Le interviste dell'Orchideria di Morosolo

La bellezza salverà’ il mondo

Come si è verificato il tuo primo incontro con le orchidee? Come ti sei appassionato?

Il mio primo incontro con le orchidee si è verificato grazie a mio padre e mia madre. Loro cominciarono a coltivare grazie ad una Cattleya, che abbandonata sotto un bancale, mostrò loro la forza e la bellezza delle orchidee, regalandogli una stupenda fioritura, nonostante fosse stata abbandonata a se stessa. Da quel momento, come capita a quasi tutti gli orchidofili, il numero di orchidee cominciò a moltiplicarsi. Io, nato e vissuto in mezzo alla natura, fui subito colpito dalla genialità e stravaganza dei fiori più complessi e decorati come autentici gioielli.

Ad appassionarmi è stato il piacere di scoprire la vita svilupparsi. Emozionarsi scoprendo una radice nuova, una nuova vegetazione spuntare da un ramo apparentemente morto, aspettare e fantasticare su un bocciolo in apertura di un fiore che non si è mai visto… Poi, negli anni, la passione si è rafforzata; le orchidee mi hanno spinto a girare il mondo e conoscere nuove realtà e persone. Più scopri le orchidee e il mondo che le circonda, come diceva Socrate, e più sai di non sapere. Questa ricerca porta ad una passione senza fine, anche perché, è impossibile vedere tutte le orchidee in una vita e quindi ci sarà sempre una novità!

 

Da quanti anni?

Ho comperato la mia prima pianta a 8 anni…ora ne ho 35. Quindi nonostante sia ancora giovane, ho ben 27 anni di esperienza con le orchidee.

Quante piante hai?

La mia collezione varia continuamente di numero, ma al momento è di più o meno 2000 piante.

Quali piante costituiscono il cuore della tua collezione?

Negli anni ho raccolto e selezionato parecchie piante di qualità. Purtroppo in quasi 30 anni ho avuto 2 grossi disastri. Nel primo, durante la famosa nevicata dell’85, ho perso il 90% della collezione di mio padre e mia, e nel gennaio del 2010 quasi 1000 piante per una concatenazione di cause imprevedibili che hanno portato le temperature in una serra a -7c°. Fortunatamente, ho sempre mantenuto divisioni delle piante più importanti in una stanza interna alla casa con luce artificiale, dove non gela mai anche a riscaldamento spento e quindi ho ancora quasi tutte le piante più rare

importanti. Il cuore della mia collezione è costituito da Bulbophyllum, Dendrobium, Pleurothallis, Paphiopedilum e Phragmipedium, ma ho tantissimi altri generi.
Attualmente quali preferisci? (genere, miniature, profumate, provenienza ecc.)

Al momento sono particolarmente attratto da: Paphiopedilum leucochilum: ho avuto la fortuna di poter ottenere alcune figlie delle migliori selezioni al mondo provenienti dalla Tailandia e dal Giappone. Le ho già fatte fiorire, selezionate, impollinate e alcuni semi già mandati in laboratorio per la riproduzione. Questo tipo di Paphiopedilum è interessante perché, se coltivato nel modo giusto può arrivare a fiorire in 18-24 mesi da quando si estrae dalle beute, permettendo una selezione abbastanza veloce per poter ottenere piante di qualità ancora superiore. Grazie a visite mirate a coltivatori esperti di queste varietà, ho sviluppato un metodo di coltivazione speciale per queste piante che sono soggette a malattie fungine e batteriosi. Dendrobium e Bulbophyllum della Nuova Guinea: Forme e colori fantastici o mostruosi. A volte fioriture di lunghissima durata. Purtroppo sono piante molto esigenti e difficili da coltivare. In molti casi soffrono molto il caldo e non si possono coltivare in zone dove in estate si superano i 28-30 gradi. Acronia: Sono tutte quelle Pleurothallis con foglia a forma di cuore. Con queste sto’ cercando di produrre nuovi ibridi più facili da coltivare e far fiorire per produrre l’orchidea di San Valentino…per le sue stupende foglie a forma di cuore. I primi ibridi sono già in produzione. Mi sto avvicinando anche alle Masdevallia, che prima ho sempre trascurato. Ovviamente vado matto per tutte le piante più strane e difficilissime da reperire in commercio che ogni tanto si trovano qua e là da vari produttori in giro per il mondo.
Come coltivi? (casa, serra, orchidario)

Coltivo sia in serra che in una cantina illuminata artificialmente.
Usi l’illuminazione artificiale? Se si di che tipo? Ne sei soddisfatto? 

Nella cantina uso luce artificiale e ne sono molto soddisfatto. E’ quasi 20 anni che studio l’utilizzo di luce artificiale e le ho provate tutte. Dalle lampade a scarica (HPS, MH… etc.) ai tubi al neon. Al momento uso quelle che vengono chiamate “Lampade a fluorescenza compatte” che sono delle grosse lampade a basso consumo con una luce studiata apposta per le piante. Però sto già studiando l’illuminazione LED che sta raggiungendo dei risultati soddisfacenti ma purtroppo ancora a prezzi proibitivi. Penso sarà l’illuminazione del futuro anche in campo agrario/florovivaistico.

Solitamente gli appassionati trovano soluzioni a volte geniali per risolvere i vari problemi di coltivazione casalinga. Hai qualche idea da segnalare?

Ogni giorno devo trovare soluzioni alternative per risolvere problemi di coltivazione soprattutto perché ho tantissime specie diverse in soli 2 ambienti. Ma tra tutte le prove che ho fatto, quelle che veramente hanno cambiato il mio modo di coltivare sono 2: 1) L’utilizzo della luce artificiale, soprattutto in inverno, quando da noi ci sono troppe poche ore di luce rispetto ai tropici, luogo di origine della maggior parte delle orchidee che coltivo. 2) L’utilizzo di sistemi semi idroponici per coltivare alcuni tipi di piante come i Phragmipedium, o semplicemente per fornire umidità alle piante in un luogo secco della casa.

 

E quali errori?

Sottovalutare le cocciniglie o altri parassiti come il ragnetto rosso e rimandare le cure necessarie…

E i tuoi sogni nel cassetto?

Un cassetto non mi basta per tenerli tutti!!! I primi che escono se apro il cassetto sono questi: Il sogno più “immediato” è quello di realizzare in tempi brevi un impianto di coltivazione a “Impatto 0”. Ho già le idee chiare e i contatti ma mi mancano i fondi purtroppo. Mi piacerebbe trovare qualcuno che mi sponsorizzi. L’idea è quella di creare un impianto, alimentato solo da energie rinnovabili che si auto mantenga producendo orchidee ad un costo e un impatto molto più sostenibile. Ho già il luogo, so già come realizzarlo utilizzando praticamente solo tecnologie all’avanguardia e innovative (in parte non ancora in commercio), e magari presentare il progetto funzionante all’Expo 2015 di Milano, perché perfettamente a Tema. Purtroppo con la crisi che c’è è molto difficile avere dei fondi. Al momento spero che la nuova attività di importazione di substrato per orchidee che ho intrapreso prenda il volo. In anni di ricerca ho scoperto questo bark di altissima qualità, oggi considerato il numero 1 al mondo ed usato da quasi tutti i migliori coltivatori giapponesi, americani, ma non solo. (Orchiata) Il prodotto non è ancora in vendita ma spero di immetterlo ufficialmente sul mercato a fine marzo 2012. Vorrei visitare molti paesi del Sud America e esplorare le foreste di Papua, che ancora nascondono centinaia di specie mai viste prima! Con il tempo vorrei costruirmi delle nuove serre o “Cantine”, avviare un laboratorio per la produzione di orchidee e portare avanti una serie di linee di ibridazione nuove. Riuscire a partecipare al “Tokyo Dome”, fiera di orchidee giapponese, sicuramente la più importante e prestigiosa al mondo, portando mie creazioni e magari vincendo importanti riconoscimenti, sarebbe veramente un sogno che si avvera.

Rispondete anche voi all’intervista dell’Orchideria!
Inviatela assieme a foto delle vostre orchidee, con voi e del luogo in cui le coltivate a soci@alao.it e info@orchideria.it . Le pubblicheremo nei prossimi numeri e sul sito dell’Orchideria.

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