Sintesi

Serra

Serra

Fredda

Temperatura

Temperatura

Minima 13°C

Massima 24°C

Luce

Luce

Leggera

Umidita'

Umidita'

85%

Acqua

Fertilizzazioni

Fertilizzazioni

Dose di 1 gr / litro di concime bilanciato

1 volta al mese

Ventilazione

Ventilazione

Moderata

Media e rinvaso

Media e rinvaso

Zattere con sfagno attorno alle radici

Riposo

Riposo

No

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Indice dei contenuti

Generalita’

Habitat

Temperatura

Luce

Umidita’

Acqua

Fertilizzazioni

Ventilazione

Media e rinvaso

Generalita'

Ci sono orchidee esteticamente piacevoli a quasi tutti, alcune sono attraenti per la loro bellezza impressionante, la forma elegante o i colori brillanti, altre possono attrarre per ragioni mento tangibili come ad esempio la forma bizzarra, natura fantasiosa o un aspetto etereo; fanno parte di questo ultimo gruppo le orchidee del genere Dracula, la loro bellezza grottesca ha affascinato gli orchidologi per più di un secolo.

W.G. Smith scrisse nel 1875 sul Garden Chronicals: Nessuno che veda Masdevallia chimerae per la prima volta può dire che possieda una propria bellezza intrinseca per il suo aspetto estremamente grottesco e stravagante. Le estremità allungate dei sepali sono le code serpentesche proprie delle Chimerae, gli abbondanti peli sono come le setole della sua orribile bocca fiammante. M. chimerae è come alcuni odori, sapori colori e persone, familiari a tutti, propriamente sgradevoli, ma che possiedono attrattive nascoste per cui ci si resta legati.

M. chimerae è stata scoperta da Roezl nel 1870 circa in Colombia, egli spedì un esemplare essiccato a Reichenbach che lo descrisse nel Gardeners Chronicles nel 1873, raggruppando questa specie e le scoperte seguenti nel genere Masdevallia per le lunghe code dei sepali. Reichenbach scelse epiteti mitologici come Masdevallia chimerae, e pipistrelleschi come M. vespertilio e M. nycterina per le prime specie scoperte nel 1873. Nel Gardeners chronicles Smith scrisse “Chimerae e gli “uccelli notturni” sono notoriamente brutti, discordanti, affascinanti e inattendibili; stregano i mortali e hanno un influenza occulta sugli affari terrestri….” Dalle prime scoperte il numero di specie Dracula ha raggiunto 85 esemplari, il gruppo è stato separato da Masdevallia e ha ottenuto lo stato di genere.

Questa divisione è stata eseguita da Dr Carlyle Luer nel 1978 per via di alcune differenze morfologiche e perché non esistono specie intermedie. Egli scelse come nome del genere Dracula (piccolo drago) mantenendo il nome chimera. Egli scrisse nel primo volume di Thesaurus dracularum che il nome più appropriato del genere sarebbe stato chimera, se non fosse stato in contraddizione con il Codice Internazionale della Nomenclatura Botanica.

Habitat

Le Dracula si trovano nelle foreste pluviali dell’America centrale e del sud dal Guatemala al Peru. Dracula pulsilla è l’unica originaria del Guatemala, mentre Dracula janetiae è l’unica originaria del Peru.

La maggior parte è originaria del nordovest dell’Ecuador e la Cordigliera centrale e occidentale della Colombia. Si trovano a 1500-2500 metri di altitudine; solo alcuni esemplari come la D. mopsus, D. carderi D. lotax e D. cordoba sono state trovate vicino al livello del mare, e sono considerate da coltivazione a temperature calde. Esemplari come D. berthae, D. levii o D. deltoidea possono crescere al di sopra dei 2500 metri richiedendo una coltivazione a temperature fredde. La maggioranza delle specie cresce a 2000 metri quindi richiedono una coltivazione a temperatura intermedia. Queste orchidee hanno una natura epifitica, si trovano di norma sui tronchi principali di grandi alberi non troppo lontano dal terreno. Possono crescere nel terreno in substrati ben drenati con l’inflorescenza che emerge a distanza dalla pianta. Per tutte le specie l’habitat è ombreggiato, umido e fresco la notte.

Le Dracula possono essere coltivate facilmente, se trattate in maniera appropriata, la maggior parte delle specie originano delle coltivazioni vigorose, come eccezioni le specie D. levii e D. dodsonii. Gli elementi base sono equivalenti a una qualsiasi buona coltivazione di orchidee con una maggior enfasi sulla temperatura, umidità e movimentazione dell’aria; è la corretta interazione di questi elementi che permette una buona coltivazione delle Dracula; molte Dracula crescono meglio su zattere con un cuscino di sfagno attorno alle radici. Probabilmente il mezzo migliore per la coltivazione è l’osservazione delle piante, vengono qui descritte le istruzioni per una buona coltivazione di questo genere.

Dracula vampira

Dracula vespertilio

Temperatura

Le Dracula crescono bene a una temperatura di 13°C come minima invernale e circa 24°C come massima estiva. Come tutte le orchidee, una differenza di 10-15 gradi tra giorno e notte sono necessarie per una buona fioritura. Come per le Masdevallia, la temperatura diurna estiva è il fattore cruciale.

Una temperatura eccessiva può uccidere le Dracula. Temperature troppo alte portando all’ingiallimento e appassimento di germogli nuovi e la perdita delle foglie. Le piante cresciute in zone in cui l’estate è calda, possono soffrire in questo periodo ma si rinvigoriscono con le notti fresche autunnali. Le temperature calde possono anche influire negativamente sulla quantità e qualità della fioritura. Per ridurre la temperatura è possibile usare i comuni metodi: raffreddamento per evaporazione     sistemi di umidificazione, aria condizionata, anche se l’ottimale sarebbe la combinazione di questi metodi soprattutto in caso di aria condizionata è necessario umidificare l’aria.

Una alternativa può essere quella di ridurre sostanzialmente le temperature notturne, infatti le Dracula resistono meglio al caldo diurno se si raffreddano la notte. L’ombreggiatura può essere un’altra possibilità, le Dracula crescono e fioriscono bene con luce molto ridotta; le piante coltivate in serra possono essere trasferite in basso come ad esempio sotto i banconi dove la temperatura è più bassa e la luce ridotta.

Luce

Le Dracula hanno le medesime esigenze di luminosità delle Pleurothallis, la luce necessaria è simile a quella applicata ai Paphiopedilum con una media di circa 1000 candele come linea guida. Il colore delle foglie deve essere di un verde medio, foglie verde chiaro o gialle indicano che sono sottoposte a luce troppo intensa, mentre la luce insufficiente è evidenziata da una scarsa fioritura e da crescite stentate.

Umidita'

Un’alta umidità è importante per una corretta coltivazione delle Dracula ed è essenziale per permetterne la fioritura. Il livello da mantenere è dell’85%, se la temperatura aumenta deve anche aumentare l’umidità.

Durante le giornate più calde sarà necessario nebulizzare le piante un paio di volte, ma le foglie devono avere la possibilità di asciugare prima della notte. Quando l’umidità non è sufficiente, i boccioli non si aprono e possono cadere; i fiori già aperti si possono afflosciare ma riprendono il loro turgore se vengono nebulizzati direttamente. Umidificare i fiori direttamente è un buon trucco quando si deve togliere un esemplare di Dracula dal suo ambiente umido. D. lotax e D. bella non sono cosi sensibili all’umidita a differenza dei grandi esemplari di D. chimera.

Acqua

I cestelli delle piante devono essere sempre umidi, i contenitori devono essere innaffiati per ottenere una bagnatura completa, è fondamentale che le Dracula coltivate in sfagno non asciughino mai, poiché lo sfagno diventa duro e impenetrabile all’acqua, se ciò dovesse succedere, il contenitore deve essere immerso in acqua tiepida oppure bagnato più volte finché non cominci ad assorbire l’acqua.

Dracula polyphemus

Dracula psittacina

Fertilizzazioni

Le Dracula non necessitano di concimazioni frequenti, le piante coltivate in sfagno necessitano di 1 grammo concime bilanciato una volta al mese. Concimazioni frequenti riducono la durata dello sfagno e non sono necessarie.

Per le piante coltivate in bark è necessario l’utilizzo di concime 30-10-10 sempre     con lo stesso dosaggio e la stessa frequenza.

Ventilazione

La movimentazione dell’aria è particolarmente importante per le Dracula, una corretta ventilazione riduce la temperatura delle foglie, aiuta l’evaporazione (aumentando l’umidita) e riduce la probabilità di infestazioni fungine. I ventilatori non devono essere direzionati sulle piante ma al di sopra o al di sotto delle piante mantenendo una circolazione uniforme. Il raggiungimento del giusto bilanciamento tra temperatura, umidità e ventilazione è fondamentale per ottenere una coltivazione di successo.

Media e rinvaso

Una caratteristica specifica delle Dracula è la fioritura. La maggior parte delle Dracula fioriscono producendo un racemo pendente che penzola sotto la pianta. L’infiorescenza può variare in lunghezza da pochi pollici (1 pollice=2.54 cm) a un paio di piedi (1 piede =30.48cm). Queste piante devono essere coltivate in cestelli oppure montati su zattere, per permettere una libero sviluppo delle infiorescenze.

Ci sono diversi supporti adatti alle Dracula:

  • Cestelli in alluminio (prodotti con la rete di protezione delle grondaie) sono facili da preparare e possono contenere diversi tipi di substrato di coltura.
  • Cestelli di plastica, disponibili in commercio e poco costosi, devono però essere foderati se viene usato un substrato fine.
  • Cestelli di legno, che però sono costosi

Noi usiamo i cestelli di plastica nera benché siano fragili e la maglia limiti la scelta del substrato di crescita, è possibile appenderli permettendo di vedere i fiori che normalmente penzolano dalla pianta. Questo tipo di coltivazione da ottimi risultati se vengono coltivati con foglie ampie e grandi fiori come ad esempio D. chimerae, D. gorgona, D. bella, D. vampira.

Le Dracula con fiori piccoli come ad esempio D. carderi, D. benedictii, D. posadorum, D. lotax e D. mops crescono meravigliosamente su cestelli. Per assicurare la ritenzione necessaria di umidità si puo’ utilizzare lo sfagno per circondare le radici. Alcune dracula hanno infiorescenze su racemi eretti (D. tricolor, D. berthae, D. cochliops, D. gigas, D. psyche, D. verticulosa, D. ligiae, D. severa) e possono essere coltivate in vaso.

 

Dracula lotax

Media e rinvaso

Le Dracula necessitano un composto non compatto, drenante e che mantiene l’umidità. Una miscela comunemente usata è composta da bark fine di abete, radici di felce e sfagno della Nuova Zelanda. Quando si usa un composto fine, i cestelli possono essere foderati con fibre di palma o sfagno. Attualmente sembra che il composto più comune per la coltivazione della Dracula sia lo sfagno della Nuova Zelanda oppure con quello peruviano di minor costo. I vantaggi sono i seguenti: E’ pronto all’uso, di facile utilizzo, non fuoriesce dai cestelli comuni, trattiene l’umidità e le piante crescono rigogliosamente. La pianta è mantenuta umida senza sviluppare funghi o batteri, se concimato con parsimonia lo sfagno non si decompone velocemente.

Le Dracula devono essere invasate in maniera stabile per evitare oscillazioni durante l’innaffiatura. E’ possibile ad esempio utilizzare del filo metallico per avvolgere la massa di rizomi e assicurarla al cestello. Le piante devono essere rinvasate quando il composto inizia a decomporsi o quando la pianta è troppo piccola per il contenitore, è meglio non rinvasarle nei mesi caldi.

Per un ottimo drenaggio è possibile utilizzare delle palline di polistirene o di argilla espansa da miscelare al composto, ottenendo così una areazione ottimale delle radici.

Dracula wallisii

Dracula verticulosa alba

Altro - umidita'

La prevenzione è sicuramente l’approccio migliore per confrontarsi con i problemi di coltura. Le difficoltà saranno minimizzate se verrà mantenuto un buon equilibrio di tutti i componenti necessari per l’ambiente ideale delle Darcula. Una buona igiene è importante, le piante devono essere pulite e libere da materiale in decomposizione. Il movimento dell’aria previene la formazione di funghi e batteri, va inoltre ricordato che le piante stressate sono indebolite, quindi sono più suscettibili alle malattie e particolare attenzione va posta nei periodi estivi.

Le Dracula possono avere dei problemi minori che però influiscono sul loro aspetto. Se l’umidita non è adeguata, le foglie nuove possono sviluppare un innaturale pieghettatura, come accade ad altre specie. Una volta che l’umidità venga corretta, le nuove foglie saranno normali mentre quelle vecchie rimarranno pieghettate.

Gli apici delle foglie delle Dracula hanno la tendenza a diventare marroni, questo può essere causato da diversi fattori come la siccità, la luce eccessiva, funghi o eccesso di concimazione. La causa reale è difficile da identificare, tuttavia si è osservato che questo evento è meno frequente da quando viene utilizzato lo sfagno neozelandese; l’utilizzo di questo sfagno può non essere la soluzione, tuttavia le piante sono molto più vigorose e quindi meno suscettibili a questo inconveniente.

Un altro esempio sono le macchie nere/marroni e rotonde che si presentano nella parte inferiore delle foglie e che si trasferiscono anche alla parte superiore se non vengono trattate con un fungicida specifico.

Considerando che le Dracula amano un ambiente umido, sono facilmente affetti da funghi e batteri, ma può essere utile un trattamento preventivo occasionale con battericida e fungicida. In estate è opportuno fare dei trattamenti preventivi ma non più di una volta al mese.

Gli afidi sono probabilmente la peggiore scocciatura per le Dracula, poiché le gemme e i boccioli vengono deformati o subiscono effetti peggiori.

E’ stato scoperto recentemente che gli afidi possono trasmettere il Bean Yellow mosaic Virus (BYMV), questo virus crea delle zone necrotiche o striature gialle sulle nuove gemme molto ben visibili sotto la luce. Il virus viene trasmesso facilmente da pianta a pianta, dall’uomo o dagli insetti; le piante infette devono essere eliminate, alcuni laboratori eseguono il test di identificazione di questo virus.

In conclusione ci sono circa 85 specie tra cui scegliere (più alcuni ibridi) e i requisiti di coltivazione sono abbastanza costanti. Le Dracula sono più facili da coltivare in zone con estati fresche, ma a volte è la sfida di coltivare un particolar gruppo di orchidee che rende il tutto più interessante.

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