 e lo stesso nel caso del colore, dove i punti vengono distribuiti più o meno ugualmente. I punteggi del colore dei petali e dei sepali vengono quasi sempre sommati assieme, però, per esempio, nel caso delle Cattleya peloriche si commette un errore se si usa matematicamente il sistema di punteggio: si ha un grosso problema nel sistema di punteggio che non è ancora stato risolto.

Miltonia spectabilis moreliana black prince fcc aos

Ciò che fa la differenza tra un giudice normale e uno bravo è saper riconoscere certe qualità molto soggettive, come la presenza di un fiore, la sua eleganza, la magnificenza. Il fiore deve togliere il fiato, non basta che sia 5 mm più largo o di un colore più intenso. Solo se si hanno queste caratteristiche si è un vero giudice capace di dare un FCC. La consistenza, la tessitura, la presentazione sullo stelo, il numero di fiori per stelo e la lunghezza di esso devono essere tenuti conto per dare un giudizio completo. Un’altra peculiarità che in Italia viene difficilmente concepita è che non si giudica la pianta ma il fiore. Quando viene presentata un’orchidea in giudizio i giudici AOS non guardano proprio la pianta ma solo i fiori, per la presentazione viene guardato solo lo stelo. Esistono altri premi per la pianta. Negli anni ’40 e ’50, subito dopo la guerra, non c’erano molti centri di giudizio, quindi molte persone mandavano i fiori recisi per essere giudicati, così cominciò la tradizione di guardare solo il fiore.
Al giorno d’oggi esistono molti più criteri che comprendono anche la coltivazione per l’eccellenza della fioritura, ma tutti gli altri premi sono dedicati in particolare solo al fiore.
La prima volta che è stato visto il Paphiopedilum kovachii è stato subito premiato, con quel suo tipico colore uniforme mozzafiato. In realtà alcuni giudici hanno decretato che non doveva essere valutato perché essendo il primo, non si aveva nessun riferimento. In realtà un’altra qualità di un buon giudice è di avere la forza di dire che un fiore merita un FCC. Non si deve confrontare tutto con le piante valutate precedentemente; le persone che giudicano in quel modo sono molto insicure del proprio giudizio. Se un fiore ti colpisce così tanto, devi reagire di conseguenza, quindi quell’FCC è corretto. Un HCC di allora, con gli sviluppi quasi fantascientifici che si sono avuti su questa specie, ora sarebbe scartato. Ci si chiede com’è possibile che un fiore così appariscente sia stato scoperto solo nel 2001, ma si sa che cresce in un posto molto difficile da trovare; eppure il Phragmipedium bessae si trova ovunque nella sua zona, ma è stato scoperto comunque solo alla fine degli anni ’80.

Cycnoches warscewiczii svo swan fcc aos

Il Paphiopedilum rothschildianum è la specie che si avvicina di più alla perfezione, ha tutto. La pianta è bella anche senza fiori, ha proprio una bella presenza. Si hanno poche variazioni di colore, dal fiore della specie tipo a quello di un FCC attuale c’è poca differenza, invece ci sono stati grossi cambiamenti nella forma.
Alejandro è molto affezionato alle Catasetinae, ha fatto il suo ingresso a Orchid Digest proprio grazie a un discorso sui Catasetum. I Catasetum e le Cycnoches sono fiori monoici, cioè possono presentare i fiori maschili e quelli femminili. I fiori femminili non possono essere giudicati da soli dato che la differenza tra le varie specie è basata sul fiore maschile. I fiori femminili spesso sono identici in più specie: per il Ctsm. loddigesii e il Ctsm. warscewiczii sono identici morfologicamente e anche nel colore. Se sono presenti anche i fiori maschili allora possono essere giudicati. Nel caso di più fiori sullo stesso stelo, si sceglie sempre il migliore per effettuare il giudizio, ma se uno degli altri ha un difetto non accettabile la pianta viene scartata. Inoltre, più del 50% dei fiori presenti devono essere aperti, altrimenti non si può procedere al giudizio.
In alcuni casi, secondo Alejandro, alcuni FCC non sarebbero stati da dare. Si può pensare che sia un giudice troppo severo e pignolo, ma certi difetti sono inaccettabili. Per esempio, un Paphiopedilum che presenta una linea marrone solo da un lato non è bilanciato, non è simmetrico. Non si cerca solo il fiore più piatto, si cerca anche l’armonia e la simmetria, tutti i sistemi di giudizio esistente ricercano proprio questo.

Phragmipedium besseae

1. Phragmipedium besseae tipo.
Un’osservazione: quando si parla di fiore “tipo” non ci si riferisce al tipo per ogni specie, ma piuttosto alla media per quanto riguarda la forma e il colore del fiore in generale.
Potete osservare il colore scarlatto tipico della specie ma anche la forma leggermente asimmetrica sia del labello che del sepalo dorsale, insieme ai petali leggermente ondulati e appuntiti agli estremi.

2. Phragmipedium besseae ‘Wings of Fire’ HCC/AOS
Qui vediamo subito la simmetria quasi perfetta dei segmenti, il sepalo dorsale e i sepali di colore saturo e forma appiattita, ma abbastanza stretti per gli standard di oggi, mentre il labello è molto superiore alla foto precedente, insieme allo staminoide più saturo di colore.

3. Phragmipedium besseae ‘Cow Hollow’ AM/AOS
In questa foto è evidente la colorazione molto più satura dei segmenti, con il sepalo dorsale e i petali molto più larghi anche se ancora appuntiti. Il labello è di colorazione più intensa e saturo insieme allo staminoide.

4. Phragmipedium besseae ‘Cow Hollow II’ FCC/AOS
Questo esemplare è ormai di una forma molto superiore, arrotondata e appiattita sia nel sepalo dorsale sia nei petali, con una colorazione intensa e una simmetria quasi perfetta. Lo stesso si può dire per il labello e per lo staminoide. Un gran miglioramento in confronto con il tipo della prima foto.

Pescatorea (ex Bollea) coelestis

5. Pescatorea (ex Bollea) coelestis tipo.
È ben evidente l’asimmetria dei petali e dei sepali in questo fiore, ma la colorazione violacea rende questa specie particolarmente attraente. La forma arricciata accentua la mancanza di simmetria, e la colorazione del labello è notevolmente debole.

6. Pescatorea (ex Bollea) coelestis ‘Amethyst’ HCC/AOS
In questa foto si nota subito che la simmetria è di gran lunga migliorata, anche se non abbastanza, mentre la colorazione dei segmenti, soprattutto del labello, è molto più intensa. La larghezza dei petali e sepali è inoltre notevolmente superiore.

7. Pescatorea (ex Bollea) coelestis ‘Eric Hunt’ AM/AOS
La forma dei segmenti di questa meravigliosa specie è sempre arricciata, ma questo secondo Alejandro non è un difetto, ma parte del suo fascino. In questo esemplare la forma è notevolmente superiore a quella precedente, ma la colorazione rimane è intensa, insieme alla colonna e labello (foto © Eric Hunt, con permesso concesso).

8. Pescatorea (ex Bollea) coelestis ‘David Manzur’ FCC/AOS
Anche se la forma è meno appiattita di quella precedente, il FCC è stato concesso sia per le dimensioni molto più ampie (non illustrate, ma faccio menzione solo per aggiungere un chiarimento), sia per la colorazione estremamente intensa e notevolmente più uniforme. Il labello e la colonna sono quasi completamente di color ametista con i calli centrali di giallo chiaro in contrasto. L’insieme di questo esemplare è veramente impressionante (foto © Greg Allikas, con permesso concesso).

Cattleya lueddemanniana

9. Cattleya lueddemanniana tipo
Questa specie è una delle più belle del gruppo unifoliate del genere. Questo esemplare appartiene alla forma occidentale del Venezuela, nota per la colorazione molto intensa. L’ondulazione e la mancanza di simmetria nei sepali e la forma ricadente dei petali sono notevoli.

10. Cattleya lueddemanniana ‘Pavarotti’ HCC/AOS
Qui il miglioramento della forma in generale è notevole, ma il sepalo dorsale rende la presentazione ancora asimmetrica. La larghezza dei sepali, dei petali e del labello sono più evidenti, mentre la colorazione resta sempre intensa.

11. Cattleya lueddemanniana ‘Irina’ AM/AOS
La prima cosa di questo esemplare che colpisce l’occhio è la notevole larghezza dei petali e lo splendido labello, con una colorazione molto più uniforme e vistosa.
Tuttavia, i sepali mostrano ancora delle piegature che ne danneggiano la simmetria.

12. Cattleya lueddemanniana ‘Maruja’ FCC/AOS
Anche se la simmetria del fiore non è ancora perfetta, questo esemplare ha ricevuto un meritato FCC per la straordinaria uniformità del colore sia nei petali e nei sepali sia nel meraviglioso contrasto del labello, la notevole larghezza dei sepali e l’arricciatura molto ridotta dei petali. Un insieme veramente mozzafiato.

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*