Francesca Castiglione

Le interviste dell'Orchideria di Morosolo

La bellezza salverà’ il mondo

Come si è verificato il tuo primo incontro con le orchidee? Come ti sei appassionato?

Fin da piccola, girando dai fioristi con i miei genitori, ho sempre notato i fiori delle orchidee. A sedici anni volevo provare a tutti i costi a coltivarne una, ma mia madre non voleva comprarne perché troppo care visto che sarebbe morta di sicuro. Mio padre allora mi ha preso un libretto sulla coltivazione delle orchidee e di seguito è arrivata la mia prima orchidea, una semplice ma vistosa Phalaenopsis bianca dal labello rosa. Vedendo che la pianta cresceva in salute, soprattutto dal momento della nuova fioritura, ne ho comprate altre senza mai più fermarmi, diventando da allora la mia passione. È una grande soddisfazione veder ancora fiorire la mia prima orchidea.

Solo andando alla mia prima mostra di orchidee, nell’orto botanico di Pavia, ho scoperto che il mondo delle orchidee è molto più vasto rispetto a quello riscontrato nei garden, ho scoperto che questi bellissimi fiori sono distinti in ibridi che già conoscevo e dalle specie di cui ho avuto un colpo di fulmine a ciel sereno (fiori particolari, affascinanti, piccoli o grandi, a volte profumati o fin strani). In questa occasione ho anche scoperto l’esistenza dell’ALAO che mi ha permesso di conoscere molti appassionati di orchidee e di approfondire le mie conoscenze su questo argomento.

Ultima tappa fondamentale nella crescita del mio hobby è stato il viaggio in Ecuador alla scoperta delle specie presenti in natura, che mi ha rapita completamente. Non c’è nulla di paragonabile al vedere un fiore così stupendo che troneggia nella foresta selvaggia. Come dicono molti, scherzando, la passione per le orchidee è una vera e propria malattia che non ti abbandona più, difficile da placare, la cosiddetta “orchidofilia”.

 

Da quanti anni?

Come detto precedentemente, coltivo le orchidee da quando ho sedici ani, quindi ormai sono un’appassionata da circa dieci anni.

Quante piante hai?

Possiedo circa 300 piante, principalmente specie, ma alcune sono del mio ragazzo al quale ho attaccato questa stupenda malattia;

 

Quali piante costituiscono il cuore della tua collezione?

Sicuramente la collezione di Holcoglossum, ma anche le Papilionanthe, Gastrochilus e Chiloschista…. Anche se le adoro tutte e non sono mai riuscita a selezionare e coltivare un solo genere e gruppo ben definito, per questo motivo ho un po’ di tutte le specie.

Attualmente quali preferisci (genere, miniature, profumate, provenienza, ecc…)?

Ammetto di avere un grosso debole per le Vandacee e le piante piccole e particolari su zattera; ma sono tutte troppo belle, se poi sono anche profumate, non si può chiedere di meglio. Diciamo che il grosso gruppo che non coltivo è quello dei Paphiopedilum, Dracula, Masdevallia e Odontoglossum, tutte orchidee stupende che purtroppo ho ancora grosse difficoltà nel coltivarle con efficacia.

 

Come coltivi (casa, serra, orchidario)?

Ho cominciato a coltivare le mie prime piantine in casa, come tutti, con la fortuna di poterle portare in giardino nei mesi più caldi. Da circa sei anni in inverno coltivo in una veranda le specie da caldo, visto che ormai sono troppe per poter stare in casa, e in locali non riscaldati quelle da serra fredda. Il prossimo obbiettivo è la costruzione di una serra divisa in due ambienti in modo da poter migliorare il metodo di coltivazione e poter ospitare nuove specie. Spero vivamente che questo succeda molto presto.

Usi l’illuminazione artificiale? Se si, di che tipo? Ne sei soddisfatto?

Grazie alle grandi vetrate della veranda non ho mai utilizzato l’illuminazione artificiale; però, ultimamente mi rendo conto che nel periodo invernale, vivendo in una zona dove la nebbia è costante, sarebbe un grande aiuto per le piante.

Solitamente gli appassionati trovano soluzioni a volte geniali per risolvere i vari problemi di coltivazione casalinga, hai qualche idea da segnalare?

In questi anni ho sentito raccontare da amici appassionati una vasta sorta di soluzioni geniali. Ad esempio, uno di questi consigli è stato quello di utilizzare i contenitori forati della ricotta come cestelli, anche se un po’ poco estetici rispetto a quelli di legno, sono molto funzionali e a costo zero.

Il miglioramento maggiore nella coltivazione delle orchidee nella veranda l’ho avuto creando dei vasconi su misura (costruiti in lamiera da una ditta che produce grondaie) che mi permettono di raccogliere l’acqua durante le annaffiature e hanno aiutato ad aumentare molto l’umidità tenendoli sempre un po’ pieni. Inoltre, le orchidee essendo posizionate sulla griglia hanno una maggiore areazione delle radici: prima, appoggiando direttamente i vasi sugli scaffali avevo qualche problema di marciume delle radici in alcune specie.

 

E quali errori?

L’errore principale che ho fatto durante le mie prime esperienze è stato quello di portare a casa specie che vivono in climi da noi non riproducibili, come il clima freddo e umido delle Dracula che in estate da noi non si riesce ad ottenere molto facilmente. Dopo queste esperienze ho imparato a rinunciare a orchidee che adoro ma non sono coltivabili nel mio ambiente, per questo mi limito ad assaporarle durante le mostre.

E i tuoi sogni nel cassetto?

I sogni nel cassetto sono molti, di cui quello che spero di realizzare molto presto è la costruzione della serra.

Non meno importante è quello di continuare a visitare i luoghi dove le orchidee crescono in natura (anche quelle che crescono da noi spontaneamente) in modo da poter approfondire la mia conoscenza e continuare ad alimentare la mia passione come è avvenuto durante il viaggio in Ecuador.

 

La coltivazione e quindi la passione per le orchidee ha influito sul rapporto con te stesso e con chi ti sta vicino? Se si, in che modo?

La mia vita è sempre stata influenzata dalla natura e dalle sue regole, non riuscirei a vivere senza la presenza delle piante e degli animali che crescono con me. Grazie alle orchidee ho imparato ad avere ancora più pazienza: tutte le piante hanno bisogno del loro tempo per poter crescere e fiorire, se si rispettano e si ha un po’ di pazienza nell’aspettare si ottengono grandi emozioni e si viene sempre ripagati di più di quello che ci si aspetta.

Tramite questi affascinanti fiori ho conosciuto amici a me molto cari che non avrei potuto incontrare in altri modi. Amicizie che vengono mantenute da anni, anche se le distanze sono grandi, precedentemente non ero riuscita a mantenere un rapporto di amicizia con persone lontane per così tanto tempo, tutto questo grazie alle orchidee.

In questi ultimi anni, mi sono resa conto che avere una persona al mio fianco che ama e coltiva le orchidee con me è molto importante e mi permette di continuare la crescita della mia passione con serenità, anzi, mi spinge a provare a coltivare e conoscere specie da lui apprezzate che probabilmente avrei solo osservato durante le mostre. Avere una persona a cui sono così legata con cui far crescere la nostra passione durante le varie esperienze, condividendo le grandi emozioni di una fioritura e purtroppo anche alcune delusioni, che per altri sarebbero cose da poco, mi dà grande gioia.

Rispondete anche voi all’intervista dell’Orchideria!
Inviatela assieme a foto delle vostre orchidee, con voi e del luogo in cui le coltivate a soci@alao.it e info@orchideria.it . Le pubblicheremo nei prossimi numeri e sul sito dell’Orchideria.

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