Sintesi

Serra

Serra

Intermedia

Temperatura

.

Luce

.

Umidita'

.

Acqua

Acqua

Abbondanti da Marzo ad Ottobre, e poi a ridursi

Fertilizzazioni

Fertilizzazioni

Costantemente con concime bilanciato NPK 20-20-20

Ventilazione

Media e rinvaso

Media e rinvaso

In vasi con corteccia piccolo-media e con un terzo di sfagno secco intero

Riposo

Riposo

Leggero

Passate con il cursore sulle caselle per girarle e svelarne il contenuto; le caselle piu’ piccole non hanno dei dettagli da svelare

Indice dei contenuti

Generalita’

Habitat

Acqua

Fertilizzazioni

Media e rinvaso

Generalita'

Tutto sommato si può considerare le Gongora un genere abbastanza facile da coltivare, si può tranquillamente affermare che questo genere richiede le stesse cure che vengono utilizzate per il genere Cattleya con il quale condivide l’habitat nelle zone dove entrambe vivono.

Queste orchidee non sono rare e quindi il loro costo sul mercato è abbordabile da tutte le tasche, l’unico problema è che molto spesso sono classificate in modo errato, consigliamo quindi di accertarsi del nome corretto utilizzando i siti Internet specializzati (ad esempio www.orchidspecies.com). Tutte le specie senza eccezioni vanno coltivate allo stesso modo come precedentemente descritto, sono orchidee robuste che non dovrebbero creare problemi nemmeno ai neofiti e solo grossolani errori e l’assenza di cure, che pure sono poche e semplici, potranno arrecare danni alle nostre Gongora.

Il genere Gongora conta poco più di 60 specie ed appartiene alla sottotribu delle Stanhopeinae e come quest’ultime hanno la zona di diffusione nell’area compresa tra il Messico e il Brasile e sono quindi da coltivare in ambiente caldo-temperato con luce media e umidità costante; sono generalmente piante di dimensioni medio-piccole ma, alcune specie possono raggiungere dimensioni ragguardevoli; i fiori sono di colorazione variabile all’interno delle singole specie ed esiste un discreto numero di ibridi naturali, cosa che ha generato qualche confusione nelle classificazioni. Il nome al genere Gongora è stato dato da Ruiz e Pavon nel 1794 in onore di un prelato spagnolo il cui nome intero era Antonio Pascual de San Pedro de Alcantara Caballero y Gongora che fu nominato vescovo di Merida in Yucatan nel 1775 da re Carlo III, divenne poi arcivescovo di Bogotà ed infine dal 1782 al 1789 vicerè di Nuova Granada che allora comprendeva le attuali Ecuador, Colombia e Venezuela.

I fiori delle Gongora hanno un aspetto molto particolare che li fa distinguere dai fiori di tutte le altre orchidee ed emanano fragranze particolarissime, molte volte simili a spezie e altre volte hanno profumi somiglianti a medicinali; sono comunque sempre fragranze che si percepiscono piacevolmente. Come detto i fiori di Gongora, come in realtà molti altri generi di orchidea, hanno forma assai particolare e per essere più chiari sulla loro conformazione abbiamo fatto una foto-disegno di cui vedete l’immagine e nella quale si specificano le parti cui sono composti.

Gongora gratulabunda

Gongora bufonia

Habitat

Nel loro habitat naturale sono specie epifite, non crescono generalmente oltre i 1000 metri di altitudine ed hanno la strana caratteristica di crescere sovente in associazione con i nidi di formiche.

Acqua

Vanno bagnate costantemente nei mesi compresi tra Marzo e Ottobre, mentre nei rimanenti mesi invernali è bene dimezzare le bagnature e tenere l’umidità all’interno del vaso al minimo, in questo periodo è bene che le temperature non scendano sotto i 15 C°.

Per coloro che abitano nella fascia prospiciente il 45° parallelo ed oltre consigliamo un riposo assoluto nei mesi di Dicembre e Gennaio.

Fertilizzazioni

La fertilizzazione con concime bilanciato NPK 20-20-20 si effettua costantemente, tre/quattro volte ogni cinque bagnature con dose minima di 1 grammo per litro d’acqua e deve essere del tutto sospesa nei mesi invernali durante i quali si attenuano le bagnature; in questo periodo le piante possono perdere qualche foglia, cosa da considerarsi del tutto normale.

Media e rinvaso

Le Gongora vanno riposte in vasi con corteccia di grandezza piccolo-media con un terzo di sfagno secco intero.

I rami fioriferi nascono ai piedi degli pseudobulbi, che sono tondeggianti ed hanno due-tre foglie, portano normalmente una dozzina di fiori, ma in alcune specie possono superare le venti unità; i rami devono crescere cascanti, quindi i vasi di Gongora vanno tenuti appesi; se ben coltivate le piante di questo genere sviluppano, se vecchie di qualche anno, anche una ventina di rami fioriferi con un effetto decorativo molto bello.

Gongora galeata

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